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«Che cosa ci fai qui?» chiede Thad aprendo la porta del suo appartamento. Trattengo una smorfia quando vedo che ha la bocca tutta sporca di formaggio vegano.
E quest’uomo sta per diventare padre…
«Sono venuto a trovare Naomi» rispondo mentre gli passo davanti ed entro in casa. La sua compagna è seduta sul divano, tiene in mano una scodella gigante piena di Doritos.
«Ehi, Alec, vuoi favorire?»
«Volentieri, grazie.» Mi siedo accanto a lei. A giudicare dal calore del cuscino, mio fratello era seduto proprio qui poco fa. Prendo una patatina al formaggio e me la infilo in bocca.
«Ehm… che diavolo sta succedendo?» chiede Thad. Chiude la porta e si ferma di fronte a noi, coprendo il televisore. Trasmettono le repliche di The Big Bang Theory.
«Stiamo solo cercando di mangiare dei Doritos e ascoltare Sheldon che fa la femminuccia» rispondo indicando lo schermo dietro di lui. «Ti rendi conto che non sei trasparente, vero?»
Thad prende il telecomando e spegne la TV. Poi si piega verso la sua fidanzata incinta e le toglie di mano la scodella come un vero selvaggio.
«Piantatela.» Ci indica con un dito sporco di formaggio. «Questa cosa non è normale, voi due non siete mai stati amici, e domenica ti ho detto espressamente che lo volevo fuori dalla mia vita… Naomi. Quindi che diavolo sta succedendo?»
«Ti ha detto questo?» le chiedo.
«Dice talmente tante cose che non ci faccio più caso. Come quando sosteneva che voleva iniziare a farsi la ceretta.»
Mi sussurra all’orecchio: «Pensi che si sia liberato di quella giungla sul petto?»
«Ho detto che l’avrei fatto la prima notte di nozze. Non ho intenzione di lasciare che mi crescano dei peletti e ti feriscano un occhio mentre giochi coi miei capezzoli.»
«Coi suoi capezzoli?» Alzo un sopracciglio.
«Lo adora.» Naomi alza le spalle e punta il pollice verso Thad, che sembra sul punto di esplodere.
«Non fate così. Non parlate di me come se non ci fossi.»
«Non lo stiamo facendo» dico io. «Ti ha appena indicato, quindi siamo più che consapevoli della tua presenza.»
Thad ansima e stringe i pugni. «Se non mi dite subito cosa sta succedendo, tra tre secondi inizio a urlare.»
Soffoco una risata. «Ho pensato che potremmo studiarci insieme la sfida di domani. Fare il punto sulle nostre ultime scelte.» Tiro fuori dalla tasca un bloc-notes. Dentro ci sono le idee che Luna mi ha aiutato a elaborare la settimana scorsa, mentre eravamo a letto nudi. Quella donna mi ha davvero sfinito e le sono grato per ogni secondo.
Thad guarda il taccuino e si siede lentamente sul tavolino. Me lo strappa di mano e posa da una parte le patatine.
Studia la prima pagina, con la fronte aggrottata. «Sono decorazioni?»
«Sì, un’idea esclusiva solo per la cerimonia.»
Thad studia un bozzetto: ci sono fiumi di piume che scendono a cascata dietro gli sposi. Storce la bocca e alza gli occhi. «Come hai fatto?»
Alzo le spalle. «Ci ho solo pensato un po’ su.»
«Uh-huh.» Guarda di nuovo il foglio. «Non sembra che l’abbia disegnato tu.»
Merda. Forse perché non l’ho disegnato io.
«Ci ho messo un sacco di tempo.»
«Uh-huh» ripete e poi passa alla pagina successiva. Luna ci ha disegnato una ghirlanda di piume che mi sembrava piuttosto difficile da realizzare. Ma una volta che ha preso il materiale e mi ha mostrato i vari passaggi, ho capito tutto. Thad solleva un sopracciglio. «Sembra complicato.»
«Non lo è. Mi sono esercitato.»
«Ti sei esercitato?»
«Sì, sono andato al negozio di artigianato e Lu…» Oh, merda. «Luuuuppolo» Cerco di salvarmi in calcio d’angolo ma Thad stringe gli occhi. «Ho bevuto un sacco di birra e ho avuto una folgorazione. Dovresti provarci. Andare in un negozio d’artigianato ubriaco fradicio… ti fa venire delle grandi idee.»
«Ti comporti in modo strano.»
«No, perché? A te sembro strano?» chiedo a Naomi.
«Un po’. Giusto un filo agitato.»
«Sì,» Thad schiocca le dita. «Agitato. È proprio la parola che stavo cercando. Ti comporti in modo agitato.»
«Ero solo… ansioso di sentire cosa ne pensassi dei miei bozzetti. Ci ho lavorato un sacco.»
Thad mi osserva ancora per qualche secondo. I suoi occhi sembrano raggi laser che cercano di passarmi attraverso la pelle. «A che gioco stai giocando?»
«Magari sta solo cercando di rendersi utile» interviene Naomi.
Thad solleva il bloc-notes. «Questo è utile. E lo apprezzo.» Si punta due dita verso gli occhi e poi indica i miei. «Ma non abbasso la guardia con te, Alec.»
«Okay…» rispondo.
«Stai distogliendo lo sguardo. Non mi piace quando non mi guardi negli occhi.»
«Forse perché sei strano e mi fai sentire a disagio.»
«Sono sempre così. Dovresti saperlo ormai.»
Giusta osservazione.
«Ti fermi a cena?» chiede Naomi e io le invio un’occhiata di ringraziamento per aver messo fine a quella bizzarra sfida di sguardi.
«Volentieri» rispondo e poi il mio pensiero va a Luna. Probabilmente sta cenando da Cohen e Declan proprio in questo momento e si sta preparando per domani. Le ho promesso che avrei fatto lo stesso, e lei mi ha detto che ero dolce.
Preferivo essere definito sexy, ma mi sono accontentato. Mi ha anche offerto delle parole di incoraggiamento: ha detto che far cedere mio fratello sarebbe stato difficile, ma non dovevo arrendermi.
Non potrebbe avere più ragione.
«Fantastico. Ordino una pizza. Thad, perché non vai a lavarti la faccia? Hai tutta la bocca sporca di Doritos.»
«E tu lasci che io mi presenti ad Alec in questo stato? Cristo, Naomi.» Corre in bagno.
Rido e tiro fuori il cellulare mentre mia cognata chiama la pizzeria.
C’è un messaggio di Luna.
Luna: Come va lì?
Alec: Proprio come ci si poteva aspettare.
Luna: Thad ti fa il terzo grado?
Alec: Anche il quarto. E mi ha sgridato perché non lo guardo negli occhi e sono agitato.
Luna: Ti stai comportando in modo strano?
Alec: Un po’.
Luna: Rilassati, Alec. Sii te stesso.
Alec: Sono questi tuoi incoraggiamenti che mi hanno fatto… perdere la testa per te.
Luna: Sono ammissioni come questa ^^^ che hanno fatto… perdere la testa anche a me.
Alec: Non vedo l’ora che tutto questo sia finito per poterti baciare davanti a tutti. Voglio far sapere al mondo quanto sei importante per me.
Luna: Non vedo l’ora che tutto questo sia finito, così potrò lavorare a maglia un paio di manette con cui legarti delicatamente alla spalliera del letto.
Alec: LOL. Aspetterò con ansia quel momento.
«Helen è in forma oggi» dice Thad sottovoce mettendomi una mano sulla spalla. «Guardala bene… sono zanne quelle che spuntano dalla sua bocca?»
«Non è contenta dei commenti su Twitter» fa Naomi.
Il primo episodio del programma è andato in onda mercoledì. C’è un fisiologico ritardo tra le riprese e la messa in onda; lo show si sposta costantemente da uno Stato all’altro del Paese, fornendo agli spettatori concorrenti sempre nuovi. Registrare le puntate per tempo facilita la vita alla troupe e ai giudici. Io e Luna abbiamo guardato il primo episodio insieme mercoledì. Ho riso così tanto che mi scendevano le lacrime. Il montaggio che hanno fatto della scena di Helen seduta su Luna non ha prezzo. Grazie a Dio l’ho registrato, perché mi ha fatto divertire come un matto. Per non parlare dei colleghi che continuano a mandarmi meme su meme, migliorando in modo incommensurabile la mia settimana lavorativa.
«Cosa? Stanno già parlando di noi su Twitter? E quel gruppo Facebook?» chiede Thad. «Cos’hanno detto?»
«Non importa» risponde Naomi, lanciandomi un’occhiata.
È meglio che Thad non sappia certe cose: per esempio, che il pubblico pensa che i giudici dovevano essere strafatti per far vincere il nostro tema – hanno affermato all’unanimità che era assolutamente originale. Gli spettatori invece non si sono espressi in modo gentile, ed è un eufemismo.
«Certo che importa. Chi è in testa? Chi è in testa?»
Naomi mi guarda e io alzo le spalle. Sospira e risponde: «In base ai commenti direi… il Team Rossi.»
«Bastardi» sussurra Thad e allunga il collo per guardare una foto di Luna, Cohen e Declan, che discutono di strategie piegati sul loro tavolo da lavoro.
«La buona notizia è che l’America sembra disprezzare davvero Helen.»
«Benvenuta nel club.» Mio fratello posa entrambe le mani sul tavolo. «Il nostro vero avversario è il Team Rossi. Oggi non dobbiamo perdere un colpo davanti alle telecamere. Naomi, fai vedere bene la pancia. Questo Paese ama le donne incinte.»
«Davvero?» chiedo.
«Altrimenti sarebbero dei miscredenti.» Thad indica il pancione di Naomi. «Questa donna sta condividendo il suo corpo con un altro essere. Sta lasciando che lui le succhi energia vitale. Le vedi queste occhiaie?» Le indica. «Non c’è correttore che possa coprirle, ti assicuro che prima non c’erano. E dovresti vedere i suoi capezzoli. Non ho mai vi… ahia» Si piega in avanti, tenendosi lo stomaco.
«Non parlare così dei miei capezzoli» gli ordina Naomi mentre lui disegna in aria un grande cerchio e con il labiale mima la parola: «Enormi.»
«Mary, siamo pronti!» urla Diane mentre Mary DIY si incammina verso il set.
I suoi tacchi picchiettano sul pavimento di cemento e, quando passa davanti al nostro tavolo, si ferma e mi accarezza il braccio. «È stato bello incontrarti lunedì, Alec.» Mi fa l’occhiolino. «Non vedo l’ora di sapere cosa ti inventerai oggi.» Ciò detto, si avvia al suo posto. Lancio una rapida occhiata a Luna, che sembra pronta a ucciderla.
«Che diavolo era quello?» chiede Thad. «Sei uscito con lei?»
«Cosa? No,» scuoto la testa. «mi ha visto con Lu…» Cazzo. «Lucas» dico per riprendermi. «Eravamo a cena insieme e l’abbiamo incontrata. Non ho idea del perché mi abbia toccato.»
«Probabilmente le piaci. Pensi che scopartela nei camerini potrebbe farci vincere?»
«Non credo che il mio pene sia così potente» rispondo.
«Il mio lo è» fa lui con orgoglio. «L’ho pure messa incinta. E dovresti vedere l’armatura che indossa al posto della biancheria.»
«Ti rendi conto che potrei ammazzarti nel sonno, vero?» chiede Naomi.
«Silenzio sul set!» urla Diane e poi fa un cenno a Mary.
Lei mette su il suo sorriso finto e inizia con la tiritera di sempre, leggendo sul gobbo elettronico dietro le telecamere.
Oggi abbiamo a disposizione un’ora per finire tutte le decorazioni e un’altra mezz’ora per utilizzare quel che resta del nostro budget per i ritocchi. Quindi dovremo passare in rassegna tutti gli aspetti del matrimonio e decidere cosa modificare: se aggiungere altro cibo o bevande, cambiare i bouquet o gli abiti. C’è tempo: non molto, in realtà, ma ce lo faremo bastare. Abbiamo già deciso di usare i mille dollari che abbiamo risparmiato per il bouquet e le boutonnière. Una scelta scontata: i nostri erano orrendi.
«Siete pronti, concorrenti?» chiede Mary, sfregandosi le mani.
Annuiamo e ci mettiamo in posizione davanti a un tendone bianco, dietro cui si nascondono i materiali tra cui scegliere. Una volta che si prende qualcosa, è finita – nessun rimpiazzo possibile. Devi essere il più veloce o sei fregato. Ma noi siamo preparatissimi.
«Ai vostri posti, pronti, create!» La tenda si alza e io ho un momento di smarrimento vedendo quell’ammasso di nastri, corde, carta, fiori e montagne di tulle. Concentrati, Baxter. Incredibilmente, Helen è la prima a raggiungere il tavolo e inizia ad afferrare ogni piuma e rotolo di spago su cui riesce a mettere le mani.
«Sta rubando tutte le piume!» grida Thad e poi parte alla carica, bloccandola e cercando di raccogliere tutto quello che può.
«Lasciami, mostro!» urla Helen.
«Non fargli male!» grida Luciana.
«Ahi. Avete visto?» esclama Thad. «Mi ha colpito.»
«Era una botticina da nulla.»
«Luna, triangoli di legno?» chiede Cohen tenendone in mano una confezione.
«No» risponde lei continuando a rovistare. So che sta sfogliando mentalmente tutti i bozzetti e le liste di materiali che ha preparato durante la settimana.
«Attenti a mia moglie, attenti!» urla mio fratello.
Naomi si tiene la pancia e grida: «Sono incinta! Sono incinta!»
Cristo.
«Smettila di startene lì impalato e trova dello spago!» mi sgrida Thad.
«È quello che sto cercando di fare» rispondo scrutando il tavolo. Me ne stavo lì impalato per un motivo.
Individuo il nastro di iuta, so che Luna lo stava cercando. Lo prendo senza neanche pensarci e urlo: «Ehi, Luna, tieni.» Le lancio il nastro e lei lo afferra con un’espressione stupita. Mi gelo immediatamente, ma non posso fare nulla per rimediare.
Oh, merda.
Lancio un’occhiata a Thad, che ha la bocca aperta per lo shock e gli occhi brucianti di rabbia.
«Un minuto!» esclama Mary.
La ignoro e continuo a perlustrare il tavolo alla ricerca di materiali, ma sembra che non sia rimasto nulla. Comincio a raccogliere dei fogli di cartoncino, forse potrebbero servirci. Per ritagliare delle piume, magari, o qualcosa del genere.
Sto per afferrarne uno fuxia quando Mary ci ordina di alzare le mani e tornare ai nostri posti di lavoro.
Diane urla: «Stop! Pulite tutto! Cinque minuti e ricominciamo.»
Thad si gira verso di me. «Che cazzo hai fatto?»
«Avevano già preso tutto, ho raccolto quello che potevo.»
«Non sto parlando di ciò che hai preso» ribatte lui furioso. «Sto parlando del fatto che passavi le cose al Team Rossi come se sapessi esattamente di cosa avevano bisogno.»
Ho una fitta allo stomaco. Come diavolo faccio a tirarmi fuori da questo guaio? Non mi viene in mente nessuna spiegazione valida.
Posso dire che mi sono confuso?
O che mi hanno ipnotizzato?
Potrebbe funzionare. Luna ci ha lavorato su e sta perfezionando le sue capacità di controllo mentale provandole su di me. È un po’ rischioso ma se mi gioco bene le mie carte penso di poter convincere Thad…
«È stato così dolce da parte tua aiutare la tua ragazza» dice Mary avvicinandosi al mio tavolo da lavoro e parlando abbastanza forte da farsi sentire da tutto il set. «Sembrava così esausta. È proprio fortunata ad averti.» Mary mi dà una pacca sulla spalla e se ne va.
Cazzo.
Cazzo. Cazzo. Cazzo.
«La tua ragazza?» esclama mio fratello incredulo.
«Voi due uscite insieme?» chiede Helen.
«Cosa?» fa Cohen a bassa voce. Mi giro verso la postazione del Team Rossi. Luna mi guarda con gli occhi spalancati e le labbra che tremano.
Gesù Cristo, cosa facciamo?
«Avrei dovuto immaginarlo» continua Helen. Se sul mio tavolo non ci fossero solo piume e tessuti, prenderei seriamente in considerazione l’idea di lanciarle qualcosa. «Ho visto il modo in cui la guardava.» Poi ha un sussulto. «Aspettate un attimo, questo significa che queste due squadre stanno lavorando insieme contro di noi? È permesso? Diane!» grida. «Diane, dobbiamo parlare.»
«Luna, che succede?» chiede Cohen. La mia ragazza ha le lacrime agli occhi.
Porca puttana. Faccio un passo verso di lei, ma Thad mi afferra una spalla, costringendomi a girarmi verso di lui.
«Dimmi che non è vero. Adesso, Alec. Dimmi che Mary sta mentendo.»
«Alec?» Naomi mi guarda con la fronte corrucciata.
Cazzo. Che diavolo faccio? Ormai non penso che una qualche bugia potrebbe salvarmi, anzi, probabilmente peggiorerebbe solo la situazione.
Mi prendo la testa tra le mani. «Sì, ci stiamo frequentando.»
«Tu, razza di…» Mio fratello comincia a respirare affannosamente e mi punta un dito al petto.
«Stronzo. Sei un fottuto stronzo.»
«Thad, non è come…»
«Non è come cosa?» conclude lui a voce sempre più alta. «Perché pare proprio che tu te la stia facendo con la concorrenza e…» I suoi occhi scattano avanti e indietro, come se tutto stesse cominciando ad acquistare un senso nella sua testa. Si volta verso di me. «Porca puttana, ti ha dato dei consigli?»
Lancia un’occhiata a Luna. «Gli hai dato dei consigli? Gli hai detto cosa fare per sabotarci?»
«Smettila» intervengo. Afferro mio fratello per la camicia e lo tiro indietro. «Non ti azzardare a parlarle in questo modo.»
Thad mi spinge via la mano. «Quei bozzetti non erano tuoi. Erano suoi.» La indica con una rabbia crescente. «E, stranamente, tutto quello che ci serviva è stato preso e noi ci siamo ritrovati con questa merda.» Accenna al mucchio di cianfrusaglie sul nostro tavolo. «Ti ha fregato e tu ci sei cascato come un imbecille.»
«Non mi ha fregato.»
«Sei così disperatamente alla ricerca di attenzioni femminili che sei caduto nel suo piano. E tutto questo perché non sei mai piaciuto alla mamma.»
«Attento a te» dico lentamente, con voce decisa.
«Thad, forse questo non è il luogo giusto per parlarne» interviene Naomi con calma.
Ma lui ha davvero perso la testa. Si mette le mani sui fianchi e fa un cenno a Cohen e Declan. «Voi lo sapevate?»
Guardo Cohen. È in piedi immobile. La rabbia sembra uscirgli dal corpo a ondate. Cazzo.
«Non lo sapeva» dico guardando il Team Rossi. «Cohen, per favore, è tutta colpa mia. Le ho chiesto io di non dirtelo. Lei avrebbe voluto, ma le ho fatto promettere di mantenere il segreto fino alla fine del programma. Luna non c’entra niente.»
Storce la bocca. «La colpa è anche sua. Mia sorella sa bene che non deve avere segreti con me, specialmente su una cosa così importante.»
«Cohen…» Luna prova a bloccarlo, ma suo fratello si volta ed esce dal set. Lei lo insegue. Declan mi guarda, lanciandomi lo sguardo più sdegnato che abbia mai visto, e poi se ne va anche lui.
Mi giro verso Thad e urlo: «Perché cazzo l’hai fatto? Perché quelle accuse?»
«Io non ho fatto niente.» Mi indica. «Hai fatto tutto tu.» Scuote la testa. «Pensavo che fossi cambiato. Pensavo che stessi provando davvero a far parte della mia vita, ma era tutta una farsa. Avrei dovuto saperlo. Da quando sei partito per il college, si è sempre trattato solo e soltanto di te. Di quello che tu vuoi.»
«Thad, ho passato tutta la mia cazzo di infanzia a prendermi cura di te. Avevo il diritto di pensare a me stesso per una maledetta volta» urlo sentendo che sto per perdere il controllo.
«Non dovevi dimenticarti di me» dice con una voce cupa, senza nessuna traccia d’isteria. Mi guarda negli occhi. «Una volta eri il mio eroe, ma ora capisco che sei uguale a papà. Mi hai deluso proprio come ha fatto lui.»
«Io non sono papà» dico a denti stretti, dandogli uno spintone. «Non osare paragonarmi a lui.»
Thad mi restituisce la spinta. Naomi sussulta e corre a mettersi davanti al compagno, con le spalle appoggiate al suo petto.
«Perché ti sei preso la scena anche stavolta?» mi chiede mio fratello.
«Di cosa stai parlando? Sono qui per te.»
«Questa doveva essere l’occasione di organizzare un matrimonio per me e Naomi. E invece ci sei sempre stato tu al centro di tutto. Pensaci: noi che ti teniamo per mano incoraggiandoti, che ti diamo tutto il merito per la torta, che ci assicuriamo che tu non sia troppo depresso o arrabbiato. Stiamo camminando sulle uova da mesi solo per non farti andare via. Perché io volevo avere mio fratello accanto. E ora…» Scuote la testa deluso. «Voglio renderti la vita più facile. Ormai non ti devi nemmeno più sprecare a parlarmi. Abbiamo chiuso.» E con questo si allontana.
«Naomi, io non…»
«No Alec, non ora.» Se ne va dietro a Thad, lasciandomi con un milione di domande. Ma ce n’è una in particolare che continua a tormentarmi… Per tutto questo tempo, davvero non ho fatto altro che pensare a me stesso?