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Chapter 1

Prologo


Prologo

Prima di tutto: questa storia non parla di me.

Be’… tecnicamente parla di me, ma in realtà no.

Parla di mio fratello, Alec Baxter. Avete presente quell’incantevole stronzo? È il miglior avvocato divorzista di tutta New York.

Scaltro, dannatamente bello – come me, del resto – con mani grandi e quell’espressione di vago disgusto ogni volta che sente parlare di un hot dog. Non è un fan di quella roba, non capisce perché tutti la amino e non lo capirà mai. È il mio migliore amico, il mio complice, il mio modello e il mio solo e unico eroe.

Peccato che riesca a parlarci più o meno una volta ogni tre mesi. Lo vedo a malapena durante le vacanze, e mi tocca aspettare settimane anche solo per una banale risposta a un messaggio.

Sembra quasi un rapporto a senso unico, eh? Un po’ lo è, ma ehi, va bene così. È un uomo impegnato. E ha passato la maggior parte della nostra infanzia ad assicurarsi che i nostri genitori e il loro terribile matrimonio non ci lasciassero dentro delle cicatrici troppo profonde. Prendevano i loro rancori e ce li gettavano in faccia, così, come mutande sporche da lanciare nella cesta del bucato.

Me li ricordo bene, quei momenti: Alec che entrava nella mia stanza ogni volta che iniziavano a litigare, mi faceva scendere dalla scala antincendio del nostro appartamento di Park Avenue e mi portava alla pasticceria in fondo alla strada. Ci dividevamo un cannolo e restavamo a guardarci senza dire niente. Sapevamo entrambi cosa stesse succedendo a pochi metri da noi, ma non ne discutevamo mai.

Ma ora basta con i racconti strappalacrime, non è di questo che parla la storia. No, parla del completo, assoluto tradimento che ho subito proprio da parte di quel fratello. La mia famiglia, il mio sangue, il mio eroe…

Sarà anche il mio migliore amico, ma mi ha tradito in ogni modo possibile.

Parole dure, eh?

Parole di guerra.

Be’, dico solo la verità.

Che è successo? Lasciate che vi dia un piccolo assaggio del disastro in cui si è trasformata la mia vita.

Tutto è iniziato quando ho scoperto che la mia bellissima fidanzata, Naomi, era incinta. Ho dovuto prendere delle decisioni difficili e barattare il matrimonio dei miei sogni - sì, dei miei sogni – con una celebrazione low cost. Avevo bisogno di risparmiare per la casa, non per l’evento del secolo.

È stata una pillola dura da mandare giù. Confesso di essere andato in iperventilazione un paio di volte, respirando affannosamente nel cassetto della mia scrivania, mentre cercavo di venire a patti con la situazione.

Ma poi un giorno, mentre inspiravo ed espiravo con la testa piegata su quello splendido mogano lucido, mi è venuta in mente una cosa: le feste si possono fare gratis.

Sono un organizzatore di eventi aziendali per Golf Galaxy, il più importante golf club e centro ricreativo per i pezzi grossi di Manhattan. Per ogni vostra esigenza riguardo a feste e ricevimenti di lavoro, contattate pure Thaddeus Baxter.

Sono a stretto contatto con i ricconi ogni giorno, quindi ho pensato: perché non approfittarne? Perché non chiedere in giro e cercare di strappare un qualche vantaggio dalla mia professione?

Sfortunatamente, tutti i culi che ho leccato negli ultimi anni non vogliono avere niente a che fare con me. Non riesco a capire il perché. Sono affascinante – un tantino melodrammatico, forse – ma se me lo chiedi ti faccio il miglior margarita del mondo e te lo porto mentre suono le maracas. E quando dico maracas, mi riferisco alle mie grosse palle. Ehm, volevo dire ai miei testicoli.

Un meraviglioso gentiluomo. Ecco cosa sono.

Insomma è andata così: mi trovavo piegato sul mio computer, ancora una volta immerso in uno stato di profonda depressione e intento a scorrere siti di matrimoni tenendo in mano l’ultimo sorso di un margarita rubato a un evento, quando l’ho vista.

La risposta a tutte le mie preghiere.

Era come se Dio avesse aperto un varco tra le nuvole per premermi sul naso il suo dito sparafulmini e mostrarmi la direzione giusta.

The Wedding Game stava organizzando i provini.

Il reality show sui matrimoni più amato dagli americani era alla ricerca di coppie che accettassero la sfida di organizzare le loro nozze con un budget limitato. Tulle, rose, addobbi, candeline, smoking – era tutto già pronto per allestire la festa migliore di tutti i tempi.

Non posso chiedere di meglio.

Ma finire sotto i riflettori del programma che animava i sogni di ogni sposa assatanata del Paese non era la ragione principale per cui stavo facendo quella pazzia.

C’era di mezzo un premio, potete scommetterci le vostre tette mosce.

Non indovinerete mai quale. Vi risparmio la fatica.

Non era la solita luna di miele in qualche resort con buffet all-you-can-eat.

No. Era un cazzo di attico a New York City.

Un attico! Il sogno dei sogni.

Non ero ancora arrivato a leggere fino alla fine che la mia domanda di iscrizione era già compilata e pronta da inviare.

E quindi? Cosa c’entra tutto questo con un tradimento così orribile che farebbe arrossire il cast di Game of Thrones?

Regola numero uno di The Wedding Game: devi avere in squadra almeno un membro della tua famiglia.

Visto il bagaglio emotivo che mi porto dietro dall’infanzia, c’era solo una persona su cui potessi contare.

Alec.

Ed è qui, miei cari, che entra in gioco il tradimento.

Non credete che mio fratello possa essere così senza cuore da ingannare la sua stessa carne, il suo stesso sangue?

Indovinate un po’.

L’ha fatto.

Giudicate voi stessi…