CAPITOLO 15
Faith si ritrovò incapace di chiudere le sue dita completamente intorno ad esso. Come poteva qualcosa di così grande adattarsi al suo corpo? E perché era consumata dalla curiosità di scoprirlo?
Lui non disse una parola da quell’ultimo comando abbaiato, il suo intero corpo agile e duro che batteva solo per lei. Nelle sue mani lui era quasi insopportabilmente setoso, la pelle rivestiva la sua durezza delicatamente, sorprendendola. Lei non aveva pensato che il suo giaguaro poteva essere delicato ovunque. Fu l’ultimo pensiero coerente che ebbe.
Lei fece scorrere il suo pugno chiuso su e giù la sua ingrossata lunghezza, soddisfacendo l’animale dentro di lei, il primitivo essere che conosceva solo la fame, il bisogno, ed il sesso. Il suo petto le faceva male cosi intensamente che lei soffriva nel non potersi strappare i suoi vestiti e si strofinò contro il petto di lui, ma quello avrebbe significato liberarlo e lei non valeva farlo. Tutto ciò che lei voleva era stringerlo ed accarezzarlo più volte. Ed un’altra volta.
– Fermati, Faith. –
Lei fu scossa dalla sgradita interruzione e pensò alle altre milioni di cose che voleva fargli. Per prima cosa, avrebbe posato la sua bocca sul suo petto dorato scuro e gustarsi il sudore ed il calore così seducentemente vicino. Forse lei si sarebbe anche tolta i suoi vestiti come preludio ad incollare il suo corpo accaldato contro il suo.
– Baby, fermati. – Una mano si annodò nei suoi capelli.
Lei tentò di allontanarsi, ma lui era troppo forte. Poi l’altra grande mano maschile coprì le dita che lei aveva intorno alla sua erezione e tentò di calmarla. Lei reagì affondando le unghie della sua mano libera nel suo petto mentre stringeva la sua erezione più forte.
Il suo ruggito fece rizzare tutti i peli del suo corpo. Lei si aspettava che la mordesse. Questo le andava bene. Ciò che non si aspettava era che lui stringesse la mano che aveva posato sulla sua, premendo fino a che lei non pensò che lui l’avrebbe costretta a fargli del male.
– No! – Lei lo lasciò.
Lui indietreggiò fuori portata con la velocità del giaguaro, così veloce che lei dovette aggrapparsi al palo per reggersi in piedi. La sua testa girava. Si ritrovò con la mano libera tesa verso di lui.
– Vaughn. – Era vicino ad un singhiozzo. – Per piacere. –
– Shh. – Lui arrivò dietro di lei prima ancora che lei lo vedesse muoversi. – Lasciati mettere giù. –
– Giù? – Il bisogno le brulicò sulla pelle, spinto contro i muri della sua pelle. Ma quando lei stava per voltarsi, lui usò le sue mani per tenerla immobile.
Lottando con la frenetica rabbia selvaggia, si contorse e scalciò, la sua mente non aveva nessun ricordo delle sue capacità offensive. In quel momento, lei era una creatura completamente fisica ed in tale ambito, lui era troppo forte.
– No! No! – Turbolenti nuvole di rabbia si addensarono oltre il lampo.
Vaughn continuò a trattenere Faith immobile mantenendo la presa sulla parte alta delle sue braccia, mentre si assicurava che nessun’altra parte del suo corpo la toccasse.
– Alza i tuoi muri, baby. – Il giaguaro combatteva la sua scelta, ma una promessa era una promessa.
– No! –
La parola fu così fortemente ostinata, che lui sapeva che qualunque cosa la stesse guidando non era ancora sana e salva.
– Vedi la foresta di fronte a te? – Un imbronciato silenzio. Poi,
– Si. –
– Ci sono altri lì che possono vederci. –
– Altri? –
– Si. Vuoi che gli altri mi vedano? – Lui parlò ad una parte di lei che lei non sapeva esistesse quando era proprio quella parte che stava peggiorando la sua fame.
La risposta arrivò subito.
– No. –
– Allora alza i tuoi scudi. – Se lei fosse stata pienamente cosciente, avrebbe potuto sfidarlo dicendogli che potevano anche semplicemente entrare nel rifugio. Ma di certo, lei non era neppure lontanamente vicina all’essere cosciente.
Il suo corpo rabbrividì, ma smisero di discutere. Le ci volle molto tempo per dire,
– Smettila di toccarmi adesso. E per piacere mettiti qualche vestito. –
Lui non la respinse questa volta, fece esattamente come lei aveva chiesto. Lo aveva quasi ucciso allontanarsi dalla promessa di ciò che avrebbe potuto essere.
Sembrava come se il sovraccarico sensuale avesse mandato in corto-circuito alcune delle altre linee del condizionamento. Un'ora dopo essere stata in bilico sull’orlo della pazzia, Faith sedeva sulla sedia a dondolo finendo una tazza di caffè, Vaughn era una presenza più che viva appoggiato alla ringhiera di fronte a lei. Eppure, la sua mente pensava a qualcun altro.
– Mia sorella si chiamava Marine. – Era un deliberato passo nella fiducia. – Lei aveva solo ventidue anni, ma era già parte integrante dell’economia dello PsyClan. – Vaughn non disse una parola. Forse sapeva che lei aveva semplicemente bisogno della sua presenza, aveva bisogno di sapere che lui sarebbe stato lì per reggerla se fosse caduta. Dopo tutto anche lui aveva perso una sorella.
– Noi eravamo meno che conoscenti, anche se la vedevo forse una o due volte l’anno. Ma cercavo di sapere sempre di lei.
L’ho sempre giustificato come il restare in contatto con l’intero PsyClan, ma era una menzogna. Io volevo conoscere mia sorella. – Aveva salvato ogni rapporto scolastico, ogni registro di allenamento. – Lei era una cardinale telepate. – Lo fissò per vedere se aveva capito.
I suoi occhi non si illuminarono, ma tuttavia furono trafitti dalla soffice oscurità della notte. – Estremamente potente. –
– Si. – Lei sorseggiò il caffè. Riscaldava il suo corpo, ma non poteva nulla per il freddo dentro di lei. – La maggior parte dei telepati sono specializzati in qualche modo, ma Marine era una telepate pura, lei poteva mandare e ricevere a distanze che non puoi nemmeno immaginare. – Lei voleva che lui capisse la bellezza della squisita mente di Marine.
– Perché era così importante se avete la Psynet? –
– E’ vero che la Rete ci permette di comunicare e incontraci senza badare alla nostra posizione fisica, ma comporta un livello di vulnerabilità. Le nostre menti possono essere danneggiate mentre siamo connessi. Inoltre ogni cosa detta nella Rete, anche parole pronunciate dietro il più spesso dei muri mentali, diventa in qualche modo una parte della Rete. Nessuno può essere capace di accedervi, ma i dati sono li. Usare la telepatia elimina entrambi i fattori. Nessuna possibilità di essere danneggiati. Nessuna registrazione di qualche tipo. –
– Perfetta sicurezza, – annuì Vaughn. – I suoi servigi dovevano essere stati molto richiesti.
– Si. – Lei invece aveva sottratto del tempo al suo fitto programma di lavoro per allenarsi su come tenere alzati gli scudi per i giorni in cui la sua mente sarebbe crollata.
– Ti somigliava? –
Faith scosse la sua testa. – Il nostro DNA materno era differente. Dopo la mia nascita, lo PsyClan decise di non rischiare producendo un altro cardinale F. Noi abbiamo tanto valore solo perché siamo rari e loro non volevano saturare il mercato. – Quel freddo ragionamento le era stato spiegato tempo fa, nessuno sembrava considerare l’impatto psicologico che poteva avere su una bambina per realizzare che lei era nulla se non un prodotto creato per uno scopo molto specifico.
– Cosi gli M-Psy selezionarono un numero di candidati materni la cui storia generica mancava di qualsiasi veggente. – Loro avevano anche scelto donne altamente telepati, per la ragione che un giorno Faith avrebbe avuto bisogno di un custode, e suo padre preferiva mantenere il potere strettamente nelle mani della famiglia.
– Funzionò. Marine era un Tp cardinale con nessuna traccia delle abilità della designazione F. Aveva la pelle come… come il caffè latte, e una voce mentale cosi pulita, aveva la risonanza di una campana perfettamente accordata. Sua madre era dei Caraibi. –
– Ma lei viveva con il tuo PsyClan? –
– Faceva parte del contratto di riproduzione. Il lato materno della sua famiglia era interessato a vedere se anche loro potevano produrre un F-Psy, così mio padre permise di usare il suo materiale genetico su un'altra donna nella loro stirpe. La risultante prole maschile non è mai stata considerata parte del NightStar, come Marine non era mai stata considerata un membro della famiglia Caraibica. – Fece una pausa per guardare il suo viso. – Non hai capito. Nemmeno io. Non penso che ci riuscirò mai. Se ci fossi riuscita, non avrei avuto così fame di conoscere di Marine.
Di solito immaginavo di giocare con lei da bambina, prima di essere condizionata a non avere quel tipo di immaginazione. Lei era questa fantasia e tutto ciò di cui avevo bisogno in un amico. –
Ma mai nella realtà c’era stato qualche accenno di amicizia nel loro rapporto reciproco, due perfetti Psy con acqua ghiacciata che scorreva nelle loro vene.
– Adesso non avrò mai la possibilità di conoscerla. Lei se n’è andata. Per sempre.
Lei aveva lo sguardo fisso su un punto dietro la spalla di Vaughn. Quando lui si mosse per mettersi in piedi accanto a lei, la sua mano accarezzò i suoi capelli sciolti, lei non gli disse di allontanarsi. Lei aveva bisogno di sapere che lui avesse ascoltato il suo dolore silenzioso, che lui conoscesse Marine. Qualcuno doveva sapere, qualcuno doveva ricordare nel caso Faith non avesse potuto farlo.
Una singola lacrima scese lungo il suo viso ed era la prima volta che una cosa simile fosse mai accaduta, da quello che ricordava. Era fuoco liquido attraverso la sua pelle, così caldo, così puro.
– Lei è stata uccisa per soddisfare la sete di sangue, la sua vita è stata spenta perché l’oscurità aveva fame di dolore e tortura. Ed io ero troppo debole per fermarla. – Lei liberò le dita di una mano e le sfregò sul suo cuore, tentando di alleviare la colpa che stava girando un coltello dentro di lei.
– Non possedevi le capacità. – La voce di Vaughn era così consapevolmente gentile che feriva.
– Io non l’avevo? O forse non volevo vedere quello che le visioni stavano tentando di dirmi, sono stata molto più di una codarda. –
– Il rimorso non andrà mai via, – le disse con la franchezza dei changeling, – ma puoi fermarlo dall’essere così corrosivo. –
– Come? –
– Facendo qualcosa che riequilibri la bilancia, salvando il figlio o la sorella di qualcun altro.
La lama tagliente della consapevolezza affettava ogni parola.
Lei fissò il suo viso, senza sorprendersi di trovare i suoi occhi completamente in forma felina.
– Mi racconterai di lei? – Lei sapeva che questo giaguaro aveva sempre camminato solo. Ma lei voleva che lui si fidasse di lei almeno un poco.
La mano di lui si fermò sui suoi capelli.
– Mia sorella patì la fame fino alla morte perché io ero troppo giovane e debole per trovare abbastanza cibo per mantenerla in vita. E sento la sua mancanza ogni giorno della mia vita.
Faith si allungò con uno sforzo per dare conforto, era la prima volta nella sua vita che lo faceva.
La mano che appoggiò sulla gamba di lui era timida, ma la mantenne cosi tanto e, anche se lui non disse nulla per rispondere al gesto, lui iniziò ad accarezzarle di nuovo i capelli.
– Come si chiamava? –
– Skye. – La sua voce si affievolì fino a che sembrò più un grugnito che umana. – I nostri genitori ci abbandonarono nel territorio dei predatori con nient’altro che i vestiti sulle nostre schiene. –
– Ma loro erano changeling. –
– Essere di origine animale non è una garanzia contro il male. – La gamba di Vaughn divenne dura roccia sotto la sua mano. – I miei genitori non erano malvagi, ma erano stati coinvolti in una setta, io dovevo pensare a mantenermi in salvo. –
Lei restò in silenzio, tentando di dargli quello che lui le aveva dato.
– I miei genitori erano molto giovani e non sposati quando ebbero me, la maggior parte dei giaguari non seguono le tradizioni umane. Skye nacque tre anni dopo. Quando lei aveva due anni e mezzo, loro si unirono ad una nuova chiesa e si sposarono. Poco dopo, rinunciarono ai loro beni terreni ed iniziammo a vivere in un gruppo. – La sua voce era dura. – Questo non avrebbe avuto importanza se non avessi iniziato ad accorgermi del modo in cui alcuni degli 'anziani' guardavano Skye. Lei era solo una bambina e loro volevano mettere le loro mani su di lei. –
Faith non riusciva ad immaginare niente di così orrendo.
– Tu l’hai protetta. –
– Io l’ho uccisa. – Vaughn aveva vissuto con quella consapevolezza per più di due decadi. – Io ero sempre con lei, rifiutavo di permettergli di avvicinarsi. Ero etichettato come un ragazzo problematico e i miei genitori dovevano punirmi secondo la loro nuova religione. Ore di bastonate, di isolamento, di sentirmi dire che ero “pieno di peccato” .
Aveva avuto paura che loro fossero arrivati a Skye mentre lui era impotente, ma i suoi genitori non dovevano essere stati completamente persi perché avevano sempre tenuto Skye vicino mentre lui subiva le punizioni. – Quando divenne chiaro che io non avevo intenzione di cedere e che avevo insegnato agli altri ragazzi a diffidare degli anziani, troppo, iniziarono una campagna per sbarazzarsi di noi. Dissero ai nostri genitori di provare la loro devozione al loro nuovo Dio rinunciando ai 'frutti del peccato', ai bambini che avevano generato fuori dal matrimonio. –
– Come hanno potuto…? – Faith scosse la sua testa con stupore e lui realizzò quanto forte avesse stretto la sua mano nei suoi capelli.
Addolcendo la sua presa, sistemò la massa setosa.
– I miei genitori impiegarono molto tempo per acconsentire poi con riluttanza. – Ma alla fine, sua madre non era stata capace di guardalo senza vedere il peccato e suo padre aveva smesso di ascoltare tutto quello che Skye aveva da dire. – Quando ci misero nella macchina e ci dissero che non saremmo più tornati indietro, eravamo cosi felici. – Riusciva a ricordare ogni sfaccettatura scintillante della speranza che aveva afferrato il suo cuore di bambino di dieci anni. Poiché nonostante tutto, era ancora un bambino.
– Invece, ci portarono nel profondo della foresta e ci lasciarono li. – Erano stati sopraffatti dal male con cui erano stati indottrinati. Skye aveva gridato e tentato di inseguirli, ma loro erano dei giaguari adulti e lei era una bambina. In seguito, Vaughn aveva atteso fino a che lei non fosse troppo esausta per continuare a correre e poi lui doveva trovare un posto per nascondersi.
– Oh, Vaughn. –
– Lei morì tra le mie braccia cinque giorni dopo. – Il suo cuore si era spezzato quasi completamente quel giorno e lui non era mai stato sicuro che si sarebbe ricomposto. – L’ho seppellita in una caverna. – Dove non sarebbe mai piovuto e lei non avrebbe mai avuto freddo di nuovo. – Dopo, decisi di continuare a camminare. Volevo ritrovare i miei genitori così li avrei potuti uccidere. –
– Come ne sei uscito? – La sua voce era dolce, non emettendo nessun giudizio sul suo bisogno di vendetta.
– Non l’ ho fatto. Collassai due giorni dopo. – Ma anche esausto, spezzato e perso, era stato catturato dagli artigli del più vile tipo di rabbia. – Quello che non sapevo era che stavo camminando inavvertitamente nel territorio del DarkRiver. – Se solo i loro genitori li avessero lasciati un po’ meno in profondità nella foresta, anche Skye sarebbe sopravvissuta.
– Una sentinella mi trovò nel giro di poche ore. Appena fui in grado di parlare mi chiesero che cosa era successo ed erano pronti a versare sangue in mio nome. Ma non fu necessario. I miei genitori erano morti ormai. –
Lui sentì lo shock di Faith nell’improvviso scatto della sua testa.
– Cosa? –
– Mia madre tentò di venirci a riprendere. – Saperlo gli dava un certo senso di pace, come se in qualche modo avesse pensato ad un Dio migliore. – Mio padre era determinato a fermarla. Due giaguari adulti che combattono in forma animale possono fare molti danni, la uccise, poi si suicidò. –
Faith si alzò e la mano di lui scivolò dai suoi capelli.
– Mi dispiace. – Avvicinandosi, lei toccò la sua guancia con una carezza che non durò più di un semplice secondo.
Comunque, lui sapeva esattamente quanto doveva esserle costato dopo il suo precedente collasso.
– E’ stato meglio così. Se fossero stati vivi, sarei stato quello che li avrebbe uccisi. – E che avrebbe potuto distruggerlo al di là di ogni speranza di redenzione. – Il DarkRiver fece una soffiata all’Enforcement su quel culto, fu fatta irruzione e soffocato. Poiché le vittime includevano umani che erano contrari alla pena di morte, loro vennero incarcerati anziché sottoposti alla legge changeling. – Sangue per sangue, carne per carne, vita per vita. La sentenza non gli aveva lasciato nulla su cui focalizzare la sua rabbia, la sua furia.
Avrebbe potuto fare del male, ma il DarkRiver non lo lasciò.
– Come sei sopravvissuto? – Chiese Faith, circondandosi con le sue braccia. – Come? Con quale dolore? Come, Vaughn? Come puoi essere stato così forte? –
– Qualche volta la rabbia può essere una buona cosa. Ti sostiene quando non ti rimane nient’altro. – Incontrò quegli occhi color del cielo notturno, così misteriosi, così belli. – Arrabbiati, Faith. Usa il bisogno di vendetta come un tuo scudo contro l’oscurità mentre lo insegui. –
– Cosa succede se non ce l’ho? Se sono troppo debole? –
– E se lo hai? – ribatté lui. – e se devi solo aprirgli la porta? –
Faith tornò nel complesso appena in tempo. La console delle comunicazioni suonò appena uscì dalla sua stanza la mattina presto. Era Anthony di nuovo.
– Padre. –
– Faith ho qualche informazione per te. –
– Capisco. – Spense lo schermo e ritornò nella sua stanza. Si chiuse in se stessa, si appoggiò contro il muro, chiuse gli occhi ed aprì una porta sul piano psichico. La coscienza errante di Anthony la stava aspettando appena uscì. Come lei, lui preferiva viaggiare in incognito, la sua vera forza mascherata da modelli fuori dall’ordinario.
– Seguimi. –
Furono dietro i muri di una volta del NightStar meno di un minuto dopo in tempo reale. La maggior parte delle persone che volevano la privacy nella Rete tendevano ad usare una semplice stanza che poteva essere creata istantaneamente. Sicuramente, lo stato di sicurezza di quella stanza dipendeva dalla forza dello Psy impegnato nella sua creazione.
In contrasto, il NightStar clan poteva permettersi di mantenere un numero di stanze permanenti sulla Rete, sostenendole con un costante flusso di potere proveniente dalla maggior parte dei suoi membri. Tutte le stanze erano impenetrabili per quanto riguardava l’hacking, ma Faith si chiedeva se il NetMind era in grado di penetrarvi a suo piacimento. E se poteva, allora il Consiglio aveva un modo per recuperare i dati ad essa collegati?
– Io ho alleati nei ranghi del Consiglio, – le disse Anthony. – Persone vicino ai Consiglieri. –
– Che cosa hai saputo? –
– Tu sei uno dei candidati favoriti per rimpiazzare il Consigliere Enrique. –
– Chi sono gli altri? – Faith mantenne la sua psiche mentalmente calma. Non poteva permettere che il suo stato mentale distrutto trapelasse dalla sua facciata. Suo padre era uno Psy fin troppo forte per non percepire l’anomalia.
– Sembra che sia stato avanzato il nome di un M-Psy, ma il Consiglio è concentrato su di te e su un Tk chiamato Kaleb Krychek. –
– Ho sentito il suo nome menzionato in relazione a diversi eventi che avevano a che fare con il Consiglio. –
– Giusto. Kaleb è salito molto in alto nei ranghi alla sua giovane età, sta per compiere ventisette anni. E’ molto competente ad interpretare ed iniziare giochi di potere. –
– Mentre io non ho nessuna esperienza di tali giochi strategici. –
– Hai un vantaggio che a lui manca. –
– Io sono un F-Psy. – Ed il Consiglio godeva essendo in una posizione di potere. Le sue capacità avrebbero incrementato quel potere di diversi gradi.
– Ho preparato un file su Kaleb. – Le mostrò il punto nella stanza dov’era conservato e lei scaricò le informazioni nella sua mente errante.
– E’ pericoloso ed ha certamente ucciso, nonostante la mancanza di prove. –
– Starò attenta per evitare di diventare la vittima di un inaspettato incidente. –
– Non è chiaro chi dei Consiglieri ti stia supportando e chi favorisce Kaleb, perciò non abbassare la guardia con nessuno di loro. –
– Loro non sono Psy per cui lascerei mai la mia guardia abbassata. –
– Chi ti ha avvicinato? –
– Shoshanna Scott. –
– Qual è stata la tua impressione? –
– Che lei non ha espresso nessun giudizio. – Eccetto per il sangue sulle sue mani. Faith schiacciò quel pensiero non appena si era risvegliato. Non poteva permettere di evidenziare la sua presenza nella Rete. – Presumo che sarò contattata dagli altri a tempo debito. –
– Se hai bisogno di parlarmi in qualsiasi momento, non preoccuparti delle formalità. Procedi. –
Lei annuì, pensando che fosse un privilegio. Anthony poteva essere suo padre, ma solo pochi eletti avevano il diritto di iniziare un contatto telepatico con lui.
– Certo. Grazie per il file. Lo studierò attentamente. –
Intendeva esattamente questo. La sua mente poteva star iniziando ad andare fuori controllo, ma non era ancora andata e nemmeno lei. Forse poteva ancora recuperare la sua sanità mentale e la sua vita come una Psy, la sola vita che sapeva come vivere.
Quello a cui si rifiutava di pensare era l’inevitabile conseguenza del raggiungimento di quell’obiettivo, non essere più in grado di sperimentare la squisita agonia delle emozioni che le piacevano oltre che ferirla… mai più potersi abbracciare con un giaguaro.