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Chapter 25

CAPITOLO 24


CAPITOLO 24

– Se questo funziona come penso farà, – disse lei, – il secondo in cui mi sente, tenterà la connessione e questo darà a Judd l’opportunità di cui ha bisogno. –

– Io riesco a sentire l’odore di Judd. Digli di fare in modo di stare ben nascosto. Lui non deve mettere piede in questo campus. –

– E tu? – Trasmise il messaggio.

– Io sono il tipo rozzo di cui si innamorano sempre le brave ragazze, – disse lui, ostentando una rara vena di umorismo. – Quello Psy sembra che sia qui proprio per uccidere qualcuno. –

Scuotendo la testa, lei emise il primo tocco di ricerca.

– Niente. –

Vaughn silenziosamente individuò un posto più vicino all’edificio che ospitava la vittima designata e lei ripeté la scansione.

– Nulla. –

Altri due tentativi produssero lo stesso frustrante risultato. L’emozione aveva definitivamente uno svantaggio, uno Psy senza emozioni avrebbe continuato a scannerizzare con precisione meccanica fino a quando avessero ottenuto il successo.

– Niente, niente, niente! –

– Non voglio che ti avvicini ulteriormente alla preda. Se sai com’è fatto, anche lui potrebbe averti visto. –

– Non avevo considerato questo, ma se lui è un F-Psy, questa potrebbe essere una possibilità. –

– Chiunque lui sia, è anche un codardo, – sputò fuori Vaughn. – Loro sono sempre pericolosi quando sono messi in un angolo. –

Lei concordò. Alcune abilità telepatiche potevano causare enormi danni quando si usavano in offensiva. Judd era l’esempio perfetto.

– Lasciami provare un'altra volta. So che lui è qui. – Prendendo un profondo respiro, scaglionò i suoi sensi. Questo è per te, Marine.

E lui era li.

Anche l’oscurità la riconobbe. Individuando la sua posizione con velocità spaventosa, cercò a tentoni di impossessarsi della sua mente. L’istinto viscerale le venne in aiuto: ridusse la sua intera entità psichica in una pallina, seppellendola in profondità dentro il legame con Vaughn. La ferocia del changeling la circondò e gli artigli dell’oscurità scivolarono via senza trovare un appiglio.

Aveva impiegato solo pochi millisecondi, ma quando lei riaprì gli occhi, si sentì come se avesse corso una maratona. Il corpo di Vaughn era così teso vicino a lei che sapeva che lui aveva percepito il pericolo.

– Lui è un telepate con capacità di attacco. La previsione potrebbe essere un talento secondario. –

Lei riusciva a vederlo adesso. Lui stava in piedi a pochissimi metri da lei, un maschio alto con la disciplina del Silenzio stampata sui suoi bei lineamenti. Nel suo vestito nero e la maglietta bianca, lui era solo un altro anonimo Psy che sondava l’area nel tentativo di trovarla.

– Perché non sembra un mostro? –

– Non lo sembrano mai. – Gli artigli di Vaughn punsero la pelle di lei attraverso i vestiti.

Il panico, un nodo alla gola mentre lei chiuse la sua mano sulla sua.

– Non puoi andare a prenderlo. L’Enforcement godrebbe a mettere le sue mani su di te. –

– Tu sei la mia compagna. –

Lei sapeva che lo stava uccidendo non essere lui ad assicurarle la sua vendetta.

– Ho bisogno che tu sia vivo e che stia con me. Vaughn, ti prego. Ti prego. –

– Dillo al dannato Psy. – Un comando ruggito.

Lei lo fece e passò vicino alle mente del killer un'altra volta in una mossa calcolata per rompere la sua concentrazione. Servì, Judd lo localizzò. Abbassando la testa e prendendosela fra le mani del tutto all’improvviso, il killer iniziò a lamentarsi. Ma non era ancora stato reso inabile. C’era troppa intelligenza in quegli occhi neri mentre cercavano l’area della fonte dell’attacco. Lei si chiese perché Judd stava indugiando.

Poi il Tp-Psy si materializzò in piedi accanto a lei.

– Sei sicura, – disse lui. – Questo è irreversibile. –

Sul punto di dare una risposta incrementata dalla furia, lei si sforzò di pensare, per considerare il fatto che quella era una vita. Ritornando su quell’ultimo contatto, lei ci aggiunse quelli precedenti. Ed arrivò ad una sorprendente rivelazione.

– Qualcosa non va. –

– Me ne tiro fuori? – Nessuna sentenza, nessuna preoccupazione; Judd Lauren era così freddo che le faceva venire voglia di rabbrividire.

– E’ lui, ma … Vaughn, ricordi quello che mi hai detto sul vedere l’oscurità intorno a me? –

– Qualcosa che non potrò mai dimenticare. – Una voce che camminava sui più fini margini della rabbia.

Lei si appoggiò più pesantemente a lui, temendo che il felino prendesse il controllo ed annullasse la sua decisione di non fare a pezzi l’ uomo in piena vista. – Bene, quello ricopriva anche lui. Nelle visioni quando io ero lui, era un mantello intorno a noi. – Era questo il perché lei l’aveva chiamato istintivamente 'l’oscurità'. – Ma adesso è arrivata. Io non posso vedere nella sua mente, ma so che è arrivata. –

– Lo attacchiamo, Faith? – Chiese Judd. – Ho solo una possibilità, lui sta iniziando a riprendersi e a combattere. –

Lei fissò l’obiettivo di nuovo, quell’uomo che era diventato così tanto una parte di lei ma che era uno straniero. Ancora una volta, ciò che la agghiacciò fu il suo aspetto ordinario. Era troppo pericoloso tentare di entrare nella sua mente, così lei non aveva nessuna idea di quello che lo aveva portato ad uccidere. Era anche possibile che lui fosse stato una pedina di un male maggiore e adesso fosse stato allontanato, libero come lei. Ordinare la sua morte poteva significare uccidere un innocente.

Si ritrovò raggelata e in quell’istante, lei vide il sangue che sarebbe stato versato se lui non fosse morto. L’oscurità poteva essere stata rimossa, ma lui rimaneva un incubo.

– Si. Vai. –

E così velocemente, ebbe la sua vendetta.

Tre ore dopo, lei si ritrovò seduta dentro la tana della coppia Alfa circondata da Sascha e diversi changelings, Vaughn, Clay, Lucas, e una sentinella bionda che le era stata presentata come Dorian. Ci fu una certa rabbia negli occhi blu di Dorian quando lui la fissò, una fredda rabbia che lei non riusciva a capire, non quando lui non aveva partecipato alla caccia. Una parola changeling. Una punizione changeling. Eseguita da una mente Psy. Quello Psy era scomparso subito dopo e lei era felice. Lei era in debito con lui, ma Judd aveva la tendenza a prendere Vaughn per il verso sbagliato.

Tutti gli altri stavano cercando il modo per mantenerla al sicuro, ma lei stava pensando agli eventi di quella mattina. Lei aveva ordinato la distruzione di una mente, una decisione che avrebbe dovuta farla sentire in colpa. Ma sebbene si sentisse triste, sentiva anche un senso di giustizia. Marine adesso poteva riposare in pace, sicura nella consapevolezza che nessun’altra donna sarebbe morta per mano dell’oscurità.

Vaughn camminò fin da dove stava parlando in piedi con Clay.

– Su. –

– Cosa? –

Guardandola storto, lui semplicemente la sollevò dal grande cuscino sul quale era seduta e si sedette con lei in braccio. Lei si raggomitolò nel suo calore, consapevole degli altri, seduti o in piedi a pochi passi di distanza, ma non se ne curò. I gatti vivevano con regole differenti e lei si stava adattando.

– Qualche volta, – disse Vaughn, – il sangue deve essere versato. –

Lei riusciva ancora a sentire la fredda rabbia nella sua voce e questo la preoccupava. – Ma io non riesco a pensarci. Questo fa anche di me un mostro. –

Lui la strinse appena mentre lei faceva pace con quello che aveva fatto. Qualche tempo dopo, lei stava per unirsi alla conversazione che avveniva intorno a lei quando sentì un colpetto alla sua mente. Invece di reagire con un attacco difensivo, la sua abilità prese il controllo ed aprì un canale telepatico. Un centinaio di immagini di cascate di fiori attraversarono quella stretta banda.

– Oh. – La mano di Faith si strinse sulla parte superiore del braccio di Vaughn.

Il suo felino andò istantaneamente in allerta.

– Che cos’è? –

– Shh. – Lei chiuse gli occhi e tentò di trovare un modo per inviare la sua risposta senza coinvolgere gli altri, ma non poteva.

– Chiunque può ricevere pensieri Tp, ignori questo. – Poi lei rimandò un singolo fiore, alternandolo con pura gioia ed eccitazione.

Una complicata serie di immagini le rispose.

Decifrando il messaggio, lei tentò di accordare la sua mente sulla giusta frequenza, una così insolita, che lei sapeva che nessun altro senziente la usava.

– Sascha, riesci a vedere questo? – Inviò un’immagine campione.

– No. –

Ma la NetMind aveva visto. Le aveva inviato altri fiori. Sorridendo per aver trovato il modo di interagire con essa senza dire a tutti i suoi pensieri, Faith pensò al miglior modo di porle la domanda successiva.

Un immagine della PsyNet, con un ponte che la connetteva a lei.

Aggrondando le sopracciglia, inviò confusione.

La PsyNet. Lei. Un brillio color cielo notturno passò dall’una all’altra.

– Certo. Tu non hai bisogno di un ponte, – sussurrò lei. – Perché questo è quello per cui sei nata. – Affidandosi ai suoi istinti e mettendo in gioco più della sua stessa vita, le mostrò un’istantanea del Web delle Stelle.

Quello che le ritornò le fece arrivare il cuore in gola.

Aveva capito. Glielo stava dicendo. La NetMind le rimandò il sole. Felicità. Ma poi seguì la pioggia. Tristezza. Immagini della PsyNet con fiumi di costante oscurità la attraversavano, posti dove essa non poteva andare. Nell’oscurità, Faith non vide nulla di vivo. La morte dominava.

Lei le inviò una lacrima per lavare via l’oscurità.

In risposta, la PsyNet le inviò immagini che non avevano alcun senso… fino a quando lei realizzò che erano le memorie di un bambino, ma che era più antico di quando lei potesse immaginare, immagini della PsyNet come era una volta, arcobaleno, colore e vita. Poi essa mostrò a Faith qualcos’altro, qualcosa che la stordiva nel Silenzio.

Appena fu in grado di pensare, Faith rispose al suo sole di addio con un fiore, e aprì gli occhi. Vaughn la stava abbracciando, ma era rilassato.

– Ho sentito qualcosa che ti toccava. – Lui si accigliò. – Non era cattivo. Come un cucciolo non è cattivo. Ma diverso. –

– La NetMind. – La sua risposta scatenò una cacofonia di domande dagli altri.

– Come...? –

– ...una falla? –

– ... il Consiglio? –

– Sono loro...? –

– Calma! – Vaughn li interruppe con un ruggito. – Continua, Rossa. –

Lei rise e, con sorpresa di tutti, lo baciò sulle labbra.

– Ti amo. –

Il suo ruggito vibrò nelle sue terminazioni nervose, la più intima delle carezze.

– Che razza di momento per dirmelo. –

La tensione si allontanò da tutti tranne che dal suo giaguaro, lei sentiva la sua continua rabbia attraverso la connessione diretta del legame di accoppiamento. Lei lo voleva calmare, accarezzare, ma per quello aveva bisogno di privacy e proprio adesso, gli altri stavano aspettando che lei parlasse.

– Presumo che tutti qui sanno della NetMind? –

– Ho tentato di spiegarlo, – disse Sascha, – ma penso che tu sia l’esperta. Parli con lei con le immagini? –

– Si. Sembra che siamo riuscite a trovare un numero di immagini che si traducono nello stesso modo ogni volta, il sole è la felicità, la pioggia è la tristezza. –

– Sente le emozioni? – Sussurrò Sascha.

– Si. – E questo segnalava una preziosa speranza.

– Come riesci a contattarla se non sei nella Net? – Chiese Lucas appoggiato al davanzale della finestra.

– E’ un essere senziente che trova naturale vivere nelle reti mentali, – disse lei, esaltata per condividere quello che aveva appreso. – Se c’è una rete, può viaggiare in quel luogo. –

– Il Web delle Stelle. – Sascha si mosse per entrare nell’abbraccio del suo compagno, la schiena contro il suo petto. – Non l’ho mai percepita li. –

– Lo sto dicendo nel modo sbagliato. – Faith tentò di riordinare i suoi pensieri. – Non entra in una rete diversa, forse fino a quando non è invitata, io penso di averlo fatto pensando ad lei dopo che mi sono staccata dalla PsyNet, perché ogni rete ha la propria NetMind. –

Tutti diventarono completamente silenziosi.

– Sembra come se ogni volta che una rete, un web, si forma, sparge i semi per la creazione di un nuovo essere senziente. La NetMind nel Web delle Stelle è un bambino, un semplice pensiero. Sai di qualche altro web? –

Lucas restrinse i suoi occhi. – Dicci quello che hai visto prima. –

Capace di leggere l’aggressione changeling ad un certo livello, lei sapeva che non era una messa in mostra di sfiducia, ma il desiderio di non influenzare la sua percezione. La sua mente Psy lo apprezzava.

– Ho visto diverse piccole reti, ma mi ha mostrato una in particolare che era formata da cinque menti Psy. E se la nostra è un bambino, la loro non è mai nata. –

– Cristo. È quella dei Lauren. – L’affermazione di Lucas la scioccò, lei non era a conoscenza che Judd era parte di un gruppo. Una famiglia. Eppure lui aveva scelto di aiutarla.

– Questo ci rende vulnerabili agli Psy? –

– No. La NetMind non è più legata al Consiglio, tuttavia loro non lo sanno. –

– Cosa? Come? – Sascha strattonò la sua treccia da Lucas. Lui semplicemente la risollevò e posò un bacio sulla curva del suo collo.

Faith vide Sascha sciogliersi e capì. A quei predatori era impossibile resistere quando giocavano correttamente.

– Attualmente, è un adolescente, – lei rispose. – Può pensare al di là di quello che gli è stato detto, capire la figura generale. – La tristezza fluì in lei. Il bacio leggero di Vaughn fu un benvenuto scoppio di sensazioni, di speranza. – Mi ha mostrato il male nella Rete, la malvagità che sta infettando tutto. Se quel male non sarà fermato, ucciderà la Rete stessa.–

– Una decomposizione. – La voce di Sascha divenne seria con la tristezza che investì ogni persona nella stanza.

La sentinella chiamata Dorian camminò fino a tirarla nelle sue braccia. Lucas permise l’abbraccio anche se Faith si aspettava che lui reagisse con possessiva violenza. Un altro aspetto della sua nuova famiglia, uno a cui avrebbe impiegato tempo per abituarsi. Tale affetto aperto fu sconcertante per una mente appena uscita dalla schiavitù del Silenzio.

– Qualcos’altro? – Chiese Clay.

Lei annuì.

– Penso che il killer fosse posseduto. – Tutti la fissarono in fragrante incredulità. – Forse dovrei pensarci un po’ di più. –

Vaughn baciò la sua fronte.

– Posseduto, Rossa? –

– Pensi che il degrado mentale stia mettendo radici? – Era un tentativo di fare una battuta sulla più grande paura di Faith. Lei poteva essere libera dalla Rete, ma era ancora un F-Psy, la sua mente era molto più fragile delle altri.

– Penso che sei bellissima per essere una donna pazza. – Il suo bacio affamato innescò l’elettricità, ma quando loro si allontanarono, le espressioni degli altri non erano cambiate.

– La NetMind mi ha mostrato qualcosa la prima volta che abbiamo parlato. – Spiegò le immagini. – Penso che la donna stellata rappresenti il lato buono e quella senza stelle, il cattivo. –

– E per quanto riguarda il Web delle Stelle? – Chiese Sascha ancora dentro l’abbraccio di Dorian.

Faith si contorse per mettersi più dritta.

– E’ una sola entità. Lo stesso con la LaurenNet. –

Vaughn avvolse le sue braccia intorno al suo collo e tirò la sua schiena contro il suo petto. Il muro di fuoco era una dolce benedizione.

– Perciò cosa rende la Psy NetMind differente? –

– Le emozioni. – Gli occhi di Sascha divennero completamente neri.

Lucas li raggiunse per tirare la sua treccia e Dorian la rilasciò al suo compagno.

– Parla con me, Sascha cara. – Le sue dita corsero lungo la sua guancia.

– Gli Psy hanno tagliato via le emozioni, tentarono di sopprimerle nell’inesistenza. Perciò se le NetMind sono create quando una rete è creata, allora il materiale base è fornito dalla rete in questione. –

Faith capì dove voleva arrivare Sascha. – Il nostro web è alimentato da tutto, amore, odio, paura, gioia. –

– Così anche quello dei Laurens, probabilmente alimentato dai bambini. – Sascha intrecciò le sue dita con quelle di Lucas. – La PsyNet, comunque, è alimentata per la maggior parte dal Silenzio senza emozioni. –

– Ma la NetMind è buona. Prova gioia. – Lei era convinta di questo.

– Si, ma lo scopo del Silenzio era di spazzare via la violenza. Il nocciolo del condizionamento dice che ogni tipo di oscurità è malvagia. Deve essere contenuta, ingabbiata, tenuta separata da ogni altra cosa.–

– E questo è stato amplificato nelle NetMind gemelle. – Faith capì improvvisamente quello che l’empatica aveva capito subito.

– Una DarkMind per tutto il negativo mentre la NetMind è pura bontà. E perciò è vulnerabile. –

– Non sono sicura di questo, – disse Sascha. – Se essa è a conoscenza della DarkMind, allora forse è a conoscenza di tutto ciò che la sua altra metà sa. Tu hai detto che sta ingannando il Consiglio. –

– Si. – Parte della preoccupazione di Faith svanì. – Ma anche se le due funzionano come una squadra, la loro separazione deve avere una conseguenza. –

Gli occhi di Sascha incontrarono i suoi e ci fu un tale dolore in loro. – Fino a quando la DarkMind e la NetMind non saranno unite di nuovo, gli Psy continueranno a produrre i più brutali serial killer sul pianeta. –

– Killer senza un grammo di misericordia. – Faith pensò a quello che aveva visto. – La DarkMind li sta usando per darsi una voce. Forse non può parlare come fa la NetMind, perché è stata Silenziata, ma può comunicare con i suoi atti di violenza. –

– Un bambino che grida la sua esistenza. – Le parole di Sascha diedero forza emotiva ai freddi fatti.

L’immagine raggelò Faith. Troppa morte, troppa rabbia, tutto a causa del bisogno di un bambino di essere accettato. – Fino a quando il Silenzio non finirà, la sola cosa che possiamo fare è tentare di fermare le manifestazioni dell’oscurità. –

– I killers. – La bestia di Vaughn si aggirava nell’energia della sua pelle.

– Si. –

– Perché ti parla? – chiese Sascha, dopo un piccolo silenzio.

– Forse perché io parlo con lei e sono una Psy che prova emozioni. Penso che abbia bisogno di questo contatto, bisogno di sapere che tali Psy esistono. –

La tristezza di Sascha si attenuò in speranza. – Pensi che posso parlarci anche io? –

– Adora ciò che sei. – Faith sentì le sue labbra inclinarsi verso l’alto nel più leggero dei sorrisi. – Penso che potrei anche essere gelosa. –

– Perché? –

– Come pensi di essere scampata alla detenzione nella Rete quando eri una bambina, prima che tu fossi abbastanza grande da nascondere l’arcobaleno della tua mente? –

– La differenza non è apparsa fino a quando non sono diventata una teenager. –

– No, Sascha. Era sempre li. Pensaci Sascha, le nostre abilità di base sono qualcosa che noi abbiamo dalla nascita. – Faith scosse la sua testa. – Mi ha mostrato un centinaio di menti nascoste esattamente come la tua, protette da qualcos’altro oltre i propri scudi. –

Lo sguardo sul viso di Sascha era incomparabile.

– La NetMind sa di noi? – Noi. Gli E-Psy. La designazione che Faith aveva appena iniziato a capire e il perché era stata prevista la loro eliminazione dalla Rete. Ma erano sopravvissuti. Perché, Faith adesso comprendeva, loro dovevano esistere. Se loro non ci fossero stati, gli Psy avrebbero cessato di essere umani, cessato di essere senzienti. Tutte le razze senzienti avevano una coscienza. Toglila e quello che restava era qualcosa di terribile.

– Si. Ti ha protetto per decenni, sempre, da quando iniziò a capire cosa il Silenzio vi stava facendo. Forse fu allora che iniziò a pensare da sola. Non lo so. Tutto quello che so è che noi stiamo trattando con una forma di vita che ha un cuore e quel cuore è composto da un migliaio di E-Psy. La NetMind non sarà mai cattiva fintanto che quelle menti esistono. Al contrario la gemella sarà completamente cattiva. –

– La vostra NetMind potrà anche essere buona, ma non è l’unica che sa dove sei, – le ricordò Clay.

La conversazione ritornò di nuovo sulla questione di come proteggerla dal Consiglio. Qualcuno tirò fuori una registrazione, quella che evidentemente mostrava la confessione di un killer Psy.

Clay scosse la testa.

– Se giochiamo questa carta, dobbiamo essere preparati alla guerra. –

– Nessuno dei nostri motivi per non renderlo pubblico è cambiato, – aggiunse Lucas. – Conserviamolo per un caso estremo. Vaughn? –

Vaughn grugnì ed furono in accordo.

– Non smetteranno di cacciarla. – Dorian parlò per la prima volta, la sua voce così freddamente arrabbiata che lei avrebbe voluto nascondersi. – L’omicidio è quello che sanno fare meglio. –

– Chiunque osi toccarla, lo sventro. – Le parole di Vaughn mantenevano la fredda confidenza di una bestia che sapeva di essere il più pericoloso dei predatori.

– Bene, ho un idea, – disse Sascha. – Se tiene la sua mente pesantemente schermata, devono avvicinarsi per attaccarla. Il DarkRiver può occuparsi di loro prima che la raggiungano. –

– Quanto a lungo posso vivere così? – Faith scosse la testa, frustrata che la sua precedente consapevolezza fosse svanita come nebbia. – Ci deve essere qualche modo per impedirgli di rendermi un esempio. –

La mano di Vaughn era sul retro del suo collo in una stretta possessiva.

– Non arriveranno mai così vicini, Rossa. –

Lei gli credette.

– Noi abbiamo un sopralluogo con Nikita domani, – disse Lucas nel silenzio pensoso. – Vediamo se sono disposti ad un accordo, Faith vale troppo per loro per fare qualcosa di stupido e rischiare di ucciderla.–

La riunione finì poco dopo.

Vaughn aveva guidato dalla riunione fino a dove poté, poi percorse il resto della strada con Faith sulla schiena. Ma appena i loro piedi toccarono terra dopo aver lasciato la tana, lei chiese di essere messa giù.

– Camminiamo per un po'. – I suoi occhi erano più neri di quanto lui era abituato a vedere.

– Sono ai tuoi ordini, Rossa. – Prendendole la mano, la condusse attraverso gli alberi fino a quando si imbatterono in una stradina quasi completamente nascosta alla vista.

– Cosa vedi? – Chiese lui. – Non sono mai riuscito a localizzare questo sentiero. –

Perciò le mostrò i segni, le parti artigliate di certi alberi, il fine posizionamento delle rocce che sembravano disseminate casualmente. – E’ un codice, un modo di parlare fra coloro che non fidano né delle parole né della telepatia. Noi possiamo leggere questi segni sia in forma umana che in forma felina. –

Lei toccò un paio di linee fatte da artigli con totale gentilezza. – Un linguaggio che gli Psy non sanno neanche che esiste. –

– La mia Psy si. –

Gli permise di condurla più in profondità nella foresta. – Lucas ha ragione; se il Consiglio arriva a me, non sarà per uccidermi. –

– Vali troppo da viva. – Le sue interiora bruciavano. Lei era molto di più di una macchina per far soldi. Lei era una donna di spirito e coraggio con un dono che aveva il potere di cambiare il corso del futuro stesso.

– Non ho detto nulla agli altri, ma non penso che Nikita sarà d’accordo per un patto. Non c’è nulla da trattare. Non non abbiamo prove che l’omicidio di Marine faceva parte di una serie. –

– Come ha detto Lucas, è l’ultima carta da giocare, ma noi abbiamo la confessione di Enrique su un nastro. – Le disse dei crimini del precedente Consigliere e la sua punizione. Vaughn era presente quella notte, aveva attuato la vendetta in nome di Lucas perché il suo Alfa era stato bloccato nel tentativo di salvare la vita della sua compagna. – Lui ci ha detto tutto. – Prima che lo smembrassero in un migliaio di brandelli insanguinati.

Con il viso pallido, Faith strinse il braccio di Vaughn con la sua mano libera.

– Sei d’accordo con loro che non poi usarlo. –

– Non lo faremo. A meno che non abbiamo nessun altra scelta. –

– No, Vaughn! Mai. Se tu releghi il Consiglio in un angolo, loro arriveranno a te con tutti i mezzi che possiedono. Ed uccideranno prima la parte più vulnerabile del branco, i bambini.–

I suoi giuramenti come sentinella urtavano contro i giuramenti non pronunciati verso di lei. – Tu sei la mia compagna. – Una lealtà che offuscava tutte le altre.

– Per questo ti sto chiedendo di non usare mai quella registrazione per me. –

Fermandosi, lo fissò negli occhi. – Ho bisogno di sapere che non porterai morte in questa nuova famiglia. Ho bisogno di sapere che sono qualcosa di buono. –

– Sei tutta buona. – La strinse tra le sue braccia. – Non preoccuparti. Noi abbiamo la capacità di affrontarli, abbiamo dovuto ideare una contromisura dopo l’abbandono di Sascha. I cuccioli saranno al sicuro.       – Esporli al pericolo non era mai stata una possibilità.

– Ma quanti adulti moriranno nel combattimento? –

– Tu sei del Branco. – E il Branco rimaneva insieme. Lui si sarebbe fatto uccidere per loro e loro avrebbero fatto lo stesso per lui.

– Io non posso avere il loro sangue sulla mia coscienza. – Lo abbracciò forte. – Promettimi che non userai mai quella registrazione in una battaglia per me. Mai neanche come ultima carta. –

– Altrimenti? –