CAPITOLO 2
Vaughn balzò in piedi sulla piattaforma esterna del nido che Sascha condivideva con Lucas, dopo aver superato Mercy che ne scendeva. Non gli piaceva vedere Sascha all’esterno, la piattaforma poteva anche essere sopraelevata, ma era passata già la mezzanotte ed il Consiglio degli Psy non desiderava niente di meglio che vedere questo particolare cardinale morto.
– Ciao, Vaughn. Perché non ti trasformi e mi fai compagnia? –
Le fece capire cosa ne pensava di quell’idea con un ruggito secco unico per la sua specie.
– Si, lo so che dovrei dormire, ma non ci riesco. – Si appoggiò allo schienale della sedia che apparentemente aveva trascinato fuori.
– Mercy ha giocato a scacchi con me. – Nell’oscurità, i suoi occhi color notte avevano qualche punta di bianco. Le sue dita battevano costantemente sul bracciolo di legno della sedia.
Rispondendo con un grugnito entrò in casa. Si trasformò in bagno, poi afferrò un paio di jeans e una vecchia maglietta nera dal baule dove tutte le sentinelle conservavano un cambio di vestiti. Quando ritornò, Sascha indicò la sedia vuota dall’altro lato del tavolino pieghevole di fronte a lei. Lui sollevò un sopracciglio ed invece si arrampicò sulla ringhiera che circondava la piattaforma, attorcigliando le sue gambe intorno ai pali.
– Non mi abituerò mai al modo in cui voi gatti vi arrampicate." Sascha scosse la testa e strofinò i piedi nudi sul pavimento di legno. – Vi rendete conto che potreste cadere e rompervi tutte le ossa del corpo? –
– I gatti cadono sempre in piedi. – Vaughn annusò l’aria notturna e trovò tutto come si aspettava, ma fece una scansione visiva per averne conferma. Anche in forma umana, la sua vista restava immutata. – E’ sempre cosi quando Lucas è via? – Lei sembrava nervosa, agitata, nonostante di solito lei fosse una pozza calma nel mezzo della turbolenza dei predatori che era il DarkRiver.
– Sì. – Continuò a toccarsi le dita.
– Stavi correndo? –
– Si. – Lui guardò la compagna del suo Alfa: era in grado di capire il fascino che esercitava su Lucas. Sascha era bellissima e completamente unica. Non era per i suoi occhi color notte o per il suo viso, ma per la sua essenza. Lei ardeva dall’interno e questo c’era da aspettarselo. Dopo tutto lei era un E-Psy – un’empatica, capace di sentire e curare le più disastrose ferite emotive.
Ma nonostante capisse il fascino che esercitava su Lucas, Vaughn non poteva immaginare di provare le stesse cose. Sascha era del Branco. Come sentinella, lui avrebbe donato la sua vita per lei, ma non si sarebbe mai accoppiato con lei, perché il concetto di accoppiamento era alieno per lui. Non capiva come i leopardi potevano vincolarsi ad un’unica persona per il resto delle loro vite. E non era perché era promiscuo. Lui era molto esigente con le sue amanti. Ma gli piaceva essere libero, gli piaceva sapere che nessun altro era legato a lui emotivamente.
La sua morte non doveva ferire l’animo di nessuno.
– Non so mai a cosa stai pensando. – Sascha lo fissò, inclinando la testa di lato. – Io non sono ancora sicura di piacerti. –
Il felino era orgoglioso di essere visto come inscrutabile. – Tu sei la compagna di Lucas. – E quindi lei aveva la sua fedeltà.
– Ma che ne è di me come individuo? – Lei insisteva.
– La fiducia richiede tempo. – Nonostante se ne fosse guadagnata un grosso pezzo il giorno in cui era quasi morta per cercare di salvare la vita di Lucas. L’altro uomo era la cosa più simile ad una vera famiglia che Vaughn avesse mai avuto, un fratello di sangue nel senso più brutale.
– C’è qualcosa in te – sei meno… civilizzato degli altri. –
– Si. – Non c’era alcun motivo per negarlo. Lui era molto più animale della maggior parte dei changeling predatori, lo era dovuto diventare per sopravvivere. Come Sascha era dovuta diventare del Branco. – Ti mancano gli altri come te? –
– Certo. – Lei allontanò lo sguardo e fissò la foresta, un solo Psy in un branco di leopardi. – Come può non mancarti il mondo in cui hai vissuto per ventisei anni? – I suoi occhi ritornarono a fissarlo.
– A te no? –
– Io ho vissuto da solo in un altro mondo per dieci anni. – Tempo più che sufficiente per marchiarlo con le cicatrici del tradimento su di lui. – Dimmi una cosa. Perché uno Psy dovrebbe vivere solo, lontano dalle masse? –
Sascha non lo incolpò per la sua mancanza di una vera risposta.
– Beh, potrebbe accoppiarsi con una pantera che preferisce vivere nel mezzo del nulla sulla cima di un albero. – Lei fece una smorfia ma il suo sorriso la tradì. – E’ raro ma alcuni Psy preferiscono vivere in ambienti isolati, di solito sono quelli con i talenti più deboli sul Gradiente. Forse perché i loro poteri non minacciano di sopraffarli come al resto di noi. –
– No. – Scosse la testa. – Questa era sorvegliata come se fosse un presidente. – Lei. Di questo, la bestia era assolutamente certa.
– Sei sicuro? –
– Recinzioni. Telecamere nascoste. Guardie del corpo. Sensori di movimento. –
Le sopracciglia di Sascha si alzarono. – Certo. Deve essere uno degli F-Psy. –
– Preveggente? – Aiutava avere uno Psy nel branco. Prima di Sascha, ignoravano la complessità del mondo degli Psy. – Pensavo che fossero estremamente rari. Il Consiglio non li vorrebbe chiusi sotto stretta sorveglianza in qualche posto dove li possono controllare? –
Lei scosse la testa.
– Ho sentito dire che i più potenti tra loro hanno bisogno di vivere lontano dagli atri Psy. Quindi, se hai visto le guardie del corpo, è probabile che nessuno viva in casa ad eccezione della Psy stessa. Io non conosco molto altro su di loro, i veggenti sono una sotto razza tra gli Psy e appartengono agli PsyClan, che li rappresentano in pubblico. Incontrarne uno di persona è quasi impossibile. Voci dicono che alcuni di loro non lasciano mai la loro casa. Mai. –
Vaughn capiva la necessità della solitudine, ma c’era una patologia in quello che Sascha aveva descritto.
– Sono prigionieri? –
– No, non penso. Sono troppo importanti per essere resi infelici, – disse, poi sembrò bloccarsi. – Sai cosa intendo dire, gli Psy non provano felicità o tristezza, ma se un F-Psy decidesse di cessare le previsioni, le conseguenze economiche sarebbero devastanti per gli Psy.... Così no, non penso che siano prigionieri, solo che loro preferiscono vivere in un guscio in cui non devono affrontare il lato oscuro della luce. – La sua voce si abbassò ad un sussurro. – Forse se fossero usciti qualche volta, avrebbero ricordato il mondo che avevano abbandonato ed avrebbero aperto gli occhi riguardo al loro dono. –
Lui la guardava e sapeva che lei stava ricordando le brutali torture che il suo compagno aveva sopportato da bambino e la sua successiva vendetta, vendetta che aveva rafforzato il legame tra Vaughn e Lucas. Forse se gli F-Psy non si fossero ritirati nel Silenzio, se non avessero cessato di prevedere disastri ed uccisioni, avrebbero potuto risparmiare quell’orrore a Lucas.
E forse Vaughn sarebbe potuto crescere come un giaguaro, invece di essere abbandonato al più selvaggio tipo di morte dai suoi familiari. Forse.
Strangolamento manuale.
Faith fissò il soffitto della sua oscura camera da letto, le due parole le ronzavano nel cervello in un ciclo inarrestabile. Era tentata di considerare il tutto una coincidenza e respingerla nelle profondità della sua mente. Parte di lei voleva fare esattamente quello. Sarebbe stato tutto più semplice, tutto più sopportabile. Ma sarebbe stata una bugia.
Marine era morta.
E Faith aveva previsto il suo assassinio.
Se solo avesse saputo come interpretare la visione, la sua sorellina avrebbe potuto essere ancora viva. Se solo avesse saputo. Le era stato insegnato fin dall’infanzia che non si doveva piangere sul passato, non si doveva piangere per nulla, e così adesso non piangeva. Lei non pensava di averne bisogno, ma nel profondo di se stessa, una parte ingabbiata e quasi irrimediabilmente distrutta di lei grida dal tormento. Faith era sorda a quelle grida angosciate della sua psiche in disintegrazione. Tutto ciò che sapeva era che non poteva voltare le spalle. Questa non era una tendenza di mercato interpretata male, ma il dilemma di una vita. Non poteva scegliere di allontanare lo sguardo…. non quando lei continuava a sentire il peso dell’oscurità premere sulle sue palpebre, violento e brutto.
L’assassino non aveva finito.
Un discreto squillo ruppe il pensante silenzio. Felice che la stanza da letto avesse un collegamento vocale, e non visuale, rispose senza accendere la luce.
– Si? –
– Non abbiamo ricevuto nessuna lettura da ieri. – Era Xi Yun in persona.
– Sono stanca. – Non aveva voluto sedersi su quella sedia rossa e, eventualmente, dare il via al tumulto nella sua mente. – Ho bisogno di recuperare il sonno come ha lei stesso suggerito. –
– Capisco – .
– Non sarò in collegamento per qualche giorno. –
– Quanti? – La domanda era stata posta come una precauzione contro la sua tendenza a dimenticarsi della sua gente, ma Faith ultimamente aveva iniziato a risentirsi delle intrusioni, aveva iniziato a vederle come un altro modo di tenerla incatenata, per garantire che il suo talento non fosse mai fuori dalla loro portata.
– Tre giorni – . Era il tempo più lungo che le avrebbero concesso, il più lungo per il quale loro – confidavano – nelle sue capacità di prendersi cura di se stessa. Lei aveva spesso pensato che era un bene che la NightStar ed il Consiglio si preoccupassero tanto di lesionare le sue abilità. In caso contrario, l’avrebbero spinta ad annullare i suoi scudi contro la PsyNet e l’avrebbero monitorata ad un livello più fortemente privato, attraverso il controllo mentale. Tutto per il suo bene, naturalmente.
Aveva i brividi e diceva a se stessa che era dovuto alla temperatura bassa della stanza. Non aveva niente a che fare con la paura. Lei non aveva paura. Lei non provava nulla. Lei era una Psy. Inoltre, lei era una F-Psy. Il suo condizionamento era sempre stato più difficile rispetto a quello di ogni altro Psy, le era stato insegnato a non permettere mai che il minimo barlume di emozioni filtrasse attraverso la sua coscienza, perché farlo sarebbe equivalso alla totale distruzione della sua psiche. A questo, lei credeva. Il suo PsyClan aveva una discendenza per fornire F-Psy e nei giorni precedenti al Silenzio, un F-Psy su quattro era finito in un istituto mentale prima di aver completato la sua seconda decade di vita.
Tre giorni.
Perché li aveva chiesti? Indipendentemente da quello che pensava Xi Yun, non era stanca. Dormiva meno della maggior parte degli Psy, le bastavano quattro ore al massimo. Ma non aveva chiesto quei tre giorni per non fare nulla. La sua mente aveva uno scopo, una destinazione, anche se lei non era consapevolmente a conoscenza di quel punto. Malgrado questo, improvvisamente si alzò dal letto e iniziò a riempire un piccolo zaino con l'abbigliamento necessario e prodotti per l’igiene personale utile per un paio di giorni.
Aveva chiesto ad un membro del suo PsyClan di comprarle lo zaino qualche mese prima, per una ragione che allora non poteva comprendere. Nessuno aveva fatto domande sulla sua richiesta, supponendo che l’avrebbe usato per superare il limite fisico di una visione. Non li aveva ingannati perché neanche lei era stata sicura che non fosse la verità. Ma adesso aveva visto che ancora una volta, le sue abilità avevano agito in preparazione di qualcosa che non era ancora successo.
Mentre Faith si preparava per un viaggio che non sapeva di stare per intraprendere, una porta psichica sbatté chiusa nella PsyNet, riunendo le sei menti al suo interno in una sala apparentemente impenetrabile. Il Consiglio era in riunione.
– E’ diventato indispensabile trovare un sostituto per Santano Enrique – . Nikita fissò le menti che circondavano la sua, apparivano come una fredda stella bianca in contrasto con l’oscurità della rete, e si chiese chi, in quel momento, stesse pianificando di pugnalarla alle spalle. C’era sempre qualcuno. Il fatto che i loro corpi fisici fossero sparsi per il mondo non era una garanzia contro gli attacchi.
– Forse non è solo Enrique che deve essere rimpiazzato. – Il sottile suggerimento veniva da Shoshanna Scott. – Sei sicura di non essere stata tu ad aver trasmesso il difetto genetico a tua figlia? –
– Sappiamo tutti che Sascha non era difettosa, – rispose Marshall. – Nikita ha prodotto un cardinale, quanti cardinali ci sono nel tuo albero genealogico, Shoshanna? –
Nikita fu sorpresa dal supporto di Marshall. Come membro più anziano del Consiglio e suo tacito leader, tendeva ad essere neutrale. – Non possiamo permetterci di essere divisi, in questa fase, – sottolineò. – Il DarkRiver e gli SnowDancer trarranno vantaggio da ogni nostra debolezza. –
– Quanto siamo sicuri che manterranno le minacce? – Questa domanda proveniva da Tatiana Rika-Smythe, la più giovane mente nella sala.
– Tutti abbiamo ricevuto un pezzo di Enrique dopo che l’hanno ucciso. Credo che sappiamo esattamente come i leopardi e i lupi reagiranno se tentiamo di fare del male a Sascha. – La mente di Henry Scott non era la stella di un cardinale nato, ma nondimeno era estremamente potente. Aggiungendo le capacità politiche, affilate come un rasoio, di Shoshanna, la coppia aveva le potenzialità di concorrere alla leadership del Consiglio. Forse era per questo che Marshall era improvvisamente così disposto a sostenere Nikita.
– Abbiamo bisogno di un altro cardinale per sostituire Enrique, – asserì Ming LeBon, la sua voce mentale era freddamente letale quanto lo sarebbe stata la sua presenza fisica in un incontro sul piano fisico. Oltre che un esperto nel combattimento mentale, era anche un maestro nelle discipline umane del karate e del jujitsu. – Nessun altro Gradiente è adatto, lui era un’ancora e faceva la maggior parte del lavoro nel tenere sotto controllo il NetMind.–
Erano tutti d’accordo. I fatti erano i fatti. Il NetMind, poliziotto e bibliotecario della PsyNet, aveva la tendenza a sprazzi imprevedibili di comportamento errato. Durante le ultime sei generazioni questo era stato tale che i Consiglieri tenevano sotto controllo il NetMind a turno. Due particolari talenti Psy sembravano avere un affinità per il compito.
– L’accesso di Enrique al NetMind gli aveva permesso di nascondere la sua mente difettosa anche a noi,– puntualizzò Henry.
La stella di Ming restò assolutamente calma.
– Questo è inevitabile. Nonostante tutte le nostre ricerche, non siamo in grado di prevedere le persone con le quali il trattamento fallirà. –
– La maggior parte dei cardinali in rete non sono adatti a far parte del Consiglio, – disse Nikita. Erano troppo celebrali, non avevano la minima idea della spietata praticità necessaria a mantenere gli Psy in cima alla catena alimentare.
– Hai qualcuno in mente, Ming? – domandò Marshall.
– Faith NightStar. –
Nikita si prese qualche istante per individuare i file con le informazioni generali sul cardinale. – Una F-Psy? Capisco che le designazioni F e Tk sono i migliori nel controllare il NetMind, ma gli F-Psy sono … instabili. –
– Oltre il novantacinque per cento di loro sono nelle istituzioni e al momento sono nel loro quinto decennio, – Shoshanna aggiunse. – Non è una scelta valida. –
– Non sono d’accordo. Faith NightStar ha una mente potente quanto quella di Enrique e ci ha dato molte previsioni accurate da quando aveva tre anni. Nessun altro preveggente è stato così produttivo e così accurato. Durante tutta la sua vita, lei non ha mostrato sintomi di degenerazione mentale e come cardinale di designazione F, è stata sempre sotto stretta sorveglianza. –
– Ming ha evidenziato un buon punto, – interruppe Marshall. – Faith potrebbe essere la scelta giusta dopo Enrique. Almeno sappiamo che non è psicopatica in questo momento, ed il monitoraggio di cui continuerà ad aver bisogno mentre fa previsioni come consigliere assicureranno che ogni cambiamento sia colto immediatamente. –
– Chiunque sceglieremo, abbiamo bisogno di confermare un successore presto. –
La voce psichica di Ming era risoluta. – Ho preparato un rapporto complessivo su Faith NightStar. – Mostrò loro la mensola mentale di appoggio all’interno delle camere del Consiglio.
– Qualcuno vuole suggerire un altro candidato? –
– Un’altra possibilità è Kaleb Krychek, – rispose Shoshanna. – E’ un Tk cardinale e fa parte dei ranghi del Consiglio. Sto inserendo i suoi file a fianco a quelli di Faith. Noterete che il suo controllo delle abilità telecinetiche è ritenuto essere superbo. –
– Kaleb è più giovane di me, – puntualizzò Tatiana, – ed già quasi in cima. Ritengo che sia una scelta migliore di Faith. Oltre ad essere incredibilmente giovane anche paragonata a Kaleb e a me, lei è stata isolata. Non sarebbe in grado di sopravvivere se fosse parte del Consiglio. –
– Non sono d’accordo. – Nikita non era convinta dell’idoneità di entrambi, ma era consapevole della minaccia rappresentata da Krychek. – Kaleb sta raggiungendo la cima nonostante sia giovane. Questo indica una determinazione risoluta che potrebbe renderlo suscettibile allo stesso tipo di sociopatia di Enrique. –
– Siamo tutti assetati di potere in una certa misura – , replicò Tatiana. – Comunque, può essere giusto in questo momento, possiamo aver bisogno di un Consigliere meno aggressivo per calmare la popolazione – .
– Il candidato prescelto deve avere anche il potere per durare. – Di nuovo Shoshanna. – Se sostituiamo due Consiglieri in un breve lasso di tempo, potrebbe compromettere tutto. –
– Shoshanna ha ragione. – Non c’era più niente nel tono di Marshall che facesse intendere per chi parteggiava. – Osservate i file. Ci riuniremo domani e istituiremo un calendario di incontri di valutazione con entrambi i candidati. A meno che qualcuno di voi non abbia un terzo suggerimento? –
– Non tanto un suggerimento ma qualcosa che dobbiamo tenere a mente – , la mente di Shoshanna bruciò di potere. – Non c’è stato nessun M-Psy nel Consiglio dalle ultime due generazioni. Forse abbiamo bisogno di rimediare a questo. Potrebbe servire a non farci accettare inconsapevolmente un altro Enrique tra di noi. –
Per una volta Nikita era d’accordo con il consigliere rivale. – L’altra opzione è assegnare degli M-Psy che facciano dei checkup all’interno del Consiglio. –
– Potrebbe essere molto più confidenziale se il medico fosse uno di noi. – Henry.
– Ma potrebbe anche dare a quel Consigliere troppo potere rispetto al resto di noi. – A Nikita non piaceva l’idea che uno qualsiasi dei suoi colleghi Consiglieri avesse accesso al suo corpo o alla sua mente.
– Concordo. – Tatiana Rika-Smythe. – Un M-Psy dovrebbe essere considerato nell’inclusione, ma come rappresentante della sua designazione, non come nostro custode. –
– Per quanto riguarda il NetMind? Gli F e i Tk sono le due specialità che meglio lo controllano, – puntualizzò Henry.
– Questo lo possiamo tenere in considerazione nella fase finale della valutazione. – Ming, il più silenzioso dei sei e quello che Nikita conosceva meno. – Nessun altro ha un suggerimento? – Fu Marshall a rispondere, ma non direttamente sulla discussione.
– E’ un peccato che abbiamo perso Sienna Lauren. Mostrava grandi potenzialità. –
– E’ stato un peccato, – concordò Ming, – l’avevo adocchiata come una possibile pupilla. –
Questo poteva significare soltanto, ipotizzava Nikita, che Sienna Lauren fosse nata con le abilità di combattimento mentale che avevano reso cosi letale Ming. – Data la tendenza della famiglia Lauren a rompere il condizionamento, la riabilitazione era la risposta logica. Sarebbero ancora vivi se non avessero tentato di aggirare il nostro giudizio. –
– Certo, – disse Ming.
– In termini di M-Psy, – continuò Nikita, – Gia Khan dell’India sub continentale si è dimostrata molto utile nelle questioni riguardanti il Consiglio. –
Una piccola pausa mentre gli altri scannerizzavano i file base su Khan.
– Può essere una possibilità. Aggiungiamola alla lista dei candidati insieme a Kaleb e Faith. – Marshall.
– Per quanto riguardi gli aspiranti? Qualcun altro che possiamo prendere in considerazione? – Shoshanna.
– No. Ci sono un paio che penso siano abbastanza potenti, ma se lo fossero davvero, uno di noi sarebbe già morto. – Tatiana sapeva di che stava parlando, lei aspirava a far parte del Consiglio quando il Consigliere di cui aveva preso il posto, Micheal Bonneau, aveva avuto uno sfortunato – incidente – mentre era da solo a casa con la sua più vecchia assistente, Tatiana.
– Allora siamo d’accordo. Kaleb Krychek, Gia Khan, o Faith NightStar. –