CAPITOLO 16
Dopo aver trascorso tutto il giorno sulla scultura di Faith, Vaughn si incontrò con le altre sentinelle e la loro coppia Alfa piuttosto tardi quella notte, per lavorare sulla schermatura. Il luogo era una radura vicino alla tana di Lucas, non lontano da un piccolo fiume che divideva la zona e rendeva l’aria umida. Anche Tamsyn, la loro guaritrice, era presente.
Sascha li seguiva durante gli allenamenti più e più volte, senza pietà nel tentativo di renderli invulnerabili agli attacchi Psy, chiedendo solo una pausa quando iniziavano a ringhiarsi l’un l’altro.
– Data la tua cecità psichica, stai facendo molto meglio di quanto mi aspettassi. Stai attualmente imparando a schermare ad un livello al di là delle normali difese changeling. –
– I quali sono dannatamente abbastanza forti. – Nate gettò un braccio intorno alle spalle di Tamsyn. La sua compagna sorrise ed intrecciò le sue dita con quelle del compagno.
– Si. – Annuì Sascha. – Presto sarai quasi invincibile. –
– Lo siamo già, cara Sascha, – disse Dorian da dove era seduto con la schiena appoggiata ad un albero.
Sascha camminò verso la sentinella bionda e lo tirò in piedi per un veloce abbraccio. Dorian non aveva più la ferita aperta che aveva subìto dopo che sua sorella Kylie era stata uccisa dalle mani del serial killer, ed ex Consigliere, Santano Enrique, ma era rimasto profondamente ferito. La violenta perdita non aveva per nulla influito sulle sue abilità come sentinella, ma loro erano il Branco. Ed il Branco non guardava dall’altra parte quando uno di loro era ferito.
Le necessità di Dorian non lo rendevano meno rispettato in un branco dove la fame del tocco era accettata e sfamata. L’empatia di Sascha, in particolare, sembrava raggiungere il maschio latente più in profondità rispetto a chiunque altro. Poi, lei appoggiò la sua schiena sul suo petto, le braccia di lui intorno alla sua vita, e chiuse gli occhi.
– Lasciami controllore la Rete per vedere se alcuni di questi cambiamenti si sono manifestati lì. –
Lei aprì gli occhi un secondo dopo e fissò dritto il punto in cui Vaughn era accovacciato. Ma non disse nulla di quello che lui sapeva che lei voleva dire.
– Sembra tutto a posto. –
– Allora la scuola è finita? – Domandò Dorian. – Nessuno ha avuto il recupero? –
– Andate prima che cambi idea. – Sascha lo baciò sulla guancia, ridendo al suo tentativo di rubare un bacio più intimo. – Vaughn, puoi restare? Voglio parlare con te di qualcosa. –
Mercy fece un suono di sventura.
– Nei guai con la Maestra, felino. Non hai fatto i tuoi esercizi mentali, non è vero? –
– E’ stato distratto, – mormorò Clay, un ombra quasi invisibile nell’oscurità.
– Parla! – Mercy alzò le sue mani in aria. – Con queste quante parole fanno oggi? Dieci? – Stava ancora scherzando con la silenziosa sentinella quando camminò con lui e Dorian fuori dall’area di addestramento.
Tamsyn abbracciò Sascha per salutarla. – Penso che i miei figli siano innamorati di te. Dovresti sentirli quando arrivano a casa – Sascha ha detto questo e Sascha ha detto quell’altro. – La guaritrice scosse la testa. – Lucas farebbe meglio a stare attento. –
Avvolgendo un braccio intorno la vita di Tamsyn, Lucas le posò un bacio sui capelli. – Dì ai tuoi dannati marmocchi di lasciala stare. –
– Lucas! – Sascha sembrava scioccata.
Tamsyn rise.
– Non prenderlo seriamente. Si è portato i miei adorabili marmocchi ieri per una corsa fuori con Kit ed alcuni degli altri. –
– Scusa, non sono completamente abituata al modo in cui interagisci. –
Girandosi per abbracciare la sua compagna da dietro, Lucas iniziò a mordicchiare il suo collo.
– Non preoccuparti, tesoro. – La guaritrice sorrise al tentativo di Sascha di far comportare bene Lucas. – Tu sei un felino solo da un paio di mesi. Ti daremo tempo. –
Nate prese la mano di Tamsyn.
– E’ meglio che andiamo a recuperare Roman e Julian prima che Lysa decida di non essere più nostra amica. –
Lucas aspettò fino a che Tamsyn e Nate furono fuori dal raggio uditivo prima di dire, – Perché non andiamo a casa a parlare? Non perderemo tempo se corriamo. –
– Ed io? – Chiese Sascha, guardando dall’uno all’altro. Onestamente, tendevano a dimenticare che lei non poteva trasformarsi.
Lucas le diede la schiena.
– Salta su, cara. – Il suo sorriso aveva quel lato del peccatore, ricordandole la prima volta che lui le aveva offerto un giro. Dopo. Era un avvertimento mentale che sembrava una promessa.
Pochi secondi dopo lei era sulla sua schiena e stavano correndo. Si fidava assolutamente di lui, anche a qual ritmo pericoloso. I changeling potevano muoversi velocemente in entrambe le forme. Mantenendosi al corpo muscoloso della sua pantera, pensava a quello che le avrebbe insegnato stanotte. Solo una cosa era certa, la vita di Vaughn stava per diventare molto, molto complicata.
Un freddo soffio di vento lungo il suo viso. Il basso brontolio del ruggito di Lucas appena scostò qualcosa dal loro percorso. I ricchi profumi della foresta. Tutto la trascinò fermamente nella fisicità. Godendo della sua libertà di soddisfare i suoi istinti, si gettò nell’esperienza come solo un ex detenuto del Silenzio poteva.
Ma la cavalcata esilarante finì fin troppo presto e si ritrovarono alla tana. Lasciandola sola con Vaughn, Lucas andò a prendere da bere. Sascha guardò il maschio appoggiato al davanzale della finestra di fronte a sé.
– Vaughn. –
– Lo so. – Il giaguaro incrociò le braccia sul petto, il tatuaggio nascosto dalla maglietta grigia che indossava sui jeans.
Lucas rientrò nella stanza.
– Prendi. – tirò una birra a Vaughn e tese a lei una bottiglia di succo di frutta, l’alcol aveva uno strano effetto sulla mente degli Psy.
Sascha aspettò che gli uomini avessero preso profonde sorsate dalle bottiglie verdi
– Ho visto qualcosa nella Rete. –
Lucas le strinse un braccio al collo e cominciò a giocare con la base della sua treccia
– Cosa c’è? –
– Forse dovrebbe essere Vaughn a spiegare. – Si sentiva a disagio. – Non volevo impicciarmi nella tua privacy. Mi dispiace davvero. –
Il giaguaro lanciò la bottiglia mezza vuota da una mano all’altra.
– Sapevo che avresti visto il legame. –
– Con Faith?. – Lucas smise di tirarle la treccia. – perché non ci hai detto che ti sei accoppiato? –
– Perché Faith non lo sa. – Vaughn si passò una mano tra i capelli, la sua frustrazione era evidente. – Non è pronta. –
– Non puoi ignorare una compagna. – Fece notare Lucas. – Il legame appare nei momenti inaspettati. –
– Si sente intrappolata già così – come pensi che le sembrerà? – Vaughn si appoggiò sui talloni. – Gli altri Psy possono individuare il legame? –
Sascha si prese un momento per pensarci.
– Non dovrebbero. Il legame è changeling per natura, completamente separato dalla PsyNet. Ma – fece una pausa – Faith è legata a entrambe. Non so come questo influenzerà le cose. Devi dirglielo. –
– Potrebbe farla scappare. Ne ha già abbastanza. –
Sascha sapeva che aveva ragione. Vaughn era la sentinella di cui si era preoccupata di più, c’era qualcosa di pericolosamente primordiale in lui. Il suo animale era pericolosamente vicino alla pelle. Non poteva immaginare come Faith avrebbe fatto a rapportarsi con un maschio così pericoloso. L’F-Psy era nuova nelle emozioni, nel provare qualcosa. Chiederle di abbracciare non solo un maschio come Vaughn, ma anche l’estrema devozione implicata dal legame, poteva essere chiedere troppo.
Ma come Lucas aveva già sottolineato il legame non poteva essere ignorato. – Lei potrebbe sorprenderti, – disse Sascha. – Lei sta vedendo alcune cose terrificanti senza alcun allenamento su come comportarsi con loro, ma non è crollata. Io penso che Faith è più forte di quanto lei sappia. –
Il corpo di Vaughn era un muro di muscoli tesi mentre li fronteggiava.
– Come facciamo a farla uscire dalla Rete? La Rete riuscirebbe a supportare tutte e due allo stesso tempo? –
Sascha morse il suo labbro inferiore.
– Penso che ci sia abbastanza bio-feedback. –
Senza feedback nessun Psy poteva vivere, ragione per cui staccarsi dalla PsyNet di solito equivaleva al suicidio. – Due menti Psy dovrebbero, in teoria, aumentare l’effetto di moltiplicazione. –
– Dovrebbero? – Lucas spostò il suo sguardo torvo su di lei.
Vaughn osservò Sascha restituirgli lo sguardo. – E’ pura supposizione. Il Web del DarkRiver non si supponeva neppure che esistesse. Non so come funziona, ma possiamo tentare. Non c’è altra scelta. –
Lucas si girò verso di lui.
– Merda, Vaughn. Dovevi andare ed accoppiarti con un altro dannato Psy. – Trascinando la sua compagna più vicino, le morse leggermente la gola. – Okay, così dobbiamo utilizzare la Rete. Capiremo il resto dopo. –
– Potrebbe ucciderci tutti e quattro se sbagliamo e non c’è abbastanza feedback, – disse Vaughn, stringendo i pugni.
– Allora dovrò solo fare un giuramento di sangue con alcune nuove sentinelle se questo è ciò che serve a rafforzare la Rete. – La promessa di Lucas conteneva la determinazione di un’amicizia forgiata nel più oscuro dei fuochi. – Ma prima, abbiamo bisogno di far uscire Faith. Qualche idea? –
– Usare il disco? – Sascha si stava riferendo all’incriminante registrazione che avevano creato quando avevano catturato il serial killer che aveva macellato Kylie e violato la mente della SnowDancer, Brenna.
Vaughn voleva attaccarsi all’idea, ma era una sentinella, giurato di proteggere il DarkRiver. – Le ragioni per cui non abbiamo rilasciato originariamente la registrazione sono ancora valide. Non possiamo correre il rischio che il Consiglio si senta minacciato. – Un animale in quella posizione non aveva nulla da perdere da tentare di uccidere.
– Ha ragione, – disse Lucas. – Loro non possono sapere quante volte possiamo ricattarli. –
– Dimmi, Sascha. – Vaughn incrociò le braccia e tentò di contenere il desiderio di prendere semplicemente ciò che voleva e maledire le conseguenze. – C’è qualcos’altro che ti viene in mente? –
– Lo stile di vita isolato di Faith è una cosa a nostro favore. – Sascha si appoggiò contro il fianco di Lucas. – Le persone conoscono il suo nome, ma molto pochi attualmente possono vederla. Il suo abbandono non provocherebbe un mormorio grande quanto ha fatto il mio. Ma d’altro canto, perderla significherebbe perdere milioni per il Consiglio. –
– Come? –
– Tasse nel più semplice dei casi, – rispose Sascha. – Gli F-Psy creano un enorme somma di denaro e di flussi. So da mia madre che in certi casi il Consiglio usa i veggenti per incrementare la propria ricchezza in modi molto più diretti. Loro ottengono il servizio gratuitamente o con un generoso sconto. –
– Lasciami indovinare, – interruppe Vaughn, infuriandosi all’idea della sua compagna che faceva di tutto per assistere quel gruppo di freddi mostri sanguinari. – Nessuno vuole far arrabbiare il grande, cattivo Consiglio chiedendogli di pagare. –
Sascha annuì.
– Le persone che devono essere pagate hanno l’abitudine di scomparire e lasciare i loro soldi al Consiglio. –
– Cosi combatteranno strenuamente per trattenerla. Non possono fingere che lei sia difettosa come hanno fatto con Sascha. –
Le cicatrici facciali di Lucas si distinsero in netto rilievo appena la rabbia tirò la sua pelle tesa. – E anche lei è un cardinale. Quegli occhi significano che non può essere nascosta completamente. –
– Nessuno farà sparire Faith dalla circolazione. – Vaughn sapeva che la sua voce era scesa di diverse ottave, ma lui era lontano dal curarsene.
– E Faith? – Chiese Sascha dolcemente.
– E lei? – Vaughn appoggiò la bottiglia adesso vuota sul davanzale della finestra.
– Le hai chiesto se lei vuole lasciare la Rete? –
– Lei è la mia compagna. – Di certo avrebbe lasciato la Rete. – Cercherò di darle un po’ di tempo per farla abituare all’idea, ma alla fine, non ha nessuna possibilità. –
– Io penso che ce l'abbia. –
La bestia di Vaughn si aggirava sulla superficie della sua coscienza.
– Come? – L’accoppiamento era un obbligo per i changeling. Anche le femmine più indipendenti, quelle che combattevano più strenuamente, trovavano difficile trascorrere lunghi periodi lontano dai maschi che erano considerati essere i loro compagni.
– Lei non è un changeling, perciò non influisce su di lei allo stesso modo che influisce su di te, a meno che lei non si apra ad esso come io ho fatto con Lucas. Potrebbe essere imbarazzante per lei, ma probabilmente potrebbe bloccarti. –
– Sei sicura? – Gli artigli di Vaughn erano cosi vicini alla sua pelle umana che sentiva la dura puntura delle punte che aspettavano di uscire.
– No. Lei è diversa da me. Essere una telepate significa che io non posso ignorare quello che sento per Lucas. Io non so se Faith è così legata a te. –
– Perciò potrei essere accoppiato con qualcuno che potrebbe scegliere di non essere la mia compagna? – Un idea da incubo. L’accoppiamento era una cosa unica. La connessione di solito coinvolgeva una decisione consapevole in un certo momento dalla femmina, il che rendeva il legame di Vaughn e Faith molto insolito. Ma non era importante come si era giunti ad quello, perché una volta formato, neanche la morte poteva romperlo. Nessuno si accoppiava due volte. Potevano trovare un amante, ma la ferita in loro non si sarebbe mai rimarginata. Mai.
– Ho bisogno di correre. –
Ma nonostante corse fino allo sfinimento, la sua bestia non poteva trovare conforto in un atto che prima aveva sempre significato libertà. Poiché era incatenato, legato a livello profondo ad una donna che poteva anche distruggerlo.
Faith sentiva la mancanza del suo giaguaro, gli mancava profondamente e abbastanza da farle mettere un piede in fallo, esulando dalla sua normalità, durante un episodio altrimenti ordinario.
Stava passeggiando in giardino nella fredda luce del mattino e stava considerando come organizzare un'altra fuga notturna quando iniziò a pensare a Vaughn, alla sua presenza, e si, al suo tocco. Era così immersa nei suoi pensieri che si stava avvicinando sempre di più ad una guardia. Non era quello il problema. Era il fatto che i suoi nervi erano sul punto di saltare.
Trattenendo la reazione un istante prima che potesse divenire azione, inclinò la testa.
– Scusami. Non ero concentrata su dove stavo andando. –
– La colpa era mia. – La guardia fece un breve cenno del capo e continuò la sua ronda.
Si sforzò di camminare nella direzione opposta, il suo cuore era un battito di tamburo nelle sue vene.
Attenta, si disse. Un piccolo errore era tutto ciò che bastava. Decidendo di provare a distrarsi con qualcosa di meno pericoloso, si mise a sedere su una piccola panchina da giardino e aprì il file mentale che Anthony le aveva dato.
Kaleb Krychek aveva condotto una vita interessante. Un inaspettato Tk cardinale nato da due Gradienti bassi Tp-Psy , era stato considerato quasi quanto lei, avendo trascorso la sua intera infanzia in una struttura di formazione.
Suo padre era riuscito a scoprire che uno degli istruttori del giovane Kaled era stato nientemeno che Santano Enrique. Lei non sapeva perché Enrique fosse scomparso, ma quel pezzo di storia poteva rivelarsi un'arma della quale avrebbe sempre potuto aver bisogno.
Kaleb era stato reclutato nei ranghi del Consiglio quasi subito dopo la riuscita installazione del Protocollo.
La sua scalata alla vetta era stata fenomenale, ancora di più perché era un cardinale, la maggior parte dei cardinali, mentre lavoravano per il Consiglio, erano troppo cerebrali per occuparsi di politica e potere.
Faith girò un’altra pagina del file e si ritrovò a fissare una lista di persone scomparse. Almeno dieci dei membri della sottostruttura del Consiglio con alti ranghi erano scomparsi in misteriose circostanze e, in ogni caso, era stato Kaleb che ne aveva beneficiato. Comunque, niente aveva mai portato a lui, un fatto che poteva solo renderlo più appetibile ai letali esseri che erano il Consiglio attuale.
Faith era un bimbo nei boschi a confronto. Chiunque si sarebbe chiesto del perché anche lei fosse un candidato. Stava per scavare più a fondo nel file di Kaleb quando la sentì. La spinta dell’oscurità.
– No. – Sembrava indegno che, dopo tre giorni di pace psichica, il male l’avesse catturata nella brillante luce del giorno.
Il suo primo istinto fu di combattere, di fermare il ripetersi delle ultime maliziose invasioni. Ma aveva smesso di scappare. Se poteva aggrovigliarsi con un giaguaro ed uscirne viva, allora era in grado di affrontare questo aspetto più brutto delle sue capacità.
Rilasciando un respiro trattenuto, si lasciò sottomettere ad assistere all'esibizione del suo trionfo. Vedeva attraverso i suoi occhi, si sforzò di osservare quello che non era ancora successo. Era variabile, mutevole. Un giorno prima, aveva seguito l’obbiettivo delle sue fantasie, seguito e progettato. Faith studiava ogni aspetto della sua vittima designata e tentava di capire chi era lei, dov’era, e, più importante, quando lei era.
Il suo vestito era nero, la sua maglietta bianca, la sua pelle una rara tonalità tra gli Psy dopo generazioni di compenetrazione, un bianco puro che rendeva vago la sfumatura di blu più pallido. Ma l’inespressiva freddezza del suo viso rendeva indiscutibile che era, di fatto, un membro della razza di Faith. I capelli della sconosciuta Psy erano di un bianco-biondo che si intonava con la sua pelle ed i suoi occhi erano di un blu vivido. Non somigliava per niente a Marine.
Ma, la sua mente insisteva a mormorare, il killer non aveva sentito lo stesso per Marine. Le visioni riguardanti sua sorella erano focalizzate sulla morte e le emozioni del killer durante l'atto, mentre questa nuova vittima era in procinto di essere seguita, osservata, assaporata. Si, era stato troppo veloce per lui prendere la vita di Marine, ma non aveva esperienza di questa estrema anticipazione. Forse se lui l’avesse avuta, lei avrebbe potuto capire in tempo… avrebbe potuto salvare Marine dall’agonia di essere soffocata.
Si scrollò di dosso le catene di piombo della colpa, catene che potevano costare un’altra vita, e seguì la sua prima linea di pensiero. Di recente l’istinto ridestato diceva che la chiave di tutto risiedeva nel rispondere alla domanda del perché Marine e questo nuovo obbiettivo ispiravano queste reazioni diverse nell’autore del reato.
Mentre lei combatteva con quell'interrogativo, l’oscurità svanì dalla sua coscienza. Il killer era stato placato dalla sua remissività, ma quello era un effetto non affidabile. Lui avrebbe potuto anche facilmente decidere di violare la sua mente la prossima volta. Comunque, lei non poteva pensare a quella possibilità proprio adesso. Perché qualcuno la stava osservando. E quel qualcuno rizzava tutti i peli del suo corpo.
Aprì gli occhi, e si ritrovò a fissare Nikita Duncan, un Consigliere e una delle più pericolose donne nella Rete. Il veleno della sua mente era presumibilmente il più letale del più mortale virus biologico. E lei aveva trovato Faith nelle grinfie di una visione oscura.
Faith si spazzolò e stirò la parte posteriore del suo vestito.
– Consigliere Duncan. –
– Scusami se ti ho disturbata. – Gli occhi a mandorla di Nikita erano inquietantemente focalizzati. – Pensavo che le tue visioni si svolgessero in un ambiente controllato. –
Faith scosse la testa e disse una mezza verità.
– Qualche volta attivo inavvertitamente un grilletto mentre considero come approcciare meglio un progetto, oppure la mia mente semplicemente trova questi dintorni più favorevoli ad una particolare visione. –
– Capisco. Bene, suppongo che non sei lontana dalle guardie, cosi non c’è nessun motivo per allarmarsi. –
E nessuna reale privacy.
– No. – incontrò gli occhi di Nikita. – Cosa posso fare per te oggi, Consigliere? –
L’ultima cosa che Vaughn si aspettava di vedere, quando saltò oltre il recinto e rintracciò l’odore di Faith in una parte nascosta della proprietà, era la sua compagna conversare approfonditamente con Nikita Duncan. Consapevole che la madre di Sascha era un potente telepate, permise alla bestia di raggiungere la superficie della sua mente, se lei lo avesse notato, poteva non riconoscerlo come changeling. Mantenne anche una considerevole distanza tra di loro. Ma lui poteva ancora sentire ogni parola di quello che dicevano. E quello che sentì gli fece desiderare di fare a brandelli il ramo dell’albero sotto i suoi artigli.
– Tu non sei stupida, Faith. Tu dovresti sapere perché io sono qui. –
– Certamente. Comunque, io sono curiosa di conoscere la ragione della mia nomina. – La voce di Faith era fredda ed efficiente come uno scalpello, completamene differente da come suonava quando parlava con Vaughn. Lo sconvolse realizzare che lei era una brava attrice, si domandò quale personalità era reale e quale fasulla.
– Ci sono cose che tu non saprai fino a che non sarai stata accettata. –
– Capisco la necessità per il Consiglio di celare cose confidenziali, ma ad essere completamente onesta, non credo di avere nessun vantaggio rispetto agli altri possibili aspiranti. –
I capelli neri, dritti come un righello di Nikita si muovevano intorno ad un volto che non assomigliava per nulla a quella di sua figlia.
– Chi metteresti su quella lista di aspiranti? Sono curiosa di vedere quanto te ne intendi del pulsare della Rete. –
– Se non le importa, Consigliere, terrei i miei pensieri per me. – Faith guardò in direzione di Vaughn e aspettò che lei entrasse in contatto con la sua mente, ma lei non lo fece. Deluso, nonostante la sua rabbia, lui continuò ad osservare. Ed ascoltare. – Ci sono alcuni nomi di cui è meglio non parlare in anticipo. –
– Vero. – Nikita restò in silenzio per qualche secondo. – Il tuo controllo è vasto. –
Faith non disse nulla e lui realizzò che era perché Nikita aveva fatto un’affermazione, non posto una domanda. Era la fredda logica degli Psy in operazione. E Faith non aveva perso un colpo.
– Come fai ad avere notizie se sei avvolta nell’ovatta? – Domandò Nikita.
– La PsyNet. –
– Avevo l’impressione che gli F-Psy raramente frequentassero la Rete. –
– Alcuni di noi lo fanno. – C’era consapevolezza nel suo tono ed il predatore in Vaughn lo apprezzava. Lei non poteva rischiare di apparire debole di fronte a Nikita, una donna cosi senza cuore che aveva tagliato i rapporti con sua figlia così facilmente come un’altra donna poteva buttare la spazzatura.
– Bene. Prima che vada, dovresti sapere che alcuni Consiglieri non sono favorevoli alla tua nomina. – Nikita guardo il suo orologio. – Aspettati una convocazione entro la prossima settimana. –
Vaughn mantenne la sua posizione nascosta fino a che l’odore di Nikita non fu dentro la macchina che aspettava al cancello. Poi seguì le tracce della sua infida preda umana in un'altra sezione isolata del complesso. Gli occhi di Faith si spalancarono quando lui atterrò di fronte a lei in forma di giaguaro ma lei non indietreggiò.
– Vaughn. Pensavo di averti visto. –
Lui sapeva che lei stava mentendo. Lei non l’aveva visto. Lo aveva sentito. Che lei non volesse ammettere quella verità aggiungeva solo benzina sul fuoco della sua rabbia.
Urtandola con la testa fino a che lei non percepì il messaggio e si sedette sul terreno, lui andò dietro il tronco nodoso di un albero vicino per trasformarsi. Una parte di lui voleva scioccarla con la sua nudità, ma c’era anche molta rabbia in lui ora, ma non voleva contaminare il risveglio sessuale di lei con il rosso sangue della furia. Era un bene che lui avesse utilizzato gli istinti del giaguaro subito dopo aver visto Faith e nascosto diversi capi di vestiario lì vicino. Avendo già recuperato un paio di pantaloni, li indosso prima di ritornare da lei.
Lei stava aspettando con le braccia avvolte intorno alla sue ginocchia, osservando per lui l’esatta direzione da cui lui era arrivato, nonostante lui non avesse fatto nemmeno un suono. – Vaughn, le guardie ––
– Fanno abbastanza rumore da attirare una guarnigione, per non parlare del fatto che puzzano di paradiso Psy. – Si accovacciò di fronte a lei, ma non la toccò. Non aveva abbastanza fiducia in sé stesso.
– Cosa? –
– Non preoccuparti. Che diavolo stava facendo la madre di Sascha qui? –
Quegli occhi blu notte, che erano rimasti sull’orlo della consapevolezza, si consolidarono.
– Non hai nessun diritto di parlarmi in questo modo. Se hai intenzione di intimidirmi e farmi fare qualsiasi cosa per cui sei venuto, puoi andare a rifugiarti in qualche buco scuro e restare li! –