CAPITOLO 18
Faith aveva appena finito di vestirsi il giorno successivo quando sentì un’educata ma ferma chiamata telepatica. I suoi occhi si allargarono. Il tocco non era familiare e solo un gruppo di persone aveva il diritto di contattare tutti quelli che desideravano in quella maniera.
Qui è Faith NightStar.
La tua presenza è richiesta nella stanza del Consiglio. I documenti di autenticazione sono stati spediti alla tua personale casella di posta.
Si, signore.
Lei sapeva che la mente era maschile e supponeva che fosse di Marshall Hyde, il membro più anziano del Consiglio.
Sarai scortata qui.
Il collegamento telepatico terminò.
La prima cosa che fece fu controllare la sua cartella di posta, non avrebbe escluso che Krychek potesse usare tali tattiche per assalirla. Ma eccola li, la prova inconfutabile fornita dal sigillo del Consiglio.
Le guance divampavano alternatamente calde e fredde, disse agli M-Psy di non disturbarla per nessun motivo e cercò di calmare il processo dei suoi pensieri disordinati. Nulla della sua confusione poteva traspirare. Nulla.
Scegliendo una sedia vicino alla finestra coperta da tende, prese un profondo respiro ed entrò nella PsyNet senza il suo mantello di anonimato. Oggi, lei doveva ardere di una luce da cardinale. Se fosse stata nel suo corpo, i peli sul retro del suo collo si sarebbero alzati in un avvertimento primitivo, c’era qualcosa di così intrinsecamente sconvolgente lì. Appena le permisero di collegarsi dal link verso il buio nucleo al centro della Rete, considerò se poteva essere in presenza di due membri della Squadra della Frecce.
Tuttavia la loro esistenza o non esistenza non era mai sta confermata, dicerie sul reparto erano comparse ripetutamente nel materiale trovato che lei aveva scovato nella sua ricerca per capire l’interesse del Consiglio per lei. Di fronte a due menti altamente marziali, nessuna delle quali si era identificata con qualcos'altro oltre ad un’impronta di alto livello del Consiglio, lei giunse alla conclusione che la Squadra della Frecce non era solamente una vana diceria.
L’ idea di una squadra segreta, a quanto si dice quella usata per far tacere per sempre le critiche al Consiglio, tra le altre cose, quasi ispirava fiducia. Ma nulla di tutto ciò poteva trasparire dalla facciata mentale che lei presentava al Consiglio, così nascose le sue riflessioni su quelle questioni irrilevanti. Le guardie la lasciarono passare attraverso i primi due checkpoint nel nucleo centrale, poi la scortarono verso altri due, che la studiavano sempre più attentamente. Ma quando la porta della volta finale si aprì, lei entrò da sola.
La porta si chiuse dietro di lei.
Lei era rinchiusa con le menti brillanti dei sei più potenti e mortali esseri nella PsyNet. Nikita Duncan con i suoi virus mentali. Ming LeBon, rinomato per la sua abilità nel combattimento mentale. Tatiana Rika-Smythe, si diceva possedere la rara abilità di distruggere i più profondi scudi. Lei era l’unica con la quale Faith era più guardinga, perché se le dicerie erano vere, Tatiana poteva distruggere gli scudi di primo livello senza che la vittima se ne accorgesse. Per questo Faith si era schermata quattro volte in più. Forse era una reazione eccessiva, ma lei non voleva che qualcuno conoscesse i suoi segreti … i segreti di Vaughn. In più alla stratificazione, lei aveva imparato un insolito ma molto efficace modo di creare alcuni suoi scudi mai in un modello statico, ed era quindi quasi impossibile da prevedere e disfare. Sascha lo aveva ideato per lei quella notte sul portico, prima che Faith avesse rotto il condizionamento al più intimo livello.
– Faith. –
– Si, signore. – Rispose a Marshall senza pause, avendo trattenuto i suoi altri pensieri in una parte nascosta della sua mente. Mentre con il Consiglio, lei doveva stare assolutamente in guardia.
– Sii consapevole da adesso in poi che noi ti stiamo considerando per essere un membro del Consiglio. – La mente di Marshall era una lama, abbastanza affilata da far sanguinare gli altri.
– Si, signore. – Se Vaughn aveva ragione, allora il Consiglio degli Psy proteggeva gli assassini per proteggere il Silenzio. Forse loro avrebbero apprezzato i suoi avvertimenti, apprezzato di fermare le uccisioni prima che loro potessero agitarsi nella Rete. E allora? Le accuse di omicidio di Vaughn e dall’autorizzazione ufficiale si aggiravano nella sua mente. Coloro che non potevano essere in grado di essere fermati, coloro che lei poteva scegliere di non fermare, perché era la volontà del Consiglio.
La sua volontà.
Poteva diventare cosi disumana? Il lento insinuarsi dell’orrore scivolò lungo le sue vene, come piccoli artigli che strappavano e causavano un dolore penetrante. Lei non voleva pensare alla sua gente in questo modo, non voleva essere parte di una razza che avrebbe condonato una cosa simile.
– Quali sono i tuoi pensieri sull’argomento? – Ming LeBon, il membro del Consiglio che non appariva mai in nessun telegiornale o avesse collegato il suo nome gli eventi di alto profilo, uno spaventoso e pericoloso potere che agiva dietro la facciata pubblica e civile rappresentata da Henry e Shoshanna Scott.
– Sono giovane, – rispose lei. – Questo potrebbe essere visto come una vulnerabilità da alcuni settori della popolazione. – E lei non era dotata della spietata abilità di uccidere. Il pensiero di spegnere una vita, non solo accettare ma autorizzare il vomitevole male dell’oscurità, la nauseava.
Ma lei capiva che Vaughn aveva ucciso e lo avrebbe fatto di nuovo per difendere la sua gente, forse anche per difenderla. Ma questo non le provocava repulsione. Forse perché c’era una differenza tra la brutale ma onesta legge del selvaggio, ed il freddo, astuto omicidio per incrementare il potere di molte persone per la maggior parte portate ad abusarne.
– Questo è vero. Comunque, i tuoi scudi sono estremamente forti. Sembri avere le capacità per resistere agli attacchi. – Il commento di Tatiana sembrava una convalida delle diceria. Faith non aveva sentito nulla, ma i suoi scudi erano stati evidentemente testati e ritenuti adeguati. Avrebbe voluto rabbrividire, quante persone avevano avuto la loro mente invasa da Tatiana senza mai percepirne la violazione?
– Le tue capacità di veggente ci saranno anche molto utili, – aggiunse Marshall.
No.
Lei non avrebbe prestato la sua mente al raggiungimento di obiettivi intenti a mantenere la sua gente nella schiavitù di un Silenzio che era una farsa. In quell’unico secondo, prese la sua decisione. Proprio quando realizzò che nessun’altra opzione sarebbe stata veramente valida, solo la sua paura di andare verso l’ ignoto l’aveva fatto apparire in quel modo.
Adesso tutto ciò che doveva fare era sopravvivere al Consiglio.
– Benché io sia onorata di essere considerata una candidata, non sono pronta a morire. – Non quando lei aveva appena imparato a vivere. – Io sono ben conscia che Kaleb Krychek è uno degli altri candidati. Lui ha avuto anni nei ranghi del Consiglio per perfezionare le sue abilità. – L’abilità di sbarazzarsi della principale concorrenza tra di loro.
– Io non nutro nessun desiderio di diventare un bersaglio quando lui è lo Psy che voi volete realmente. Io non sono abbastanza arrogante da credere che di poter essere migliore di lui quando potrebbe decidere di garantire la sua promozione rimuovendomi dall’equazione. –
– Così ammetti di essere debole. – Shoshanna, che non poteva essere nulla se non un nemico. Il cuore della mente di Faith le sussurrava, le suggeriva una conoscenza: il sangue si era esteso sulle mani di Shoshanna. Il futuro rimaneva immutato.
Ammettere debolezza con il Consiglio non era mai una buona idea.
– Sto dicendo che se volete considerare di farmi unire a voi, io non voglio farlo fino a quando non avrò avuto … un accordo con Mr. Krychek. – Li lasciò pensare che lei aveva intenzione di far fuori Kaleb. Certo, se Shoshanna stava supportando Kaleb, allora lui sarebbe stato al corrente di ciò che lei aveva detto poco dopo che avesse lasciato questa stanza, se non prima.
Sopravvivere stava per diventare una cosa rischiosa se non stava attenta.
– Quello con cui non sono d’accordo è essere usata dal Consiglio come una pedina per testare la forza di Kaleb. Trovate un altro obiettivo per raggiungere lo scopo. –
Il suo stomaco era un groviglio ed i suoi muscoli doloranti, ma lei ne sarebbe uscita viva. Faith sapeva che aveva pochissimo tempo. O Kaleb sarebbe stato impaziente e decideva di spegnere la sua agenda o il Consiglio avrebbe capito cosa stava facendo Faith alle loro spalle. E ciò che stava facendo era cacciare un assassino.
Lei rifiutava di lasciare libero l’assassino di Marine di prendere un’altra vita. Chiunque lui fosse, era troppo forte, troppo potente mentalmente. Lei doveva definirlo con precisione prima che lui avesse trovato un modo per evitare le sue nuove protezioni, protezioni che manteneva leggere, pericolosi viticci di emozioni. Lui non poteva torturarla di nuovo con le sue fantasie di morte, ma non era per mancanza di tentativi, la sua oscurità stava graffiando la sua mente da due giorni, volendo mostrarle ciò che lui avrebbe fatto.
Stanotte, lei l’avrebbe lasciato entrare.
Ma prima lei voleva raccogliere più dati utili possibili. Non per se stessa, ma per i changeling, il solo popolo che l’aveva trattata come qualcosa di diverso da una macchina estremamente redditizia.
– Vaughn. – Il nome del suo giaguaro era un talismano. La pelliccia si strofinò sulle sue mani, le labbra pressarono sul suo collo, le sensazioni così reali che se le avvolse attorno come un mantello protettivo mentre chiudeva gli occhi ed usciva nel campo stellato della PsyNet.
Menti brillanti e deboli tremolavano intorno a lei, migliaia di punti di bellezza e grazia. Ancora una volta, non fece nessuno sforzo per nascondere se stessa, per fingere di essere nulla di ciò che era, un cardinale nato, la sua stella brillava abbastanza da abbagliare. Anche se nessuno sembrava seguirla, non era abbastanza stupida da pensare che lo PsyClan non stava tentando di seguirla in qualche altra maniera.
Aveva ideato un piano per affrontare tutto ciò, avvisata dalla stessa sensazione che l'aveva indotta ad essere sulla Rete quella sera. Doveva essere stasera. Lei non sapeva il perché, ma sperava che fosse perché l’ assassino stava per commettere un errore. Per adesso, lei era qui fuori per fare la cosa più semplice, ascoltare il pulsare della Rete, ascoltare le voci che il Consiglio non poteva sentire perché erano messe a tacere, troppo segrete.
Ma qualcosa non quadrava. Si diceva spesso che la NetMind era stata allenata ad evidenziare alcune conversazioni che potevano interessare al Consiglio. Allora perché il Consiglio non era a conoscenza del crescente dissenso, dei focolai della ribellione? Ed era chiaro che loro non erano a conoscenza di questo. Perché se lo fossero stati, quelle voci sarebbero state spietatamente silenti, riabilitate fino a quando non avessero avuto un numero di neuroni appena sufficiente per compiti semplici come mangiare o lavarsi.
Spronata dai pensieri sul Centro di Riabilitazione, mise in atto il suo piano per ottenere la privacy nell’azione, sfrecciando attraverso il tempo e lo spazio per un lontano settore della Rete. Allo stesso tempo, alzò i firewalls che garantivano il suo anonimato. Per qualsiasi spettatore, sarebbe apparso come se lei avesse cessato di esistere. Un modo molto semplice per sottrarsi agli inseguitori, ma lei non era mai stata in questo link pubblico, avendo registrato la sua impronta discretamente durante la sua ultima incursione, così forse loro non avrebbero avuto nessun modo per rintracciarla.
Raggiunto il link, ci girò intorno per fondersi nei flussi di dati locali. Non vi era nulla di particolarmente interessante nell'informazione, composta com’era di notizie regionali e altri bollettini, così usci da flusso ed entrò in una chat room pubblica. I partecipanti stavano discutendo della teoria di propulsione. Rimase comunque. In questo modo, se non avesse avuto successo nello scrollarsi di dosso le sue ombre, e avesse trovato ciò che stava cercando, non sarebbe sembrato strano se esitava, date le altre cose che lei aveva ascoltato.
Dopo tutto, lei era un F-Psy. Erano considerati essere un po’ strani.
La teoria della propulsione fu seguita da un’area di chat dedita al più nuovo maestro di yoga nella Rete. Efficace com’era nell’insegnare agli Psy a focalizzare le loro menti sulla nitidezza laser, lo yoga era considerato un esercizio altamente utile. Faith, comunque, aveva iniziato a farsi un’opinione differente sul motivo per cui gli Psy gravitavano verso ciò che era stata una volta un’antica disciplina spirituale e non aveva nulla a che fare con la focalizzazione. Forse loro stavano semplicemente tentando di riempire il vuoto dentro di loro.
Dallo yoga, si trovò in una newsroom piena di discorsi su come l’innovativo patto DarkRiver/SnowDancer-Duncan stava già pagando enormi dividendi. Faith non conoscva tutti i dettagli del patto ma sapeva che aveva a che fare con un area di sviluppo urbano orientato verso i changelings. Sebbene era un progetto della famiglia Duncan, loro avevano appaltato la progettazione e la costruzione al DarkRiver basandosi sulla teoria che solo i changelings capiscono le necessità e le voglie della loro razza. I lupi dello SnowDancer avevano fornito apparentemente la terra, attraverso il DarkRiver, rendendo il progetto una collaborazione, la prima del suo genere.
Adesso aveva sentito che l’intero complesso era stato venduto prima che la prima casa fosse messa sul mercato. E gli ordini si stavano accumulando. Diverse menti suggerivano che tali collaborazioni sarebbero state provate in Europa con alcuni dei più civilizzati gruppi changelings. Sulla base di questo era arrivata la logica smentita che i leopardi e i lupi non fossero civilizzati, la quale sembrava essere la ragione dei loro successi.
Archiviò i dati: il DarkRiver avrebbe apprezzato sapere che l’abbandono di Sascha non aveva tagliato la possibilità di un futuro commercio. Al contrario, sembrava come se il potere di negoziare dei changelings fosse attualmente salito. Agli Psy non era consentito di parlare con la rinnegata Duncan, ma fare affari con il suo branco era una questione del tutto diversa. Qualcosa che il Consiglio era stato abbastanza intelligente da non tentare di fermare.
Quando la discussione progredì verso altre questioni, lei ascoltò per pochissimi minuti prima di lasciarla. Due ore dopo, stava iniziando a pensare che la sua visione di trovare un miraggio era stata il frutto della sua necessità di attenuare la sua colpa. Ma nel successivo mezzo secondo, catturò il filo di una conversazione in una piccola stanza mezza nascosta dietro un'altra. Data la sua collocazione, era chiaro che quelli all’interno erano andati alla ricerca di quella stanza.
— ...Persi due membri nei tre mesi passati. Questo non è statisticamente spiegabile. –
– credevo che entrambi fossero stati considerati casualità-–
– I corpi non sono mai stai ritrovati. Noi abbiamo solo la parola della Polizia che sono stati incidenti. –
Più che interessata, Faith rimase nel bordo più lontano, tentando di non attirare l’attenzione su di sé.
– Ho sentito che il gruppo della famiglia Sharma-Loeb ha perso una donna due anni fa in una simile circostanza inspiegabile. –
– Da quando abbiamo discusso di questo l’ultima volta, ho scovato altre sparizioni. C’è ne sono troppe per considerarle normali, non importa come lo si guarda. –
– Altri suggerimenti su cosa potrebbe essere? –
– Si è sparsa la voce che alcuni componenti dell’addestramento non stiano funzionando. –
Intelligente, pensò Faith. Lo Psy ha deliberatamente evitato di usare le parole Silenzio o Protocollo, entrambi i quali avrebbero sicuramente allertato la NetMind di una potenziale discussione di ribelli. Comunque, il solo fatto che questa conversazione stesse avendo luogo in uno spazio pubblico della Rete era un segno di per sé. O il Consiglio era divenuto negligente nella sua sorveglianza o la popolazione si stava prendendo più libertà.
Parecchie delle menti principali nella conversazione improvvisamente sparirono, probabilmente dirigendosi verso un luogo più sicuro. Ma se mai potevano essere completamente al sicuro dalla NetMind era un’altra questione, con un senziente quale era la Rete, tentare di nascondersi da essa era come tentare di nascondersi dall’aria.
Ma allora, la sua mente si chiese di nuovo, perché il Consiglio non sembrava aggiornato del livello di dissenso? Certamente non era spropositato ma nemmeno era sicuro da ignorare. Oh …! Un’idea rivoluzionaria esplose nella sua mente. Decidendo che non doveva perderla, si precipitò nella Rete e continuò la sua passeggiata apparentemente senza scopo, avendo l’impressione di un altro sussurro di ribellione in atto.
Ma quelle punte di ribellione non erano abbastanza da mantenere la sua attenzione. Anche la futile ricerca delle informazioni sull’assassino di Marine aveva preso una postazione secondaria a una nuova compulsione nata da una conoscenza che era quasi una visione.
Lei voleva parlare con il NetMind.
Comunque, non aveva nessuna idea su come ottenere il contatto. Non era così accomodante, come era risaputo. Era qualcos’altro, qualcosa di unico, la sola nel suo genere. Non poteva parlare, non poteva pensare, non poteva fare nulla come avrebbe fatto lei. Lei non sapeva neanche come trovarla. Era ovunque e da nessuna parte.
Dal momento che era già passata per spazzolarla diverse volte da quando era entrata nella Rete, decide di dirigersi verso un’area tranquilla, vicino ai flussi di dati meno interessanti, e aspettare il suo prossimo passaggio. Nel fare questo, stava ignorando le voci della logica e della ragione, un certo giaguaro le avrebbe detto che la logica non sempre ha ragione. Qualche volta, dovevi andare con l’istinto, anche un sepolto a lungo e arrugginito istinto.
La spazzolata quando venne era cosi delicata e familiare che lei quasi la mancò. Afferrando il bordo d’uscita del passaggio, lei emise uno scarso pensiero rivolto ad un area ristretta intorno alla sua intera coscienza.
Ciao?
Nessuna risposta.
Puoi sentirmi?
Lei non aveva nessuna idea se essa fosse presente o se lei stava parlando da sola. Presumeva che essa fosse visibile su un qualche livello psichico o avesse un nucleo permanente a cui il Consiglio poteva accedere, ma se era così, era un segreto ben custodito. Apparentemente sola in quel particolare settore, decise di provare con una possibilità primitiva. Se la NetMind era giovane e immatura, poteva essere normale. E se non lo era, allora il Consiglio sarebbe arrivato a lei.
Io non sono debole, disse a se stessa.
No, non lo sei, Rossa. La voce di Vaughn era un rauco sussurro nelle sue orecchie.
Se verranno da me, io combatterò e scapperò. Io ho un giaguaro da domare.
Con quel pensiero nella mente, con Vaughn nel suo cuore, mise la sua vita in serio pericolo.
Per piacere.
Una singola parola, ma quella che luccicava con la persuasione, gioia, e speranza. Le emozioni erano scomode per la mancanza di utilizzo. Ma in questo sterile posto, loro erano i solitari accenni di gentilezza.
Qualcosa passò attraverso la sua mente un microsecondo dopo. Lei tastò la consistenza e la trovò diversa da qualsiasi altra cosa che avesse ma toccato prima … o era lei? L’immagine di Vaughn arse nella sua mente e lei sentì la ferocia nei suoi occhi, l’irritazione nella sua voce, il piacere nel suo tocco. Lui era vivo come questo essere senziente era vivo.
???