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Chapter 19

Capitolo 18


18

«Oh, cazzo no» esclama Farrah vedendoci entrare mano nella mano. «Dovrai passare sul mio corpo – un bel corpo tenuto in salute a forza di cereali – prima di fornicare con quell’uomo in questo appartamento, a pochi metri di distanza da me. Non succederà. Non dopo che ti ha definita… “ripugnante”.»

Oggi è in forma. La sfida potrebbe essere più difficile del previsto.

«Non siamo qui per “fornicare”, Farrah.» Richiudo la porta.

«Uh-huh, be’, neanche toccargli il pisellino in camera è accettabile.»

Alec fa una risata e io gli mollo una gomitata nello stomaco. Così non mi aiuta per niente. «Non ci sarà nessun contatto tra parti del corpo. Siamo qui perché tu faccia la sua conoscenza.»

Farrah incrocia le braccia sul petto, le labbra arricciate in una smorfia. «Conoscerlo? Cosa c’è da sapere? Hai baciato la mia migliore amica e ora lei pensa che tu sia un bravo ragazzo.»

«Tecnicamente,» ribatte Alec, alzando un dito, «l’ho baciata dopo che ha cambiato idea su di me.»

«Contraddirla non migliorerà la tua situazione» dico, con la mano davanti alla bocca.

«Ha ragione: contraddirmi non ti aiuterà, ma di sicuro aumenterà la mia rabbia.» Lei fa il gesto di rimboccarsi delle inesistenti maniche e alza i pugni. «Va bene, ti propongo una lotta testa a testa.» Saltella per il soggiorno a piedi nudi, tirando colpi al vento.

«Okay» risponde Alec togliendosi le scarpe e chiudendo i pugni a sua volta. Si avvicina senza alcuna cautela.

«Oh, aspettate» faccio io, ma Farrah alza una mano.

«Stanne fuori, principessa ripugnante.»

«Ehi.» Corrugo la fronte.

«Ho detto “principessa”» ribatte proprio mentre viene colpita allo stomaco da un cuscino. Si rialza in piedi. Sbatte le palpebre. «Mi hai appena tirato una cuscinata?»

«Smettila di prendere tempo» risponde lui sorridendo. Sbatto le palpebre. Quasi non riesco a credere che stia affrontando la mia migliore amica – è la dimostrazione che ci tiene a me, e non solo, è anche incredibilmente divertente.

«Benissimo, allora…» ribatte Farrah con un accento newyorkese d’altri tempi, sferrando pugni alla cieca, ma senza toccarlo.

Alec prova un affondo, a un metro abbondante di distanza, ma lei si abbassa lo stesso.

Proprio così, stanno inscenando la più strana – nonché l’unica – finta scazzottata a cui abbia mai assistito.

«Prendi questo.» Farrah sferra un colpo e Alec piega la testa all’indietro, i capelli che ondeggiano. Finge di controllarsi il naso per vedere se perde sangue e poi punta di nuovo gli occhi sul nemico.

«Un po’ di sangue non ha mai fatto male a nessuno» esclama con i pugni alzati.

Non c’è sangue. Per niente.

Non c’è stato neanche contatto, cazzo.

Ma i suoni che accompagnano i loro colpi sono a dir poco esilaranti.

Boom boom sock. Boom boom sock.

Mi sembra di assistere a una vecchia puntata di Batman.

«Yehahwah!» urla Farrah tirando calci all’aria.

«Ciaf ciaf ciaf ciaf ciaf» fa Alec, veloce, senza colpire niente.

«Attento, Baxter, c’è il tuo nome su un biglietto del treno per un viaggio di sola andata verso l’altro mondo.» Farrah si mette in bocca un fischietto immaginario. «Ciuf… ciuf.» Prende la rincorsa per gettarsi su di lui mentre è di spalle. Gli salta addosso, montando a cavalluccio sulla sua schiena.

Rimango lì a guardarli, senza sapere bene cosa fare… ma fino a che punto hanno intenzione di spingersi?

Alec le fa fare una giravolta mentre lei si aggrappa alle sue spalle. «Muoviti cavallo, muoviti!» urla facendo roteare intorno alla testa un fazzoletto immaginario.

Che diamine sta succedendo?

Lui si ferma, si volta da una parte e dall’altra e lancia la mia amica sul divano. «È tutto quello che sai fare?»

«No, caro!» Si alza in piedi. Entrambi ansimano per lo sforzo, ma lei tira indietro il braccio e urla «Sba-bam!» mentre scaglia un pugno verso di lui. Alec reagisce ruotando di trecentosessanta gradi, con la testa piegata di lato, e buttandosi a terra. «Ah-ha! Ho messo al tappeto quel figlio di puttana. KO, baby, KO.» Farrah salta su e giù, festeggiando… be’, non so cosa stia festeggiando.

Dopo un paio di “alzati, vigliacco”, si volta verso di me e sorride. «È meraviglioso – teniamolo con noi.»

Gesù… Cristo.

«Non c’è bisogno che continui a tenere il ghiaccio su quella ferita finta.»

Alec sorride e abbassa la borsa che ha sull’occhio da venti minuti.

«L’ho fatta sentire speciale, è questo che conta.»

Siamo in corridoio fuori dal mio appartamento. Dall’altra parte del muro, Farrah è a letto con le coperte rimboccate, molto soddisfatta di come è finita la sua serata. Afferro la tasca dei pantaloni di Alec e lo tiro a me. «Sono abbastanza sicura che tu ti sia appena guadagnato il titolo di suo nuovo migliore amico. E si aspetterà che tu faccia finta di litigare con lei ogni volta che vieni.»

«Be’, meglio che fare a botte sul serio, e lei è un bel tipo. Posso capire perché siete migliori amiche.»

«Sai,» gli strattono la tasca, «sei molto diverso da come mi aspettavo.»

«Sì? In che senso?» chiede infilandomi dietro l’orecchio una ciocca di capelli.

«Non mi aspettavo che ti sciogliessi così. Non avrei mai immaginato di vederti fare a botte per finta con la mia migliore amica e andare pure KO. Una mossa da vero sportivo.»

Alza le spalle e si avvicina un po’ di più, costringendomi ad alzare gli occhi per incontrare il suo sguardo. «Sono molto più simpatico di quanto sembri, specialmente quando provo davvero qualcosa per una ragazza.»

«Provi qualcosa per me?»

«Un bel po’ di cose.» Sposta la mano dalla mia nuca alla guancia e fa scorrere il pollice sul labbro inferiore. «Mi piaci, Luna. Voglio rivederti, uscire con te, conoscerti sempre di più.»

«Piacerebbe anche a me.»

«Bene.» Si china in modo che le nostre fronti si tocchino. «Non voglio rovinare tutto ora.»

«Allora non farlo.» Sorrido, desiderando che si avvicini ancora, che copra quei pochi centimetri che separano le nostre labbra.

«Farò tutto quello che posso per non rovinare niente, il che mi costringe a chiederti una cosa…»

Alzo la testa, cercando i suoi occhi. «Chiedermi una cosa? Uhm, quello che stai per dire non mi piacerà, vero?»

«Forse no, ma non sono in grado di gestire questa relazione e lo show senza chiedertelo.»

«Okay…» dico lentamente. «Cosa c’è?»

Fa scorrere il pollice sulla mia guancia e sospira. «Thad è un po’ una drama queen.»

«L’ho notato» faccio ridendo.

«Penso che se scoprisse che noi due ci vediamo andrebbe fuori di testa, soprattutto perché sei la concorrenza. E sto davvero cercando di sistemare le cose con lui.»

«Fammi indovinare: vuoi tenere nascosto il nostro rapporto.»

«Sì,» fa una smorfia, «so che è chiedere molto.»

«Questo è sicuro.» Faccio un passo indietro. «Io non ho segreti con Cohen. Ci diciamo tutto.»

«Cohen è emotivamente stabile. Thad può andare fuori di testa in qualsiasi momento. Ti prego, sarà solo per poche settimane. Possiamo essere discreti e poi, dopo i matrimoni, glielo diremo. Quando sarà finito questo polverone.»

«Non lo so.» Distolgo lo sguardo e mi mordo il labbro.

«Se non puoi farlo lo capisco» aggiunge. «So che la fiducia di Cohen significa molto per te. In quel caso forse dovremmo… non lo so. Forse dovremmo mettere in pausa questa cosa tra noi, finché non finisce il programma.»

«In pausa?» chiedo in preda al panico al solo pensiero. Non voglio mettere in pausa la mia relazione con Alec, non dopo la scorsa settimana, non dopo quel bacio, non dopo averlo praticamente visto lottare con la mia migliore amica per dimostrarle che è un bravo ragazzo e che farebbe qualsiasi cosa per me.

«Non sarebbe un periodo così lungo e credo che ti darebbe il tempo di capire se davvero vuoi stare con me.»

«Sì» dico con un sospiro sconfitto.

Allunga la mano e mi alza il mento in modo che i miei occhi incontrino i suoi. «Va tutto bene, Luna. Davvero. Non voglio obbligarti a fare qualcosa che non ti va.» Si china e mi dà un leggerissimo bacio sulle labbra, prima di allontanarsi con le mani in tasca. «Centrotavola questa settimana.» Mi fa un mezzo sorriso. «Buona fortuna, la mia squadra ne avrà di sicuro bisogno.» Alza la mano per salutarmi e si allontana lungo il corridoio, lasciandomi tutta sola a chiedermi cosa ho appena accettato.

Non era così che doveva finire questa serata, per niente. Speravo in un bacio intenso, paragonabile al primo che ci siamo dati. Speravo che ci saremmo accordati per quel secondo appuntamento di cui abbiamo parlato per tutta la sera. Speravo perfino che mi chiedesse di coccolarci un po’ – a giudicare dalle sue braccia dev’essere bravo con le carezze.

Invece ho ricevuto un accenno di bacio e una richiesta gentile di “prenderci una pausa” da una storia appena iniziata.

Come diavolo è successo?

E perché mi sento così triste – quel genere di tristezza che ti spinge a infilare tutta la faccia nella vaschetta del gelato? Perché mi sembra che se ne sia appena andato portandosi via un pezzo del mio cuore?

Mi giro su un fianco, il buio della mia stanza mi fa sentire ancora più depressa.

Farrah è andata subito a letto e non volevo disturbarla, mentre mettermi a mangiare il gelato da sola mi sembrava un po’ troppo da Il diario di Bridget Jones. Non credo di essere ancora arrivata a quel punto.

Così mi sono preparata per andare a dormire, mi sono buttata sul materasso e sono rimasta a fissare il soffitto, passando mentalmente in rassegna tutto quello che mi ha detto. Alla fine… sarebbe così terribile tenere il segreto per un altro paio di settimane?

Abbiamo ancora due gare e poi i matrimoni. Venerdì, sabato e domenica, uno dietro l’altro.

Quindi, tre settimane in tutto – c’è di peggio, no?

Se lo dico a Cohen lui lo dirà a Declan e c’è una buona probabilità che Declan si lascerà sfuggire qualcosa, anche mentre stiamo girando, il che sarebbe l’ipotesi peggiore. Gli voglio bene ma tutti sanno che non saprebbe tenersi dentro neanche l’acqua minerale.

E Alec mi piace davvero…

Nervosissima, prendo il telefono, scrivo un messaggio e premo impulsivamente Invio.

Luna: Sei sveglio?

Vedo immediatamente dei puntini che si muovono sullo schermo. Sono felice di sapere che neanche lui sta dormendo.

Alec: A quanto pare non riesco a prendere sonno.

Luna: Posso chiederti una cosa?

Alec: Quello che vuoi.

Luna: Se non te ne fossi andato, come sarebbe finita la nostra notte?

Poso il telefono e rotolo sulla schiena, con il cuore a mille mentre aspetto la sua risposta. Mi sembra che ci metta un’eternità.

Alec: Avrei preso tra le mani il tuo viso meraviglioso, ti avrei ringraziata per la bellissima serata e ti avrei lentamente spinta contro il muro del corridoio. Poi avrei provato a baciarti. Giusto per assicurami che le tue labbra ricordassero esattamente chi le aveva fatte fremere la sera prima.

Gemo, stringendo gli occhi per il dispiacere.

Alec: Avresti accettato il mio bacio?

Dice sul serio?

Luna: Sì

Alec: Sarebbe stato difficile andarmene.

Luna: Sarebbe stato difficile lasciarti andare.

Alec: Eppure… è quello che hai fatto.

Luna: Alec.

Alec: Lo so… lo so. Okay, cercherò di dormire un po’. Ci vediamo sabato.

Luna: Alec?

Alec: Sì?

Luna: Posso venire da te domani?

Alec: Sai che mi faresti davvero felice. Vieni quando vuoi.

Luna: Okay.

Alec: Okay.