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Chapter 13

Capitolo 12


12

La porta si chiude e la voce di Farrah rimbomba nell’appartamento. «Dio, giuro che venire a vivere con te è stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso, nonostante i glitter che mi escono pure dalle orecchie.» Mette giù la borsa. «Cos’è questo profumo paradisiaco?»

«Torta» rispondo con voce monocorde, fissando il cesto di cazzi appeso all’ingresso.

«Oh, la piccola Farrah adora le torte. Di che tipo?» Entra in cucina e prende una forchetta.

«Alla vaniglia, ripiena di frutti di bosco e crema al burro.» Non le dico che ho dovuto fare l’impasto due volte perché la prima l’ho sbagliato. Do la colpa alla mia distrazione, non al fatto che non riesco mai a preparare una torta decente al primo colpo. Del resto, mi sto esercitando per questo.

«Porca puttana, sembra deliziosa. Dov’è?»

«A raffreddare.» Sto ancora fissando il ricamo, quando Farrah mi infilza la spalla con la forchetta.

«Ehi, che cos’hai? Hai preso qualche droga? Se è così, dimmi quale, perché potrebbe servire anche a me dopo la giornata che ho avuto.»

Continuo a fissare il cesto di cazzi, con lo sguardo di Alec impresso a fuoco nella memoria.

Imbarazzo. Disperazione.

Rimpianto.

E poi la speranza.

Ho visto tutti questi sentimenti scorrere e scontrarsi in lui quando ha ammesso che la sua relazione con Thad non è delle migliori. E io sono rimasta completamente tramortita. Avevo già dei sospetti, visto il continuo battibeccare che si alzava dalla loro postazione e il contrasto esplosivo tra l’apatia di Alec e il perenne fuoco del fratello.

Ma tutto quel dolore nei suoi occhi quando me l’ha detto… accidenti, mi ha squarciata in due. Non riesco neppure a immaginare di trattare Cohen come un estraneo – solo il pensiero mi fa mancare il respiro. Il mio rapporto con mio fratello, e con tutta la mia famiglia in realtà, è fondamentale per me. Faccio affidamento su di loro quando mi serve supporto morale, quando vivo un bel momento o quando ho bisogno di essere incoraggiata. Sono i miei tifosi numero uno. Sembra che Alec non abbia niente di tutto questo.

Mi sono sempre chiesta cosa nascondesse dietro quegli occhi verdi e ora lo so: la paura di perdere Thad.

Quell’espressione sul suo viso, quella voce triste… non penso ad altro da quando sono tornata dal negozio di dolci. Il che mi ha fatto piombare in uno strano stato d’animo, mi sembra di non sentire più nulla. Ho compiuto le azioni necessarie per preparare la torta senza pensare, meccanicamente. Non ho prestato attenzione a quello che stavo facendo, non ho pensato a come decorare il dolce e sicuramente non ho documentato i miei progressi su Instagram, alla faccia delle mie promesse. A dirla tutta, non ho proprio idea di come sia arrivata ad avere due torte nel mio frigo. Vi siete mai ritrovati in macchina, di fronte alla meta che dovevate raggiungere, senza riuscire a ricordarvi come e quando ci siete arrivati? È così che mi sento in questo momento.

«Ehi, ci sei?» Farrah mi schiocca le dita davanti agli occhi, distogliendo la mia attenzione dal ricamo.

«Sì, scusa.» Scuoto la testa e prendo un profondo respiro. «È stata una giornata strana, tutto qui.» Allungo le braccia sopra la testa. «Credo che andrò a sdraiarmi un attimo. Mi sa che ho esagerato con gli assaggini.»

«Okay…» risponde, cercando di non essere invadente. «Vuoi che faccia qualcosa con questa glassa?»

Ho preparato la glassa?

Do un’occhiata alla scodella bianca accanto a un mucchio di frutti di bosco spezzettati. Dio, ho avuto un vero e proprio black out.

«Ehm, lasciala lì. Tornerò per metterla sul dolce, e poi potremo darci dentro.»

«Certo, sì.» La mia amica mi studia ancora un po’. «Sicura che non ci sia niente di cui vuoi parlare?»

Oh, ci sono così tante cose di cui mi piacerebbe parlare con lei. Ma dopo la nostra ultima conversazione su Alec, sono abbastanza sicura che non mostrerebbe alcuna simpatia per quell’uomo.

«Sto bene. Solo un po’ intontita.» Le do un rapido bacio sulla guancia e mi fiondo nella mia stanza.

Chiudo piano la porta, mi butto sul letto e prendo il telefono, che era in carica sul comodino. Lo stacco, apro Instagram e clicco sui messaggi, sperando segretamente che ce ne sia uno da ChrisEcrafts.

Niente da fare.

Non so cosa mi aspettassi: altre scuse? Un aggiornamento sulla torta che sta cucinando? Magari una battuta o un insulto, come quelli che ci scambiamo di solito? Sarebbe comunque meglio di niente.

Mi mordicchio il labbro inferiore. Dovrei mandargli un messaggio, chiedergli di farmi vedere come sta venendo la torta? Ma solo a pensarci mi tremano le gambe. Invece clicco sul suo profilo ed esamino le banali immagini di repertorio che ha spacciato per sue. Guardandole meglio, noto che sono state tutte postate ieri. Se fossi stata più attenta, me ne sarei accorta immediatamente. Ma come potevo sospettare che Alec Baxter avesse creato un profilo falso solo per cercare di strapparmi qualche informazione?

Per spiarmi… un lieve sorriso si insinua sulle mie labbra.

Quell’uomo ha creato un profilo falso.

Ha chiacchierato con me sul “procrascreare”, il che significa che si è sobbarcato pure qualche ricerca.

Sembra che conosca abbastanza i social – nonostante il suo atteggiamento snob – da partorire l’idea di setacciare le mie storie Instagram per trovarmi.

Si è messo uno strano cappello e degli occhiali da sole.

Mi ha seguito per tutto il negozio, assicurandosi di prendere tutto ciò che sceglievo…

Sorrido.

Ha armeggiato rumorosamente con dei barattoli.

Sorrido ancora di più.

Si è inventato una folle passione per le noci di macadamia solo per salvare la faccia.

Mi viene da ridere e mi copro la bocca.

Più ripenso all’intera scena, più diventa divertente.

Così distante da quello che mi sarei aspettata da un uomo che sembrava avere del pane bagnato nei pantaloni.

E quando si è messo a farneticare di palle del negozio?

Alec Baxter, il tipo con le scarpe eleganti. L’uomo delle palle.

Adesso ho quasi le lacrime agli occhi.

Se Farrah sapesse che sto ridendo da sola come un’isterica, penserebbe che ho ufficialmente perso la testa.

E forse è proprio così, perché prima che possa fermarmi mi ritrovo a scrivere un messaggio al profilo Instagram di Alec.

LunaMoonCrafts: Ti stai godendo le tue noci?

Ancora sdraiata sul letto, mi copro di nuovo la bocca per non ridere. Non devo attendere a lungo.

ChrisEcrafts: Non sapevo che fossero così squisite.

Sorrido, mi rigiro nel letto per sdraiarmi di lato e scrivo di nuovo.

LunaMoonCrafts: Eppure eri così convinto che fossero le tue preferite.

ChrisEcrafts: Oh sì… lo sono… le mie preferite in assoluto. Ne ingoio una dopo l’altra.

LunaMoonCrafts: Devi avere una gola molto profonda.

ChrisEcrafts: Una dote che può rivelarsi utile.

LunaMoonCrafts: Rilevo un certo senso dell’umorismo o sbaglio?

ChrisEcrafts: Sto davvero leggendo delle parole vere? Non solo dei versi canini?

Rido di gusto e i miei occhi si fiondano verso la porta. Aspetto qualche secondo per essere sicura che Farrah non stia accorrendo per vedere che succede.

Non arriva. Devo mantenere la calma.

LunaMoonCrafts: È stato strano, vero?

ChrisEcrafts: Voglio dire, è la prima volta che una ragazza mi abbaia contro, specialmente una con le tue zanne.

LunaMoonCrafts: È la prima volta che un ragazzo mi fa incazzare così tanto da farmi abbaiare.

ChrisEcrafts: Devo ricordarmelo la prossima volta che qualcuno mi fa incazzare.

LunaMoonCrafts: Cosa non darei per vedere l’elegante e sofisticato Alec Baxter che si fa uscire dalla bocca un bel guaito.

ChrisEcrafts: Non guairei – non sono mica uno stupido chihuahua. Sono un San Bernardo. Un bel ringhio tutto di diaframma, è così che abbaierei.

Trattengo a stento le risate.

LunaMoonCrafts: Se tu avessi la barba ti crederei. Ma così su due piedi ti vedrei più come un levriero.

ChrisEcrafts: Dovrei sentirmi insultato, ma ammetto che in un certo senso mi si addice.

Questa conversazione non dovrebbe divertirmi così tanto. Non dovrei nemmeno parlargli in realtà, ma a quanto pare è più forte di me. Tra lo stress della competizione, la pressione costante per fare del mio meglio per mio fratello e Declan, la consapevolezza inaspettata che Alec sta faticando anche più di me, e che ci tiene davvero… be’, insomma, ho raggiunto il punto di rottura.

Mi arrendo.

Voglio concedermi il permesso di parlare con qualcuno che sa davvero cosa sto passando.

LunaMoonCrafts: Sono contenta che tu sia d’accordo. Come sta venendo la torta?

ChrisEcrafts: Aspettavo che me lo chiedessi. Ti mando una foto.

Appena l’immagine si carica, scoppio a ridere così forte che mi fa male il naso.

«Oh mio Dio» dico a bassa voce guardando quell’ammasso informe, sbriciolato e rattoppato alla bell’e meglio. Almeno non sono scarsa quanto Alec. Sembra il modellino di un vulcano. Non c’è nessuna logica: la glassa è buttata qua e là completamente a caso, i frutti di bosco spuntano da tutte le parti. E ci sono così tante briciole che sono piuttosto sicura che si sia dimenticato di ungere le teglie.

ChrisEcrafts: Sono fottuto, vero?

LunaMoonCrafts: È comunque… qualcosa.

ChrisEcrafts: Non ho mai preparato una torta in vita mia e ora capisco il perché. È stato terribile.

LunaMoonCrafts: Allora non vorrai vedere la mia.

ChrisEcrafts: Fammi indovinare, perfettamente simmetrica, con un profumino da sogno? L’esatto opposto dell’orrenda pila che in questo momento si trova nella mia cucina? L’ho tirata fuori dal forno e sono rabbrividito. Neanche l’odore era buono. Penso di averci messo qualcosa di sbagliato.

LunaMoonCrafts: È carino che tu ci abbia provato. E a essere onesta, ho completamente rovinato il mio primo impasto. Aveva un sapore orribile e non ti saprei dire il motivo.

ChrisEcrafts: Mi batte il cuore, Luna Rossi sta ammettendo un’imperfezione.

LunaMoonCrafts: Ne sei orgoglioso?

ChrisEcrafts: Non proprio, in realtà. Non ho niente di cui essere orgoglioso, ma continuerò a provare con questa cosa della torta. Sono determinato. Domani farò un secondo tentativo. Qualche consiglio?

LunaMoonCrafts: Ungi le teglie prima di metterci l’impasto.

ChrisEcrafts: Non mi stupisce che tu abbia più di cinquecentomila follower.

LunaMoonCrafts: Com’è andato il secondo round?

ChrisEcrafts: Anche la tua torta ha dei bubboni?

Seduta sul letto con un tè sul comodino, sorrido e scuoto la testa. Ho trascorso la giornata a rimettermi in pari sui miei progetti e a mangiare la torta che ho preparato ieri sera – per fortuna non sapeva di veleno per topi. E per tutto il tempo mi sono chiesta quando avrei avuto ragguagli sul secondo tentativo di Alec.

Dopo che gli ho dato qualche consiglio, ieri sera, si è disconnesso sostenendo di doversi disfare delle “prove”… Gli ho augurato buona fortuna e poi sono tornata in cucina. Ho finito di mettere la glassa sulla torta e mi sono chiesta come fosse possibile che quell’uomo avesse sbagliato in modo così clamoroso.

LunaMoonCrafts: Non direi. Penso che avrò bisogno di una foto.

ChrisEcrafts: Aspetta. Ti avverto che è un film dell’orrore.

Mi arriva la foto e quasi cado dal letto in un attacco di riso. Per fortuna Farrah aveva un appuntamento stasera, quindi posso fare tutto il rumore che voglio. Sul piano della cucina, senza nemmeno un piatto sotto, c’è una torta a dir poco sbilenca. Ha una forma più ragionevole di quella di ieri, ma sembra sul punto di rovesciarsi perché in corrispondenza di ogni livello c’è un enorme “bubbone” deforme, che rende le superfici incredibilmente irregolari.

ChrisEcrafts: Sembra che stia per prendere vita e mangiarti la faccia, no? A essere onesti, credo che potrebbe essere la reincarnazione della torta di ieri. Shhh! Non dirlo a nessuno!

LunaMoonCrafts: Ho paura per la tua vita.

ChrisEcrafts: Quello che mi chiedo è: come ha fatto a rimettersi in piedi e ad arrampicarsi su per le scale tirandosi fuori dalla spazzatura qui sotto?

LunaMoonCrafts: Fossi in te mi assicurerei che non abbia una chiave del tuo appartamento. Magari ha fatto delle copie e le sta distribuendo in giro.

ChrisEcrafts: Merda, non ci avevo pensato. Sto già tremando.

LunaMoonCrafts: È il momento di cambiare le serrature.

ChrisEcrafts: Sto già telefonando a un fabbro.

LunaMoonCrafts: Non voglio disturbare la tua telefonata ma, se ti può interessare, credo che tu abbia esagerato mescolando l’impasto.

ChrisEcrafts: Sì può esagerare anche mescolando? Gesù. Non ne avevo idea.

LunaMoonCrafts: Cucinare è una scienza. Ci sono infiniti modi di sbagliare.

ChrisEcrafts: Me ne sto accorgendo. Cazzo… Ci sto provando davvero, a parte gli scherzi, sento che deluderò Thad anche stavolta. È una pillola dura da mandar giù.

Mi dispiace per lui, sul serio. Non riesco neppure a immaginare come ci si senta a stare nei suoi panni (pur considerando che nel suo caso i “panni” sono abiti eleganti con tanto di mocassini). Dev’essere dura gestire un rapporto già difficile con un fratello e avere di continuo la sensazione di deluderlo. Mi stringe il cuore e mi fa venire voglia di fare qualcosa di stupido.

Di molto stupido.

LunaMoonCrafts: Se vuoi posso insegnarti come si fa.

Premo invio e mi rendo conto di aver commesso un terribile errore.

Per insegnarglielo dovrei andare a casa sua, oppure lui dovrebbe venire qui. Un momento, no, qui no. Farrah andrebbe su tutte le furie.

Trattengo il respiro, sperando che sia una di quelle persone che a proposte del genere rispondono inevitabilmente “Oh no, non ti ruberei mai del tempo prezioso.”

ChrisEcrafts: Lo faresti davvero?

Merda. E ora?

Mi mordo il labbro. Più tempo ci metterò a rispondere, più gli darò l’impressione che la mia offerta non fosse reale. Cosa verissima, tra l’altro, ma non voglio che mi prenda per un’insensibile. E anche se ci siamo comportati molto male l’uno con l’altra in passato, sento che abbiamo voltato pagina. Probabilmente dovrò andare fino in fondo, anche se solo a pensarci sudo freddo. Oh Dio, perché mi sono avvicinata a lui, così tanto che mi pare di sentirne il profumo? E perché quest’uomo odora come uno che è appena uscito da una vasca di feromoni?

Cazzo, concentrati.

Per farla breve: ormai devo accettare le conseguenze di quello che hanno scritto le mie dita traditrici. Non ci sono alternative.

LunaMoonCrafts: Sì. Ma mi devi un favore.

ChrisEcrafts: Ti offro la cena. Qualsiasi cosa.

Merda. Cena e cucina.

Sembra un appuntamento.

LunaMoonCrafts: Ho un debole per i tacos.

Dio, perché l’ho scritto? Le mie dita sono più rapide della mia testa nel reagire a quello che sta succedendo.

ChrisEcrafts: Perfetto, anch’io. Presumo che viviamo nello stesso quartiere, il che significa che probabilmente conosci Stuff My Shell.

Argh. È il mio ristorante messicano preferito.

LunaMoonCrafts: Come fai a sapere che viviamo nello stesso quartiere?

ChrisEcrafts: La tavola calda, ricordi? Ci va solo gente di zona.

Cavoli, me ne ero dimenticata. A quanto pare lui no, invece. Che cos’ha, la memoria di un elefante? Gli elefanti hanno una buona memoria, vero? Mi pare che si dica “ha la memoria di un elefante”…

LunaMoonCrafts: Sei proprio un elefante.

ChrisEcrafts: Ehm… Sto cercando di interpretare quello che hai detto, ma in questo momento ho qualche difficoltà a risolvere il mistero. Un piccolo aiuto sarebbe gradito.

Ah, ma guarda un po’, qualcuno è nel panico adesso. Come quando si trovava nella corsia degli estratti, con una pila di barattoli di noci di macadamia in precario equilibrio.

LunaMoonCrafts: Hai presente il detto… avere la memoria di un elefante? *Faccina imbarazzata*

ChrisEcrafts: È bello sapere che in questo rapporto non sono l’unico a cui piace fare il buffone.

Oh, Dio. Rapporto. So che l’ha detto nel senso di “amicizia”, ma ho comunque un tuffo al cuore. Che di certo non migliora la piccola, minuscola, assolutamente insignificante cotta che potrei – o forse no; magari è solo l’effetto di un’indigestione – aver preso per lui.

Spero che il formicolio allo sterno che sento in questo momento non sia dovuto al suo umorismo, alla sua umiltà, alla sua onestà. No, dev’essere il cibo cinese che ho mangiato a pranzo.

Ma poi…

ChrisEcrafts: Certo, io sono il re dei pagliacci, ma anche tu stai mostrando qualche segno di buffoneria, e questo mi solleva molto.

Sto sorridendo tantissimo.

Un sorriso da guancia a guancia.

Il tipo di sorriso che un osservatore esterno coglierebbe al volo, del tipo: “Oh-oh, a cosa dobbiamo tanta allegria?”

Risposta: a Alec Baxter, l’ultima persona al mondo che avrei pensato potesse farmi sorridere. Di certo sa come farmi arrabbiare, ma sorridere? Mi sorprende.

ChrisEcrafts: Allora… Tacos e torta? Domani sera alle sei? Ci stai?

Non credo di avere scelta.

LunaMoonCrafts: Ci sto. Mandami il tuo indirizzo. Preparati a sgobbare.

ChrisEcrafts: Non chiedo di meglio.