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Chapter 13

CAPITOLO 12


CAPITOLO 12

Faith si svegliò appena in tempo per vedere Vaughn sollevarsi attraverso il lucernario. Era cosi agile, cosi forte, e così esotico che lei non poteva far altro che esserne affascinata.

– Che cosa hai intenzione di fare per me? – lei sussurrò a lungo dopo che lui se ne fu andato.

La notte prima, lei era frammentata, il condizionamento rotto e sentiva. Ma aveva pagato un duro prezzo: la sua mente si era letteralmente fermata come se si fosse addormentata. E c’era stato dolore, un dolore così straziante. Non l’aveva lasciato vedere neanche a Vaughn in quale misura: in qualche modo sapeva che il suo dolore l’avrebbe ferito. Ma adesso lei si permetteva di ricordare l’agonia, ricordare il freddo vuoto della sua mente chiusa sezione per sezione.

Lei aveva reagito ai changelins sin da quando li aveva incontrati, reagito a Vaughn. Non solo lei gli aveva permesso di toccare i suoi sentimenti, aveva iniziato a considerare la possibilità di rompere il Silenzio. Oggi lei pensava diversamente. I blocchi non potevano essere superati così facilmente. Si, in qualche modo lei aveva costeggiato i livelli superiori del proibito, era stata capace di sopportare qualche tocco, sperimentare qualche emozione. Ma nel momento in cui aveva tentato di andare più a fondo, era stata punita con una rapidità brutale.

Era completamente chiaro per lei adesso che il dolore di sicuro era stato costruito durante il condizionamento per mantenerlo intatto. Era una classica tecnica Pavloniana, dolore per un comportamento sbagliato, premi per quello buono. Come un adulto lei avrebbe potuto ragionare fuori dagli schemi, ma come un bambino lei sarebbe stata vulnerabile in un modo che era inimmaginabile.

Tutto ciò che loro avrebbero dovuto fare sarebbe stato ferirla abbastanza volte per un comportamento inappropriato, in modo che lei evitasse il dolore e rispettasse le loro richieste. Era anche certo che il dolore focalizzato non era il solo metodo utilizzato per garantire il rispetto.

Comunque, lei aveva ipotizzato che esso fosse uno dei principali componenti della sezione per la modifica del comportamento del Protocollo.

La sua conoscenza delle basi fondamentali del condizionamento significava che lei poteva essere capace di romperlo? La questione più difficile era, lei voleva? La notte scorsa, lei aveva detto che desiderava essere di più della donna che era. Ma per diventare quella donna, avrebbe dovuto rinunciare a tutto ciò che aveva conosciuto fino ad allora, voltando le spalle a tutto il suo mondo. Avrebbe dovuto abbandonare suo padre, il suo PsyClan, tutta la sua gente.

E tutto ciò che ci avrebbe guadagnato sarebbe stato una vita all’esterno con un razza completamente diversa dalla propria. Lei non aveva nessuna idea su come andare d’accordo con loro, una razza che la considerava un abominio contro natura. No, lei pensò che non era completamente corretto. Vaughn non sembrava considerarla una macchina insensibile. Ma anche lui voleva cambiarla, per non essere quello che lei era, frantumare il Silenzio e vivere una vita diversa.

Ma essendo Faith NightStar, un F-Psy Cardinale e fulcro delle attività del Gruppo NightStar, non era una scelta facile.

Vaughn fece un sonnellino in forma animale sugli alti rami di un albero per un paio d’ ore prima di dare il cambio della guardia a Mercy.

Quando la vide aspettare vestita nella forma umana, lui realizzò che lei voleva camminare. Mutando, afferrò i pantaloni che lei gli aveva gettato e li indossò.

– Che cosa c’è? –

– Niente di importante, – disse lei. – Volevo sapere se potevi coprire il mio perimetro per due venerdì da adesso. Ho un ultima riunione. – Mercy lavorava per il CTX, un network di comunicazioni fondato dal DarkRiver e dallo SnowDancer di comune accordo. Era una buona posizione per una sentinella, il lavoro forniva una base agli affari del Branco e la direzione era pienamente comprensiva. Probabilmente perché la direzione era formata da lupi e gatti.

– Nessun problema. –

– Come sta andando con il tuo ultimo pezzo? –

– E’ finito. – Lui aveva già iniziato un nuovo progetto. Una scultura in marmo di una donna che era passione e calore tentazione e mistero. – Se incontri Barker, puoi dirgli che è pronto da portare?

Mercy annuì, i suoi capelli rossi soffiavano dolcemente nel vento. Il colore gli ricordò Faith, anche se i capelli della sua Psy erano più scuri, più come le ciliegie mature.

– Lo farò. – Lei salutò. – Ci becchiamo dopo. –

Vaughn decise di fare una parte della guardia in forma umana, la sua velocità e forza era più che abbastanza per catturare la maggior parte degli intrusi. Appena si mosse, lui considerò il suo nuovo pezzo. Sapeva che sarebbe stato favoloso, il migliore che avesse mai fatto. Sapeva anche che non l’avrebbe mai venduto.

La foresta scorreva dietro di lui mentre correva, la sua mente correva sulle curve di una donna con gli occhi blu notte. Ma non era cosi distratto da non intravedere un leopardo dorato dove avrebbe dovuto esserci solo foresta. Ritornando sui suoi passi, seguì l’odore per trovare due cuccioli impegnati in una falsa battaglia. Il suo ruggito li aveva separati e spostato l’ attenzione su di lui. Loro sapevano che erano in un grosso guaio.

– Io penso di aver sentito Tamsyn dire che aveva intenzione di trascorrere la giornata con Sascha. – Incrociò le braccia sul petto, ipotizzando come Tamsyn, guaritrice del DarkRiver e madre di cuccioli, affrontava la sua doppia dose di problemi senza strapparsi i capelli. – Cosa avevate intenzione di fare qui fuori? – I cuccioli erano incuriositi dalla natura, non era inusuale per loro perdersi mentre esploravano, ma erano al sicuro nelle terre del DarkRiver. Però avevano ancora bisogno di regole. E la prima regola era, nessuno spostamento di oltre un miglio lontano dalla casa dove avrebbero dovuto essere.

I cuccioli si stesero sui loro ventri e miagolarono, tentando di uscirne ingraziandosi Vaughn.

– Io non sono Sascha o vostra madre, – gli disse, anche se si stava divertendo. Quei due sarebbero diventati ottimi soldati quando fossero cresciuti.

Avrebbero anche attratto le donne allo stesso modo di Kit, uno dei più giovani adulti, che aveva molto successo.

– Andiamo. –

Alzandosi, iniziarono a camminare con passo felpato a loro modo verso di lui. Gemelli identici in forma umana, Julian e Roman erano identici anche nella forma di felino. Solo quelli che li conoscevano molto ben potevano distinguere l’ uno dall’altro. Vaughn era sempre stato capace di farlo, forse perché la sua bestia era più potente.

Riportandoli nella zona sicura, si accovacciò alla loro altezza.

– Voi conoscete le regole. Sono per la vostra protezione e per assicurarsi che le donne non diventino matte. – Questa non era una bugia. Le femmine madri erano spesso spinte allo stremo da azioni pericolose che i cuccioli e i giovani facevano. – Volete che Sascha impazzisca mentre vi cerca? –

Una piccola scrollata delle teste dei micini.

– Allora restate nel perimetro. – Lui sapeva che Sascha poteva rintracciare i gemelli usando i suoi poteri psichici, ma questo non alterava le regole.

Una piccola zampa artigliata graffio il suo braccio. L’altro lo raggiunse dall’altro lato del suo corpo. Lui ridacchiò.

– No, io non sono così pazzo. Venite, andiamo a dire a Sascha che state bene. – Cambiando, gli permise di giocare alla lotta con lui per un paio di minuti prima di scortarli alla tana dalla quale erano scappati. Sascha era ferma ai piedi dell’albero.

– Penso che vi metterò un guinzaglio a tutti e due, – disse lei, suonando molto, molto sicura e molto, molto Psy. – E non vi avevo detto qualcosa sul trasformarvi in gatti se vi comportavate male? –

Entrambi i cuccioli si immobilizzarono.

– Cosa ne pensi, Vaughn? –

Lui annuì in accordo. Julian lo guardò come se lui fosse un traditore e Roman tentò di nascondersi dietro un albero.

Ridendo, Sascha prese Roman per la collottola del suo collo e baciò la sua faccia infuriata. Julian si avvicinò ed iniziò a ringhiare per attirare l’ attenzione. Appena lo afferrò, Sascha annuì a Vaughn.

– Grazie per aver ritrovato la Terribile Coppia. Ti giuro, mi sono girata un secondo e loro se n’erano andati. –

Lui fece un profondo, roco suono per farle capire che era tutto a posto.

– Sto lavorando con Zara su un nuovo progetto per una delle nuove case nel complesso, – gli disse, riferendosi alla loro consulente di progettazione, che era esterna al Branco.

– Apparentemente i lupi non sono felici. – Quando lui ringhiò, lei sorrise. – Si, lo so. Dannati lupi. Tu sei contrario come ogni altro, nessuno di voi è pronto ad accettare pienamente il nuovo patto. –

Julian e Roman si dimenarono tra le sue braccia e lei guardò in basso.

– Okay, okay. Andremo in città ad incontrare Lucas e Nate. – Sentendo nominare Nate, il loro padre, I cuccioli si eccitarono. – Ho dei vestiti per voi due piccole bestie nelle macchina. –

Appena Vaughn stava per allontanarsi, Sascha disse,

– Come sta? –

Lui scosse la testa. Faith non era assolutamente arrivata al punto in cui aveva bisogno che fosse. E lui non era a proprio agio nell’ammettere che aveva bisogno di qualcuno così profondamente.

Faith aveva già prodotto una previsione lucrativa per le Firefly Industries quando la sua console delle comunicazioni suonò. Usò il suo telecomando per cliccare su on, ma la chiamata fu interrotta prima che potesse parlare. Scrollando le spalle, lo considerò un codice errato e scese dalla sedia.

– Sto andando a fare una passeggiata, – disse lei all’M-Psy sul suo canale.

– Di alle pattugli di non disturbarmi. – Era la stessa richiesta che faceva dopo ogni volta che aveva una visione particolarmente forte. I suoi sensi Psy sembravano sempre funzionare al più alto livello in seguito a certe visioni. Lei finiva per ascoltare tutto ciò che la circondava, includendo il chiacchiericcio delle menti presumibilmente schermate delle guardie.

Comunque, oggi non sentiva nulla della sua ipersensibilità usuale, aveva infatti il controllo totale a dispetto di quello che era accaduto la notte precedente. E lei voleva privacy per pensare sul perché accadeva questo. Decidendo che il suo semplice vestito a mezza coscia poteva bastare, uscì nella fresca aria pomeridiana.

Non poteva vedere le guardie, ma sapeva che loro erano li. Non che loro fossero molto attente, Vaughn stava entrando e uscendo senza problemi.

E a lei non importava alla fine. La notte scorsa aveva ammesso che aveva paura della furia omicida delle visioni oscure. Oggi, si permise di ammettere che le piaceva Vaughn, le piaceva la sua ferocia e anche la sua pericolosità. Ma alcune emozioni più forti continuavano ad essere al di là della sua portata.

Nessuno nel mondo changeling poteva capire cosa significava trascorrere un periodo di vita senza emozioni e poi improvvisamente essere invasa da esse da tutte le parti. L’ oscurità aveva portato la minaccia ed il male, la lussuria psicopatica ed il bisogno sadico nella sua vita. Lei avrebbe potuto piegarsi sotto quel peso se Vaughn non avesse portato piacere, desiderio, e giocosità. Lui non era un maschio facile di cui occuparsi, ma questa era una parte di quello che lo rendeva così incredibilmente affascinate. La notte scorsa lei si era ritrovata faccia a faccia con l’animale che viveva così vicino alla superficie della sua umanità e...

– Faith NightStar. –

Lei fissò la snella, quasi delicata brunetta che era apparsa dalle ombre dei un abete verde scuro. Non poteva esserci nessuno in quei territori tranne lei e le sue guardie.

– Chi sei? –

Un freddo sorriso che non fece nulla per illuminare quei pallidi occhi blu.

– Interessante. Tu sei cosi isolata che anche se hai fatto un considerevole lavoro per noi, non sei a conoscenza della mia identità. –

La memoria traballò al suono di quella voce.

– Shoshanna Scott. – Un membro del Consiglio Psy e la sua bellissima e fotogenica faccia pubblica.

– Mi dispiace disturbarti nella tua privacy, ma non volevo che questa conversazione fosse registrata. –

– Mi hai chiamato prima, – disse Faith, conscia di questo sapendo con i sensi in lei. Era consapevole anche di essere in presenza di qualcuno di molto pericoloso, una donna che poteva attaccare senza preavviso e senza il controllo dell’'animale' che aveva incontrato solo poche ore prima.

– Si. Noi stavamo osservando il tuo monitoraggio. E’ notevole. –

Faith aspettò qualunque cosa fosse quello che il Consiglio voleva da lei. Le loro richieste erano sempre state riportare attraverso lo PsyClan, ma forse questa era una previsione che volevano mantenere completamente sotto controllo.

– La tua precisione è impressionante, Faith. –

– La ringrazio. –

– Camminiamo? –

– Se le fa piacere. – Lei sapeva come parlare al Consiglio – poteva essere stata isolata, ma non era stupida.

– C’è qualcosa che vuoi che tenti di prevedere? – Tentare, perché le previsioni non avvenivano su comando. Ma se Vaughn aveva ragione, poteva essere in grado di insegnare alla sua mente di controllare le visioni che potevano manifestarsi. Era un pensiero seducente.

– Volevo semplicemente parlarti. – Shoshanna unì le sue mani dietro la sua schiena, il suo vestito nero su nero faceva apparire le sue dita bianche come un cadavere. – Di solito indossi questo tipo di vestiti? –

Faith sapeva che non era un normale modo di vestire Psy.

– E’ più comodo per i Medici quando è necessario che intervengano. – Comunque, la realtà era che lei preferiva… le piaceva, indossare abiti.

– Certamente. Non ho mai veramente parlato con qualcuno della designazione F. Cosa significa vedere il futuro? – I pallidi occhi blu si fissarono su di lei appena si fermarono accanto ad un piccolo stagno.

– Non avendo vissuto in nessun altro modo, non posso fare un paragone, – disse lei , ricordandosi di stare molto attenta. Un piccolo errore e Shoshanna avrebbe capito che qualcosa non era proprio a posto in questo particolare F-Psy. – Comunque, mi ha dato uno scopo in un periodo in cui la maggior parte degli Psy rimangono immaturi. –

– Tu stai prevedendo da quando avevi tre anni? –

– Ufficialmente. Ma la mia famiglia ha registrazioni mentre stavo facendo accurate predizioni non verbali anche più giovane. – Lei lo ammise perché riteneva che Shoshanna già conoscesse la sua storia, i Consiglieri lo facevano normalmente per conoscere le cose delle quali volevano parlare.

– In che modo il passaggio attraverso il Protocollo ha influenzato le tue abilità? –

Il Protocollo. Il Silenzio. Una scelta fatta generazioni fa per fermare la violenza, ma che era anche riuscito a cancellare la gioia, il divertimento, e l’amore. Aveva reso gli Psy una razza robotica senza emozioni che eccelleva negli affari e nella tecnologia ma che non produceva nessuna forma d’arte, nessuna grande musica, nessun lavoro di letteratura.

– La mia capacità di ottimizzare le visioni è cresciuta al ritmo del mio progredire attraverso il Protocollo. Invece di aver bisogno di diversi marcatori per determinarle, ho iniziato ad avere bisogno solo di uno o due. – Quello che lei non aveva mai riferito era che con i suoi progressi, aveva anche finito per avere le visioni oscure.

L’inaspettata memoria era apparsa in un lampo argentato. Era come se l’ incoraggiamento di Shoshanna avesse sbloccato uno scomparto segreto della sua mente, aprendo i suoi occhi al fatto che c’era stato un periodo della sua infanzia in cui lei aveva visto l’ oscurità.

Mantenere la sua espressione calma era diventato un esercizio di autocontrollo.

– Interessante. – Shoshanna iniziò a camminare di nuovo. Faith la seguì in silenzio. L’ altra donna era bellissima, ma faceva parte del Consiglio, nessuno riceveva quel posto senza aver versato sangue. L’occhio della sua mente tremò e, per un istante, poté vedere letteralmente la sostanza rosso scuro macchiare le mani della Consigliera. La visione se n’era andata cosi velocemente com’era arrivata, ma prese in considerazione l’avvertimento. Perché lei aveva visto molto di più del sangue, aveva avuto anche una consapevolezza. Un giorno, prima o poi, Shoshanna Scott aveva intenzione di avere il sangue di Faith NightStar sulle sue mani.

A meno che non potesse cambiare il futuro. Ecco perché gli F-Psy erano così preziosi, il futuro che loro vedevano non era fisso. Le imprese potevano intercettare un rivale se sapevano che questo rivale stava per mettere sul mercato un importante invenzione, oppure acquistare azioni di una società di cui era stato previsto un aumento. Faith non aveva mai visto prima qualcosa che aveva il potenziale per incidere in modo cosi diretto su di lei..

– Sei soddisfatta dal tuo lavoro? – La voce di Shoshanna era un suono freddo che attraversava il sussurro delle foglie nel vento.

Faith non sapeva ciò che voleva Shoshanna cosi decise di rispondere con la verità.

– No. E’ diventato troppo facile. potrei prevedere le tendenze di mercato nel sonno se ne avessi la necessità. Non c’è sfida. – Il Protocollo poteva avergli strappato le emozioni, ma non aveva fatto nulla per abbattere il loro bisogno crescente di uno stimolo mentale. – Io sono la migliore in questo emisfero. L’unica nell’Emisfero Meridionale che occasionalmente mi sfida è Sione dello PsyClan PacificRose. –

– Non ti sei mai applicata per mirare ad una posizione più alta. –

Faith iniziò ad ottenere un sentore di quello a cui la visita era dovuta, ma non poteva riuscire a crederci. – Come succede, avevo iniziato a prenderlo in considerazione recentemente. Ma siccome la mia età potrebbe essere un ostacolo, ho pensato di aspettare e studiare. –

– Molto efficiente. – Shoshanna attualmente sembrava impressionata dalla menzogna. – Nessuno penserebbe di monitorare un cardinale con designazione F per quel tipo di progetto. Hai imparato nulla di interessante? –

Faith decise per l’ onestà ancora una volta, presupponendo che Shoshanna quasi certamente già sapeva.

– Ci sono segnali di dissenso nella PsyNet. La perdita del Consigliere Santano Enrique in circostanze piuttosto misteriose ha generato un instabile livello di speculazione. –

– Cosa pensi che dovremmo fare per contenere la speculazione? –

Faith non era sicura che lei volesse fermarla, il dibattito ed il cambiamento potevano essere meglio per la Rete rispetto ad una ferma obbedienza. Ma c’era da dire che avrebbe potuto attrarre il tipo sbagliato di attenzione.

– Io sono sicura che il Consiglio ha pensato ad una soluzione molto migliore di qualunque cosa io possa offrire. –

Di nuovo, Shoshanna sorrise con quel freddo sorriso Psy, qualcosa che Faith non aveva mai adottato. Se lei non sentiva nessun divertimento o speranza, perché avrebbe dovuto sorridere?

– Non preoccuparti di offendermi, Faith. Voglio sapere cosa faresti. –

– Darei alle masse una risposta. Una risposta concreta. Nulla ferma le congetture più rapidamente dell’inconfutabile verità. – Ma ciò che aveva intravisto nella Rete aveva rivelato una insoddisfazione più profonda. Il Consiglio aveva già perso terreno, importante terreno. Non importava cosa dicessero adesso, alcune persone non sarebbero rimaste convinte.

Shoshanna si fermò e Faith realizzò che erano ritornate al loro punto di incontro. – Il tuo punto di vista è quello che io condivido. Forse noi potremmo ulteriormente discutere la questione in futuro. –

Riconoscendo il congedo, Faith annuì.

– Non vedo l’ora, Consigliere. – Poi voltò la sua schiena alla donna che un giorno avrebbe avuto il suo sangue sulle mani e ritornò a casa sua con passo tranquillo. La cosa positiva di Shoshanna è che non era un felino come Vaughn e che non poteva avere avvertito il battito irregolare del suo cuore.

Comunque, una cosa buona era venuta fuori da quell’incontro, lei poteva mentire a suo padre dritto in faccia e richiedere la privacy per le ragioni precedentemente discusse. Fece esattamente quello appena entrò in casa.

– Sei stata contattata? – Domandò Anthony.

– In un certo senso, – disse lei vagamente, iniziando ad accettare che la sua originale menzogna non sarebbe stata mai qualcosa di semplice. – Non credo sia opportuno parlare di questo sul network comune per le comunicazioni. –

– Certamente. Incontriamoci. –

Quella era l’ultima cosa che lei voleva. – Non ancora, Padre. Suscitare qualsiasi sospetto in questa fase potrebbe essere pregiudizievole. – Per la sua salute certamente. Lei aveva sentito il tipo di cose che gli aspiranti facevano per sbarazzarsi della concorrenza.

Anthony annuì.

– Tienimi aggiornato. La prossima volta, usa la PsyNet. –

– Si, signore. –

Quella notte, l’ oscurità non venne. Ma neanche Vaughn. La parte razionale di Faith le diceva di utilizzare la tregua all'assalto ostante ai suoi scudi Psy per rafforzare e potenziare quelle linee del condizionamento che rischiavano la rottura totale. Ma quella parte razionale non aveva nessuna possibilità contro i ricordi della notte prima, le ossa frantumate dal terrore e la salvezza pericolosa del tocco di un giaguaro.

La verità era, che lei si aspettava di trovarlo lì dopo l’intensità della note precedente, stava facendo affidamento sulla sua presenza fisica, lei, una donna abituata a nessun altro della sua specie. E adesso lui non era lì. Non che questo importasse. Lei era una Psy, si disse appena si mise sotto le coperte e modellò il suo inspiegabilmente scomodo cuscino in una forma migliore. Lei non provava nulla. Certamente non disappunto e rabbia.