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Chapter 12

CAPITOLO 11


CAPITOLO 11

– Cosa? – chiese lei, quando lui continuò a fissarla.

– Posso vedere i fulmini. –

– Come? – Lei scosse la testa ma non si scostò dal suo abbraccio, e quello gli disse tutto ciò che aveva bisogno di sapere.

– Grazie. –

– Prego. –

Gli diede uno sguardo diffidente.

– Perché sei stato così disponibile? –

Perché il felino trovava divertente giocare con lei.

– Io sono sempre disponibile. –

La diffidenza si trasformò completamente in incredulità.

– Stai giocando con me come farebbe un felino. –

Sorpreso dalla sua rapida comprensione, scrollò le spalle.

– Io sono un felino. –

– Hai ragione. – Poi lei fece qualcosa che lo sorprese maledettamente. Riconquistando il suo corpo, lei fece un profondo respiro ed appoggiò il più fugace dei baci sulle sue labbra.

– Grazie. Non sarei potuta scappare da sola. –

Pura rabbia spazzò via la sua giocosità.

– Che diavolo avevi intenzione di fare da sola in quel tipo di visioni? –

– Lo sai che non posso controllarle. –

Stringendola più stretta con le mani che minacciavano di far uscire gli artigli, fissò dritto in quegli occhi tempestati di lampi.

– Così impari. –

Faith sbatté gli occhi, non sicura su come gestire Vaughn nel suo attuale umore. Ma tutto ciò che aveva imparato sui predatori, su di lui, le diceva di non mostrare la sua mancanza di sicurezza.

– Io difficilmente posso imparare a controllare qualcosa senza regole, – puntualizzò lei, – e non ce n’è nessuna per gli F-Psy, nessuna che assicuri che le visioni verranno sempre quando io voglio farle venire. Si, io di solito posso farle partire con alcuni trucchi, ma non posso bloccarle per lunghi periodi di tempo. –

– Chi lo dice? –

– I miei allenatori, lo PsyClan, il Consiglio… –

Capì chiaramente.

– Perché non mi avrebbero insegnato a bloccare le visioni se ci fosse un modo? –

– Cosa avrebbe significato questo controllo per lo PsyClan? –

– Avrebbe contribuito a un considerevole aumento dei redditi , – disse lei. – Io potrei farlo su comando, non ci sarebbe stata nessun pericolo di avere una visione durante il sonno o in ogni altra situazione in cui il mio ricordo potresse essere compromesso, come accade qualche volta adesso. Così il loro non avermi insegnato il controllo, se loro sanno come ottenerlo, non avrebbe senso. –

– Faith, perché vivi in questa casa circondata da sensori? –

Lei non voleva rispondere e l’impulso era così diverso da ogni tipo di comportamento razionale che lei sapeva che non poteva concederselo.

– Qualche volta le visioni sono particolarmente dure sia per il mio corpo che per la mia mente. Ho bisogno di essere monitorata in caso abbia bisogno di assistenza. –

– E se tu potessi controllare le visioni, allora potresti contenerle fino a che non fossi in un luogo sicuro. Non avresti più bisogno di essere intrappolata qui. –

Faith allontanò lentamente le sue mani dal corpo di lui.

– Tu mi vuoi dire che loro non mi insegnano il controllo perché in questo modo io sono dipendente da loro, la mia abilità a loro completa disposizione. Io non ho nessuna scelta se non quella di prevedere. –

– Quello che voglio è che tu usi quel tuo sensibile cervello Psy per te: se loro sono in grado di guidare le tue visioni ad essere redditizie e focalizzate sul business, non pensi che loro potrebbero essere in gradi di guidarti a decidere se vorresti avere o no una visione in qualche momento particolare? –

Per un membro di una razza nota per agire prima e pensare dopo, aveva fin troppo ragione. – Ad ogni modo, – disse lei, invece di controbattere la sua logica inconfutabile, – io non posso controllarle adesso e non posso assolutamente controllare le visioni oscure. Né posso rischiare di tradire il degrado della mia condizione chiedendo un ulteriore addestramento. –

– Tu sei un cardinale. – Vaughn le girò il mento fino a che lei non poté più evitare di incontrare quel selvaggio sguardo dorato. – Non hai bisogno che nessuno ti tenga per mano. –

– Ma ho bisogno che qualcuno tenga lontano l’oscurità. –

Non c’era nessun modo in cui lei potesse diventare abbastanza abile nel controllo, se il controllo era mai possibile, abbastanza in fretta da combattere il suo crescente potere.

– Io non posso spezzare la sua presa quando si aggrappa a me. –

– Forse perché hai bloccato ciò di cui hai bisogno per combatterla. –

Si allontanò dal suo petto e scivolò giù per inginocchiarsi accanto a lui.

– Le emozioni. –

Lui si stese sulla schiena, agendo come se questo fosse il suo territorio. Lei aveva letto di come ai maschi predatori changelings piacesse reclamare il territorio, sia che si trattasse di terra o di compagne di letto. Fiamme la attraversarono di nuovo, un ricordo della precedente tempesta.

– Fuoco per combattere il fuoco, Rossa. –

L’ eco dei suoi pensieri avrebbe potuto sorprenderla se non fosse stata concentrata a mantenere i suoi occhi sui movimenti dell’altro corpo sdraiato cosi sconsideratamente sul suo letto.

Grande e pericoloso, c’era allo stesso tempo qualcosa di tenero in Vaughn.

– Non posso. – Scosse la testa per dissolvere lo strano desiderio. – Tu non capisci l’estensione della pazzia che affliggeva gli F-Psy prima dell’attuazione del Protocollo del Silenzio. – Lei aveva visto i documenti, documenti che nessuno avrebbe potuto alterare. – La documentazione della mia stessa famiglia mostra generazione dopo generazione di quei pazzi. –

– Quanti in una generazione? –

Lei innescò i dati memorizzati nella sua mente. – Almeno uno. –

– Quanti F-Psy in ogni generazione? –

– Il NightStar PsyClan ha sempre prodotto un numero insolitamente alto della designazione F. Ogni generazione ne ha avuto almeno uno, ma qualche volta due, F cardinali e poco meno di dieci sul Gradiente di preveggenza. –

– Uno in undici o dodici sembra una percentuale abbastanza buona rispetto a quello che stai affrontando adesso. –

Di sicuro sarebbe impazzita a venti o trent’anni se fosse stata fortunata, condannata a trascorrere i successivi cinque o sei decenni bloccata nell’inferno della sua mente frammentata.

– Ma quelli che diventarono pazzi prima, erano giovani. Cosa accadrebbe se io sono quella difettosa in questa generazione? Se io rompo il Silenzio, impazzirò. –

– E se non lo rompi, trascorrerai la tua vita in una gabbia. –

– E’ così facile da dire per te – Scosse la testa. – Tu sei cresciuto all’esterno, sentendo e sperimentando tutto. Tu non puoi neanche immaginare cosa mi stai chiedendo di prendere in considerazione. –

Una grande mano si appiattì sulla sua schiena, pollici nudi sulla curva del suo sedere.

– Guardami, Faith. –

Lei girò il suo corpo fino a quando le sue dita non sfiorarono quasi il jeans sulla coscia, gli occhi sul viso di lui. Lui non le stava chiedendo niente e rimase così. Ma lei era diversa.

– Tutta la mia vita che io ricordi, l’ho vissuta in questo edificio. Anche la libertà di accesso alla PsyNet mi era quasi stata allontanata da qualche leggero condizionamento. – Condizionamento che lei aveva rotto da sola, stava realizzando con una serenità che non poteva pienamente spiegare. – Io sto cambiando questo. Ho intenzione di entrare nella Rete ed esaminare le informazioni che ha da offrirmi. –

– Nulla di tutto questo implica lasciare il tuo piccolo bozzolo sicuro. –

Era la risposta ottusa di un uomo il cui lato animale chiaramente non vedeva nessuna ragione per mentire.

– Pensi che questo mi renda una vigliacca, che potrei uscire di qui e sperimentare il mondo. Quello che non capisci è che il mondo potrebbe uccidermi. –

– Allora dimmelo. –

Lei era consapevole che non ci sarebbe stata nessuna facile accettazione da quel giaguaro disteso sul suo letto, con tutta la pelle luccicante ed i capelli giallo-oro.

– Una cosa che nessuno può falsificare è la reazione della mia designazione quando è circondata da un alto numero di individui indifesi. Tutte le specie hanno uno scudo naturale, anche se lo scudo dei changelings è più solido, lo strato più superficiale della mente, il lato pubblico, è quasi totalmente non schermato. –

– Il mio? – Le sue mascelle si serrarono.

Lei scosse la testa.

– Tu sei totalmente bloccato. Questo accade con qualche individuo, un estensione dello scudo naturale. Comunque, nel tuo caso suppongo che Sascha abbia qualcosa a che fare con questo. – Lui non rispose e lei sentì qualcosa di sconosciuto dentro di lei si attorcigliava.

– Non sono degna della tua fiducia, giusto? –

Le sue dita pressarono leggermente la sua spina dorsale.

– La fiducia si deve meritare. –

– Io mi fido di te. –

– Tu? Oppure sei costretta a farlo? –

Non c’era nessuna risposta che lei potesse dargli, perché non la conosceva. Muovendosi, sentì le dita di lui allontanarsi dalla sua schiena, ma adesso le sue dita erano appoggiate sul suo pantaloncino.

– La mente pubblica, – iniziò lei, tornado a qualcosa che le era familiare come un mezzo per riequilibrarsi, – lancia un costante bombardamento di pensieri e sensazioni. Tutti gli Psy sono allenati a schermarsi contro questi pezzi di dati casuali, nella misura in cui la maggior parte non nota più chee chiacchiere in sottofondo. Ma è stato ben documentato che gli F-Psy, non importa quanto forti sono i loro scudi, sono colpiti da questi pensieri. –

– Colpiti come? – La sua mano scivolò sotto la stoffa sottile della sua canottiera per fermarsi più in basso della colonna vertebrale.

Lei sentì il suo stomaco contorcersi in un nodo stretto.

– Devi smetterla di toccarmi. –

– Perché? –

– E’ troppo. – Specialmente dall’alto dei tradimenti che lui le stava chiedendo di attribuire alla sua gente, alla sua stessa famiglia.

– Per piacere, Vaughn. –

Lei sembrava cosi fragile seduta li, con gli occhi blu notte e la pelle color crema. Con qualsiasi altra donna, l’avrebbe distesa sul letto e tenuta stretta. Facendo questo con Faith, comunque, l’avrebbe spaventata, proprio adesso che lui non voleva renderla vulnerabile in nessun modo: l’oscurità poteva star aspettando una frattura nelle sue difese. Ma nemmeno poteva lasciarle correre quel rischio.

– Ogni volta che io faccio quello che vuoi, aiuto il tuo PsyClan ed il Consiglio ad imprigionarti. –

– Pensi veramente questo? –

– La paura del tocco è uno dei modi in cui ti manipolano. –

Le braccia che aveva avvolto intorno alle sue ginocchia si serrarono.

– Se io ti chiedo di rompere il contatto è perché sto per andare in blocco o in stato di incoscienza, con quello che stai facendo. Questo è il solo modo in cui lascerò che ti avvicini.–

La soddisfazione era il suo sangue.

– Così ammetti che me lo stai permettendo. –

Lei inclinò la testa con una superbia che avrebbe reso fiero qualsiasi felino.

– Io sono un cardinale. Noi siamo nati con molto più del potere necessario; io ho utilizzato il tempo dal nostro primo incontro su come usarli per attaccare. –

– Mostramelo. –

– No. – Seducenti nel loro bagliore di sfida, gli occhi di lei non erano più la fredda ardesia che lui aveva visto solo la notte prima. – Perché dovrei mostrare a qualcuno di cui non mi fido, e che non si fida di me, i miei segreti? –

– Touché. – Lui fece scivolare le dita su e giù sulla delicata spina dorsale di lei.

– Tu sai come saltare per la gola. –

– Mi mantiene in vita. –

Al giaguaro non piaceva sentirlo, non gli piaceva il pensiero della sua necessità di armarsi, perché questo implicava pericolo.

– Tu devi andartene. Trova un modo per rinforzare i tuoi scudi così che possa affrontare l’ esterno e andartene. –

Il sorriso di lei non mostrava nessun accenno di divertimento.

– Morirò. Questo è un fatto innegabile. In secondo luogo se io abbandono la PsyNet e perdo i biofeedback necessari, la mia mente si spegnerà. A meno che tu non possa fare per me quello che fa Lucas per Sascha. –

– Come te ne sei accorta? –

– Non sono stupida, Vaughn. E’ chiaro che c’è qualche tipo di connessione psichica tra loro due. – Appoggiò il suo mento sulle mani piegate sulle ginocchia.

– Io posso quasi toccarlo, ma non abbastanza. E’ come se fosse qualcosa di esterno alla Rete ma sfiorato da essa. –

Ognuno dei sensi di lui si mise in stato di profonda allerta. Se gli Psy potevano cogliere la Rete che connetteva il compagno Alfa alle sue sentinelle, il DarkRiver avrebbe perso uno dei suoi vantaggi tattici cruciali. Comunque, se Faith era insolita, era da scoprire il perché. Lui aveva un’ idea molto chiara della risposta, ma il felino non aveva mai attaccato prima di essere completamente certo del successo. Questo era il motivo per cui era diventato un cacciatore efficace.

– E se io avessi la capacità di portati fuori dalla Rete, pensi che mi permetteresti di farlo? – Lui premette i polpastrelli delle sue dita con un tocco più forte sulla parte più bassa della schiena di lei.

La sua spina dorsale si irrigidì.

– Non pressarmi, felino. –

Era la prima volta che lei lo aveva veramente artigliato. Intrigato, lui stese il suo palmo e scivolò fino alla curva della sua costola. I suoi seni erano così vicini che lui stava bruciando di desiderio, trattenendosi dall’accarezzare più in alto.

– O cosa? –

– Tu non vuoi scoprirlo. –

– Forse si. – Muovendosi con la velocità animale della sua specie, la stese sulla sua schiena con lui abbracciato a lei prima che potesse replicare. Gli occhi di lei lampeggiarono di nero vellutato e poi si striarono di argento iniziando a strappare linee frastagliare nella ricca oscurità.

– Che diavolo? –

In quel momento lui notò il lupo gigante in un angolo della stanza. La creatura chiaramente rabbiosa era accovacciata e si stava preparando all’attacco.

Gli istinti del giaguaro presero il sopravvento.

Spostando Faith di lato, lui balzò silenziosamente sul lupo … e andò dritto su di lui. Solo la sua agilità lo salvò dal fare un gran rumore quando cadde pesantemente sul tappeto. La delicata risata femminile, così bassa che lui poteva a malapena coglierla, il suono arrugginito perchè mai utilizzato, gli fece socchiudere gli occhi mentre si rialzava in piedi.

– Molto divertente. – Lui incontrò lo sguardo nero-argento della donna stesa sul letto che lo osservava, i capelli rosso scuro le circondavano il viso che aveva appoggiato sulle mani.

Lui pensò di non aver mai visto una visione più bella. Immediatamente, la fame sessuale del felino che era in lui gli mostrò il contrario: se lei fosse stata nuda, sarebbe stato anche meglio.

– Hai battuto il lupo cattivo? – domandò lei.

Lui sapeva che lei non aveva neanche realizzato quello che stava accadendo. Lei stava ridendo e adesso era eccitata. Alla fine l’avrebbe cambiata o l’avrebbe uccisa? Vaughn non aveva nessuna intenzione di lasciarla scegliere fra le due opzioni.

– Illusioni? Non hai bisogno di entrare nella mia mente per farlo? – E la sua mente era changeling, quasi impossibile per uno Psy da controllare.

– Io sono migliore di loro, – disse Faith, senza ombra di arroganza nel suo tono. – Le mie illusioni sono concrete nel senso che se ci fosse stata una telecamera presente nella stanza, anch’essa avrebbe visto il lupo. –

Lui si avvicinò a lei ed ebbe il piacere di osservare quei divertiti occhi luccicanti tremanti che diventavano neri e che erano in qualche modo più teneri rispetto all’oscurità pura che c'era in loro dopo le visioni. Appoggiando le sue ginocchia sul letto, lui fece scivolare le sue mani sotto i suoi capelli e le chiuse a coppa sulla sua faccia.

– Tu provi sensazioni come una donna. – La mia donna.

Abbassando la sua testa, la baciò. Era un casto bacio dal suo punto di vista, un semplice assaggio quando avrebbe voluto ingozzarsi, ma lei piagnucolò e si aggrappò a lui. Per tutti i cinque secondi. Poi lei si allontanò. Lui bestemmiò, il linguaggio ruvido ed esplicito. Questo significava che non stavano facendo progressi se Faith non riusciva a sopportate nient’ altro che un innocente bacio, il tocco era le fondamenta di ciò che lui era.

Dopo quella settimana che lui aveva trascorso in modo selvaggio quando era un bambino, il solo modo in cui i leopardi del DarkRiver erano stati capaci di farlo riprendere era stato circondarlo con il tocco. Il suo primo mese nel branco lui aveva dormito in forma di felino, circondato dagli altri corpi intrecciati. Privato del tocco, lui tendeva a diventare sempre più aggressivo, sempre più selvaggio; il felino in lui saliva in superficie fino a che l’ uomo non veniva seppellito in profondità. Il branco di solito aiutava, ma in quei giorni, lui voleva le carezze di qualcun altro.

– Vaughn. – Faith rese la sua voce molto sottomessa, estremamente non provocatoria. – Vaughn, i tuoi artigli sono usciti. – Lei li poteva sentire sulla pelle del cuoio capelluto e sulla faccia ed era abbastanza terrorizzata da ammetterlo. La sua reazione proveniva da una se stessa primitiva che era esistita prima del Silenzio, prima della civilizzazione. Tutto ciò a cui era interessata era sopravvivere… a ogni costo.

Un’onda shock di potere psichico avrebbe stordito il predatore che la teneva prigioniera, ma poteva probabilmente causare danni permanenti. Lei non poteva sopportare quel pensiero.

– Non farmi del male, Vaughn. – Lei deliberatamente usò il suo nome di nuovo. – Ho bisogno di sentirmi al sicuro con te. – Irrazionale com’era, lei si sentiva il quel modo anche adesso.

Lui si era lanciato come un felino su di lei, ma quegli artigli stavano pressando così leggermente sulla pelle di lei che non minacciavano neanche di lasciarle un livido, e tanto meno un taglio. Comunque, lei sapeva che quel controllo aveva un margine ben preciso, proprio adesso, il giaguaro negli occhi di Vaughn stava camminando dietro di loro.

– Non ti perdonerei mai se mi ferisci. –

– Non potrei mai ferirti. – La sua voce era un suono gutturale compreso tra l’ umanità e la parte interna animale.

– Toccami. –

Sul punto di rifiutare, lei si immobilizzò. Perché lui stava facendo quella richiesta in questo momento? Lei era intelligente, poteva immaginarselo. Sopprimendo l’istintiva risposta combatti-o-fuggi del suo corpo, lei chiuse i suoi occhi e si costrinse a respirare in modo normale per favorire la chiarezza mentale. L’ odore di Vaughn la inondò, selvaggio e terreno, ma in qualche modo aveva un effetto concentrato sui suoi caotici processi mentali.

Perché un changeling avrebbe chiesto di essere toccato quando era così fuori controllo? La logica diceva che era perché lui credeva che lo avrebbe aiutato a ristabilire la disciplina. E se la logica era sbagliata?

– Mi sto fidando di te. – Spaventosamente consapevole dei suoi artigli sguainati, si mosse con lenta precisione ed appoggiò di sfuggita le sue labbra su quelle di lui. Lui sentì un calore primitivo, ostinatamente maschio. La mente di lei iniziò ad incepparsi quasi subito. Quella sera si era spinta troppo lontano anche prima che Vaughn le saltasse addosso come un felino. Il suo cervello urlava che lei era sul punto di esplodere.

Malissimo. Lei non avrebbe lasciato Vaughn in difficoltà. Lui l’aveva trascinata fuori dal suo incubo, lei non poteva fare di meno per lui.

I suoi denti accidentalmente ferirono il labbro inferiore di lui ed il ruggito che provenne da lui si riversò nella sua bocca.

Lei si immobilizzò. Fu in quel momento che denti forti catturarono il suo labbro inferiore e lo morsero in un modo molto sensuale. Qualcosa di basso e profondo in lei bruciò e l'esplosione della sua mente fu raggiunta da un brivido caldo del suo corpo.

Il suo stomaco si tese, il sudore si manifestò luccicante sulla sua pelle, ed in qualche modo le sue mani avevano afferrato i capelli di Vaughn, la sua mano sotto il suo cuoio capelluto. Il calore ed il tocco, il desiderio e la necessità, il potere e la furia, il tutto spinto dentro di lei in un’onda brutale che le strappò via i suoi scudi più intimi. Improvvisamente il piacere divenne dolore ed il dolore tagliò il suo sguardo d’ebano.

Vaughn percepì il secondo in cui Faith si spezzò. Con gli artigli da molto tempo ritirati, lui si allontanò dal bacio perché lei sembrava incapace di farlo.

– Faith. –

Respirando affannosamente, lei aprì gli occhi rivelando il peggior tipo di nero.

– Mi sta prendendo. – Le parole erano una dichiarazione dell’inevitabile.

La rabbia minacciava di spezzare il suo ritrovato controllo.

– No, non è vero. – Alzatosi sul pavimento, lui la osservò riorganizzarsi per stendersi sul suo lato nel centro del suo letto. I suoi occhi rintracciavano ogni suo movimento.

– Ti ho aiutato? –

– Si. – A lui piaceva il sapore di lei sulle sue labbra.

– Alla fine sono forte abbastanza da fare questo. –

– Tu sei abbastanza forte per superare tutto questo. Sei passata dall’essere incapace di sopportare qualsiasi cosa ad accettarlo e darmi un bacio in un tempo molto breve. – Lui saltò sul letto. E anche se stava andando contro a tutti i suoi istinti, lasciò abbastanza distanza tra loro così da non sopraffarla.

– Vorrei che io fossi abbastanza forte da fare di più … essere di più. –

La sua voce era un sussurro, ma il felino era sicuro di aver sentito un sottotono di fredda rabbia. Bene.

– Tu vedi il futuro, Faith. Questo ti rende straordinaria. –

Lei si avvicinò di qualche centimetro, sorprendendolo.

– Non andartene fino a che sono sveglia. Sono convinta che le visioni oscure verranno di nuovo ed i miei scudi sono attualmente infranti. –

In altre parole, lei aveva paura. E se lei poteva sentire la paura, allora poteva sperimentare il piacere.

– Quando mai ti ho dato qualche indicazione che ti avrei lasciato anche se me lo avessi chiesto? –

– Mi aspetterai dopo domani, di notte? Lo so che ho detto cinque giorni, ma le visioni stanno accelerando troppo velocemente. Penso di poter fare in modo che non mi cerchi nessuno. –

– Sii prudente. – Il suo PsyClan era troppo potente per non essere collegato. Un accenno di sospetto sul patrimonio pregiato del clan ed il Consiglio avrebbe messo Faith completamente sotto un controllo dal quale sarebbe stato più sanguinolento farla uscire. A lui non importava il sangue, ma ricordò che lei poteva essere coinvolta nella battaglia.

– Dormi, Rossa. Avrò cura di te. –

I suoi occhi si chiusero e poco dopo, lui sentì che la paura che l’attanagliava scompariva. Mentre lei dormiva, lui rimase ad osservare. Forse gli Psy avrebbero detto che lui non poteva farle niente di buono sul piano fisico dal momento che lei era un essere psichico, ma già due volte aveva visto e percepito la sgradevole realtà della minaccia che la teneva rinchiusa. L’ istinto gli diceva che se lui avesse mantenuto l’oscurità lontano da lei , l’avrebbe tenuta in salvo.

Lui non la lasciò fino a che non arrivò l’alba e lei aprì gli occhi.