CAPITOLO 27
– Sembra che l’affermazione di Henry sia inesatta. – Affermò Kaleb. – Potrebbero davvero far fuori uno squadrone. –
– Faith NightStar non vale la perdita di tanti uomini altamento preparati, specialmente visto che ha acconsentito a fornire i suoi servizi tramite il suo gruppo familiare. – Ancora la voce mentale, glaciale di Ming. – Quegli uomini valgono milioni, in termini di addestramento e del lavoro che svolgono per noi. Aggiunto alle entrate che perderemo se le aziende non pagano le tasse, l’equazione è semplice. –
– Non possiamo permettere che i changeling continuino a batterci. – Shoshanna chiaramente non ha aveva intenzione di arrendersi. – Come sembrerà se perdiamo due Psy in pochi mesi e l’ultima era un candidato? La popolazione comincia a parlare. –
Kaleb si intromise nella breve pausa. – Diciamo che è apparso che io non avevo intenzione di lasciare un rivale in vita. –
– Perfetto. – Nikita concordò. – Gli F-Psy sono noti per essere mentalmente deboli. Una dose di sortite ben piazzate distruggerà la sua credibilità. –
– Dobbiamo sapere come fanno i leopardi a tenerle in vita. – Tatiana disse. – Non ho saputo di nessuna morte changeling inaspettata dalla defezione di Sascha e se si fosse nutrita di loro, ora ce ne sarebbero state almeno due. –
Nikita dette ragione all’altro Consigliere – Devono aver scoperto un modo per aggirare il problema del biofeedback. –
– Non credo sia un gran problema. – La mente a rasoio di Ming. – Se avessero un metodo sicuro, ne avremmo persi più di due. –
– Metterò persone a lavoro lo stesso. – Tatiana disse in risposta. – Se rompiamo la connessione che tiene Sascha e Faith in vita, eliminiamo il problema alle radici. –
Nessuno si oppose.
– Allora siamo d’accordo, non agite contro NightStar,– Kaleb affermò con fredda arroganza rivoltandosi contro lo stesso Consigliere che aveva supportato la sua iniziale nomina. – Ogni membro che compie mosse unilaterali perderà la posizione. –
– Non hai diritto di fare questa proposta. – La presenza psichica di Shoshanna era gelida nel suo controllo.
– Ma come unità si. Tu ed Henry sembrate i soli ad opporsi; quindi siete in minoranza. – Marshall, la voce dell’esperienza, un Consigliere che era sopravvissuto a molti altri.
– Ha ragione. – Tatiana. – Faith NightStar non può essere toccata. –
– Concordo– Nikita aggiunse la sua voce.
– Allora non abbiamo scelta. Cediamo alla maggioranza.– Shoshanna parlò per entrambi gli Scott e c’era un che di inquietante nel modo in cui lei ed il marito si mossero nel lasciare le stanze del Consiglio, cosa che i Consiglieri non erano abbastanza vicini al loro nucleo per cogliere.
– Dobbiamo aumentare la sicurezza per il Consigliere Duncan. – Kaleb disse alle menti restanti.
– Non c’è bisogno.– Nikita non aveva desiderio di essere vista come debole dal Consiglio. Specialmente non dal suo ultimo membro.
– Allora questa sessione è chiusa. –
Varie settimane ed un centinaio di esperienze dopo, Faith era seduta ad un incontro nella tana di Lucas. Come membro della Rete delle Stelle e compagna di Vaughn, era stata ammessa a far parte di un gruppo molto ristretto.
– Allora, dopo cosa c’è? Nate, avevi qualcosa? – Lucas guardò la più vecchia delle sentinelle.
– Ho un paio di contendenti alla mia posizione per quando io la lascerò. –
– Che non sarà a breve. – Era un ordine da Alfa.
Nate sorrise. – Non preoccuparti, non ho fretta. Ho ancora un paio d’anni davanti a me. –
– Più di un paio, caro. – Tamsyn gli lanciò un bacio, seduta sul cuscino accanto a quello di lui.
– Ma voglio cominciare a dare i nomi e vedere cosa ne pensate. Il primo è Jamie. E’ uno dei soldati migliori che abbiamo ed ha dato prova di sé. – Nate fece una pausa e quando nessuno parlò, continuo – Poi c’è Desiree. La ragazza ha una mente affilata come un rasoio ed un lingua altrettanto tagliente, ma è brave e leale. –
Qualcosa venne alla luce nella consapevolezza di Faith, un arto nascosto che si era risvegliato. Curiosa, lo seguì. E quando le mostrò dolore e morte, non si tirò indietro.
– Altre possibilità? – Chiese Lucas.
– Ne abbiamo un paio che devono ancora finire di crescere. – Borbottò Tamsyn. – Giuro che i giovani mi stanno facendo venire i capelli grigi. –
– Come sta Jase?– Dorian chiese, e la sua voce era un rumore indistinto nella mente di Faith.
– Guarito. Fino alla prossima.. – La voce di Tamsyn scomparve.
Faith strinse con più forza la tazza, cercando di capire cosa stava vedendo. C’era dolore, cose che si rompevano, una perdita terribile, solo che non era ancora deciso, non era ancora successo. Era previsione e non aveva niente a che fare con gli affari.
– Sette bambini stanno per morire. –
Vaughn si immobilizzò quando quelle parole lasciarono la bocca della compagna. Le spinse indietro i capelli per vederne la faccia, occhi chiusi, linee di concentrazione che scolpivano rughe nella pelle cremosa.
– Faith? –
– Sette bambini... Non gatti. Lupi. Sette bambini di lupo. – Era tra le sue braccia, ma il suo dono l’aveva portata in un altro luogo, in un altro quando. – Un tunnel sta per crollare. Stanotte o al massimo domani mattina. –
Tutti ascoltavano. Sascha aveva già passato a Lucas il telefono. Vaughn accarezzò la schiena di Faith, sollevato dall’amore che gli arrivava attraverso il legame. Lei stava viaggiando in posto in cui non poteva andare, ma sapeva tornare a casa.
– Dove, bambina? Che parte del tunnel? –
Gli occhi di lei si strinsero come se si stesse sforzando di mettere a fuoco qualcosa.
– C’è un disegno sulla pietra di un cucciolo di lupo che dorme sotto un albero. Oh, ce ne è un altro che ci si arrampica attraverso un ramo e un terzo sui rami. –
– Gesù. – Bisbigliò Clay. – E’ l’asilo nido dove sono i più piccoli. –
Anche Vaughn ricordava l’asilo. Quando il DarkRiver si era infiltrato per la prima volta nel covo degli SnowDancer per lasciare il messaggio – Non fateci del male noi non ne faremo a voi. – Si erano assicurati di lasciare il loro odore vicino all’asilo, per mostrare che erano stati vicini ai più vulnerabili tra i lupi e non avevano fatto loro del male. Non c’era indicazione più grande di intenti pacifici.
Vaughn guardò mentre Lucas digitava il codice per l’Alfa degli SnowDancer. La conversazione fu breve, ma Hawke prese sul serio l’avvertimento. Lucas stava riattaccando quando Faith scosse la testa e tornò in sé.
– Stai bene, Rossa? –
– Si. Sto bene. – Posò una mano sotto la T-shirt di lui per sentire la sua pelle. Il giaguaro era deliziato nell’essere la sua ancora.
Chinandosi, la baciò, riportandola in casa. – Nessuna caduta? –
– No. I nuovi scudi stanno funzionando, – la sua faccia divenne pensosa. – Perché i lupi? Io non li conosco. –
– Noi siamo legati agli SnowDancer. – Disse Vaughn, realizzando che non le aveva spiegato quell’aspetto del branco. – Il patto di sangue è stato fisicamente completato dopo che Sascha si è unita a noi, anche se eravamo già alleati in affari da tempo. –
– Oh. Io.. –
Il telefono di Lucas emise un bip.
L’alfa controllò il display e lo aprì.
– Hawke?– Una pausa. – I cuccioli sono al sicuro? –
Vaughn poteva sentire l’altra parte della conversazione, ma aspettò fin quando Lucas non ebbe attaccato per riferirla a Faith.
– Hawke dice che hanno trovato una grossa crepa in uno dei muri portanti dell’area, nascosta dietro degli appendini. La stanno aggiustando ora. – Le mosse la testa contro il collo. – Ha detto di ringraziarti per l’avvertimento. –
– E per quanto riguarda l’ultima parte? – Lucas sollevò un sopracciglio.
Vaughn ruggì. – Quel lupo ama vivere pericolosamente. –
– Cosa ha detto? – Chiese Faith, intrigata dal sorriso sul viso di Sascha. L’altra Psy dava l’impressione di sapere già cosa aveva detto Hawke.
– Nulla.– Vaughn morse lievemente la conchiglia del suo orecchio, con un gesto così possessivo da farle sentire il colore che cercava di coprire la pelle. Il condizionamento in questo le tornò molto utile.
– Dimmelo.– Passò le unghie contro la pelle del suo petto. – Cosa ha detto? –
– Il dannato lupo ha chiesto se la nostra F-Psy era carina. Ed il dannato Lucas ha detto si – Vaughn sembrava meno umano ad ogni parola. – Così Hawke ha detto che avrebbe baciato la tua bella bocca in ringraziamento la prossima volta che ti avrebbe visto. –
Tutti tranne Vaughn stavano sorridendo. Perfino Clay aveva un piccolo sorriso. Dopo la sua iniziale preoccupazione e delle cose che sapeva di lui, Faith aveva scoperto che le piaceva l’intesa con la sentinella. Lo aveva invitato a cena una settimana prima, e con sorpresa di Vaughn, lui aveva accettato. E l’aveva toccata. Era stato solo lo strofinio di nocche contro la guancia, ma sapeva che significava che era stata accettata. Che era del Branco.
– Beh, non può farlo. – Disse Faith, senza esitare di fronte a questi gatti che amavano con una simile furia selvaggia. – Perché io voglio essere baciata solo da te. –
– Davvero? –
– Davvero. –
– Penso che allora mi piace quel lupo se ti fa dire cose simili. –
Ridendo, Faith gli permise di baciarla, perché Vaughn ne aveva bisogno. Era più apertamente possessivo e dominante di ogni altro maschio che avesse visto con la sua compagna. Ma per lei andava bene. Poteva sopportare il pensiero di essere totalmente sua.
– Io ero abituata a preoccuparmi che il resto delle mia capacità fosse malvagio, una materializzazione dello sdoppiamento delle rete. – Disse a Vaughn mentre sedevano vicini nella loro casa. Le stelle facevano capolino tra le fronde degli alberi e gli abitanti della foresta si occupavano delle loro cose, sicuri nella consapevolezza che il predatore principale era occupato da altro. – Ma ora so che nonostante ciò che vedo può essere buono o cattivo, in se non è malvagio. –
Vaughn, sedutole dietro con le braccia e le gambe avvolte attorno a lei, posò la testa sui sui capelli, ma non la interruppe. Il suo felino sapeva ascoltare. Il difficile era farlo parlare.
– Non mi ci sono ancora abituata del tutto, ma comincio a capire che questo è ciò che dovevo vedere, ciò che tutti con le mie capacità dovrebbero vedere. –
– Il tuo dono, Faith. Un dono prezioso. –
– Si.– Sorrise, le piaceva la parola. Sembrava giusta ora, – Lo comparerei a svegliarmi da un sogno e vedere il mondo reale. E’ bellissimo, ma c’è anche oscurità. Se cerchi di sradicare l’oscurità, distruggi anche la luce. – Il dolore per il futuro della sua gente le stringeva il cuore.
– C’è speranza. Il tuo NetMind combatte. –
Lei doveva crederci.
– Anche altri cominciano a svegliarsi dal sogno. – Un sogno di Silenzio. – Ci possono volere anni perché le onde attraversino la PsyNet, ma ora ci sono. – Posando una mano sul suo braccio nudo, si ancorò nel suo tocco, proprio la cosa che una volta rischiava di farla crollare. – Sono così felice di averti trovato. –
La sua risata era un rumore basso che vibrava nelle sue ossa.
– Mi dispiace, Rossa. Ma ti ho trovata prima io. –
– No. – corrugò la fronte, lui amava fin troppo avere ragione. – Sono uscita io nella foresta.–
– Si, ma io stavo aspettando che tu uscissi. – Mosse la testa contro il suo collo. – Ero attratto dalla tua casa come da una droga. Se non fossi uscita quando l’hai fatto, sarei venuto a investigare. –
Lei spalancò gli occhi.
– Certe cosa non si possono cambiare. – Era un pensiero che una volta avrebbe potuto spaventarla.
– Cosa? –
– Il futuro non sempre si può cambiare. –
– Che intendi dire? –
– Non ci avevo mai pensato. Le ramificazioni sono enormi. Cosa si cambia, cosa no, chi sceglie? Perché alcune cose sono scolpite in pietra e altre in argilla? – L’eccitazione la attraversava. Alla fine comandava il suo dono, era capace di inseguire le cose che le accendevano l’immaginazione.
– Alcune cose sono destinate. – Vaughn le morse il collo, riportando con forza la sua attenzione su di lui. – Non avresti potuto essere di nessuno, se non mia. –
– Sei molto possessivo. – Inchinò la testa per incontrare il suo sguardo. – Lo sono anche io.–
Il giaguaro nei suoi occhi era compiaciuto. – Mi piacciono i tuoi artigli. –
Lei si allungò per strofinare le labbra sulla sua mascella non sbarbata.
– Pensi di potermi insegnare a fare le fusa? –
– Bambina, fai le fuse ogni volta che ti faccio avere un orgasmo. –
L'elettricità la attraversò e tutto sembrò diventare più dettagliato, più a fuoco. Si spinse via e sistemò il suo corpo fino a essere a cavalcioni. Faccia a faccia. Stava diventando in fretta la sua posizione preferita, anche se doveva trattare con Vaughn per assumerla, il suo changeling preferiva sesso molto più rozzo. La sua carne bruciò al ricordo delle sue spinte mentre lei si manteneva con le mani sulle sue spalle e si chinava a baciarlo. Ma l’espressione sul suo viso la fece fermare. – Cosa c’è? –
– Amo guardare l’elettricità nei tuoi occhi. –
Lei sorrise. Era giusto che i suoi occhi ora riflettessero la sua mente.
???
– Ti parla ancora?– Vaughn chiese, avendo imparato a leggere i movimenti del legame che indicavano una visita.
Lei annuì. – La incuriosisci. –
– Cosa vuole sapere? –
– Tutto. Ha fame di vita, di speranza, di luce. – Aprì le dita sulla sua pelle. – Come me. Fammi fare le fusa, Vaughn. –
– Dentro o fuori? –
Gli occhi di lei si spalancarono e lei fissò il cielo notturno, una coperta di oscurità e bellezza, luce e ombra, bianco e nero, come doveva essere.
– Qui. –
– E per quando riguarda la tua amica curiosa?– Fece scivolare le mani sotto la sua maglietta.
La sensazione penetrò in tutti i suoi nervi.
– Andata.– La NetMind andava e veniva durante la giornata, toccando la sua mente come farebbe un bambino con quella della madre, cercando rassicurazione che ci fosse ancora. Sarebbe tornata. E le avrebbe insegnato altro su di lei e sul loro mondo.
– Bene. Non mi piacciono gli spettatori. – Le sue mani salirono per chiudersi su un seno. – Tu sei mia da vedere, toccare, riempire di piacere. – Le sue dita le strinsero su un capezzolo.
Sapeva che avrebbe dovuto protestare per la sua possessività, ma in realtà, le piaceva che il suo giaguaro fosse così a letto. Le piaceva essere sua. Le piaceva appartenere ad un maschio che non l’avrebbe lasciata andare, mai, che il Consiglio fosse dannato.
Quelle dita la facevano impazzire, e quando la sua bocca le seguì, lei cedette. Ma che dolce pazzia che era.
Nella Rete delle stelle, centinaia di luci entrarono nella mente di Faith inconsapevolmente. Quelle erano luci nate da una empatica, l’unica empatica al mondo attiva, la sola che fosse scappata alla tortura del Silenzio. Era la mancanza di giovani empatici nella PsyNet a condannare gli F-Psy ad una certa pazzia. Si, essere nati veggenti significava nascere con una percentuale più alta di pazzia, ma prima del Silenzio, era stata solo una piccolo parte di una minoranza che vi soccombeva, non la maggioranza.
Il Consiglio non capiva che nel tentativo di eliminare la designazione E dalla Rete, aveva distrutto anche le designazioni F e molti altri. Perché tutto era collegato. Tutto aveva uno scopo.
La PsyNet non era più funzionante.
Ma la Rete delle Stelle lo era. Era diversa dalla PsyNet e lo sarebbe sempre stata. Perché questa rete era fatta di luce e arcobaleni, emozioni e cuore, fame da predatore e lealtà assoluta. Quelle scintille guarivano i pezzi danneggiati della mente di Faith ancora prima che lei si accorgesse che si stavano rovinando.